2013: giovani ad Atene

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Primo caso: Anno 2013, Grecia. Sei giovane, hai 19 anni. È estate. Ferragosto. E tu non sei in ferie. Cosa fai? Sei ad Atene (più correttamente sei nel quartiere operaio di Peristeri). Stai tornando a casa con l’autobus. Il controllore sale. Ti chiede il biglietto. Tu non ce l’hai. Ti chiede di pagare la multa. Gli spieghi che non hai soldi. Insiste dicendo che tu devi pagare la multa. Rifiuti. Insiste. Le porte si aprono. Cerchi di scendere. Ti blocca. Ci provi. Ti tiene. Ti allontani. Ti tiene, ti spinge, cadi sul marciapiede. Ti rompi la testa. Sei morto. Come ti chiami? Ti chiami Thanàssis Kanaoùtis, ma nessuno se lo ricorda. Non fa niente. Ti chiamano anche “il 19enne morto per 0,70 euro”.

Secondo caso: Anno 2013, Grecia. Sei giovane. 34 anni (non sei di mezza età, sei giovane e si vede). Settembre. L’estate forse l’hai trascorsa da qualche parte insieme ai tuoi amici e i tuoi compagni. Adesso sei ad Atene (più correttamente al Pireo, a Keratsini). Guardi una partita di calcio in un bar insieme alla tua fidanzata e due amici. Oltre a essere un operaio, sei anche un rapper. Ti conosce tutto il quartiere e un mucchio di gente ti ascolta. Ti conoscono anche i fascisti che vengono al bar. Quando esci c’è un’imboscata. Proteggi i tuoi amici. Ti attaccano, molti contro uno. Resisti. Non ti possono piegare. Chiamano i rinforzi. Arrivano. Un quarantacinquenne ti accoltella due volte. Muori tra le braccia della tua fidanzata. Come ti chiami? Ti chiami Pavlos Fyssas e Killah P. Ti chiamano anche “il 34enne morto”. Fottuto fascismo. Il tuo nome non sarà mai dimenticato.

Terzo caso: Anno 2013, Grecia. Sei giovane, 28 anni. Vivi in periferia. Vieni ad Atene per accompagnare un parente che ha problemi di salute. Incontri due amici al caffè. È novembre (Pane-Educazione-Libertà) [il 17novembre è l’anniversario del politecnico e questo era lo slogan principale di allora, ndt]. Vieni a sapere che la tua amica cameriera non è stata pagata e non riesce a trovare una soluzione con il suo datore di lavoro. Dici “Andiamo, risolverò tutto io”. Il tuo parente è in sala operatoria e tu corri per lo stipendio della tua amica. Vai al negozio: poco più avanti di piazza Omonia, in via Geraniou. Chiedi i soldi. Non ve li danno. Insisti. Litigate. Ti caccia via. Non te ne vai. Chiedi i 700 euro della tua amica. Non te ne vai. L’ordine viene dato. Esce lo sgherro. Ti picchia con il tirapugni di ferro. Cadi sul marciapiede. Calci in testa. Sei finito. Come ti chiami? Ti chiami Tàssos Doupis. Ti chiamano anche “il 28enne morto per aver rivendicato lo stipendio”. I furbi dicono che sei stato ucciso da un ceceno (e lasciano intendere che non ti ha ucciso un greco..). Il nome del datore di lavoro della tua amica e del ceceno viene riportato semplicemente come K.G.

Caso zero: Dicembre 2008. Ti chiami Aléxandros Grigoròpoulos e hai 15 anni. Esci a Exarchia. Inciampi sulla prepotenza degli agenti di polizia e finisci con un proiettile nel cuore. La sera del 6 dicembre. Allora scendemmo in strada in migliaia contro quelli che dicono “soldi alle banche, proiettili ai giovani”. Noi dicevamo “è giunto il momento per vivere i nostri giorni”.

Oggi è il 2013, e sono passati cinque anni da quando la “pecora” è stata sacrificata. Loro il loro piano quinquennale l’hanno raggiunto. E noi?

[Exarchia – Peristeri – Keratsini – Omonia]

[Poliziotti – Controllori – Fascisti – Padroni]

[Giovane- Giovane- Giovane- Giovane]

P.S.

Caso sottozero: Atene, Novembre 2013. Ti chiami migrante afgano e muori nella caserma della polizia di Aghios Panteleimonas. I poliziotti dicono che sei crollato all’improvviso. Ce ne sono tanti che sono crollati in quella caserma. Tu, non hai un nome, non hai un’età. Però, vivi e muori insieme a noi.

di Athenzboyz

Fonte: athenzboyz

Traduzione di AteneCalling.org

* La scritta nella foto dice: il FASCISMO non è prodotto della crisi. È la sua GESTIONE da parte dei padroni.

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