Annuncio dell’occupazione del Centro dei Lavoratori di Salonicco

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Il prigioniero anarchico Nikos Romanos si trova in sciopero della fame dal 10.11.2012, una condizione che minaccia ormai palesemente la sua vita per “un soffio di libertà”. Mette avanti l’estremo mezzo di cui dispone, il suo corpo, di fronte allo Stato, rivendicando i permessi educativi, previsti dalle loro leggi, per poter frequentare l’università.

Come espressione concreta di solidarietà, i suoi compagni Michailidis (dal 17.11), Bourzoukous e Politis (dal 30.11) hanno iniziato lo sciopero della fame, mentre anche altri prigionieri si sono astenuti dal cibo, facendo scioperi a oltranza e rifiutandosi di rientrare nelle celle. L’atteggiamento assassino dello stato nei confronti di Nikos Romanos rientra nel suo tentativo più generale di eliminare ogni punto di libertà e ogni possibilità di interazione sociale da tutti coloro ai quali impone sempre più disumane condizioni di reclusione. In particolare, attraverso il funzionamento delle carceri di tipo C, che mirano a schiacciare moralmente e mentalmente quei detenuti – politici o meno – che ritiene una minaccia per il meccanismo statale e per il capitale che lo controlla.

Al contempo, in sciopero della fame si trovano i migranti che lottano per la loro dignità, dentro e fuori i campi di concentramento (i migranti siriani in piazza Syntagma che contano già 2 morti; 1000 migranti detenuti nel campo di concentramento di Amygdaleza; che contano già 4 morti; 65 migranti detenuti nel centro di concentramento di Paranesti Drama). Rivendicando l’ovvio: diritti sociali, il permesso di poter uscire dal paese, titoli di viaggio e la loro liberazione dalle condizioni disumane di detenzione nei campi di concentramento.

Il 6.12, nell’anniversario di Alexis Grigoropoulos e dopo una manifestazione dinamica e grande per le strade di Salonicco, abbiamo occupato il Centro dei Lavoratori, per creare un centro di lotta per il coordinamento delle azioni di solidarietà con Nikos Romanos e con gli altri scioperanti della fame, ma anche contro l’attacco feroce che abbiamo subito dalle forze repressive, in seguito al quale contiamo già 8 arresti e molti feriti. La repressione statale ha cercato di incriminare un intero corteo dell’attacco incendiario da parte di un gruppo di persone ignote a un negozio durante l’orario di apertura. Soprattutto, a subire la violenza sono stati i compagni e le compagne dei blocchi anarchici/anti-autoritari e degli altri blocchi organizzati che, considerando l’incendio come un’ostilità, hanno rotto i vetri del negozio per salvare dall’asfissia la gente intrappolata, aiutandola poi a uscire e spegnendo il fuoco.

La sera dello stesso giorno, sotto la mira della violenza statale si è trovata l’occupazione stessa del Centro dei Lavoratori di Salonicco, quando – poco prima dell’inizio del corteo fissato per le 19:00 dall’assemblea dell’occupazione – numerose forze repressive hanno attaccato, lanciando lacrimogeni e granate stordenti dall’ingresso del palazzo. Questo ha quasi causato il soffocamento di chi si trovava all’interno del palazzo, costringendo la maggior parte della gente a rimanere bloccata per ore sul terrazzo. Al contempo, coloro chi si erano già radunati sulla strada per il corteo, sono stati ferocemente cacciati e asfissiati dai lacrimogeni. Ci sono stati anche 9 arresti. Infine, l’operazione dello Stato di reprimere l’occupazione è fallita, visto che gli occupanti sono riusciti a respingere gli agenti di polizia, lottando corpo contro a corpo. Questo ha prodotto il ferimento di una persona. Si è deciso di continuare l’occupazione fino alla liberazione dei nostri compagni e la soddisfazione delle rivendicazioni degli scioperanti della fame.

  • SOLIDARIETÁ ALLO SCIOPERANTE DELLA FAME DAL 10.11 NIKOS ROMANOS E AGLI SCIOPERANTI DELLA FAME MICHAILIDIS, POITIS E BOURZOUKOS
  • NESSUNA TOLLERANZA ALLA REPRESSIONE
  • SOLIDARIETÁ AGLI ARRESTATI DEL 6.12

Fonte: athens.indymedia

Traduzione di AteneCalling.org

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