Appello per il meeting antifascista internazionale – Atene 5/6 ottobre

An anti-fascist protester raises his fist during a demonstration in Athens

L’omicidio a sangue freddo del 34enne Pavlos Fyssas, da parte di accoltellatori di Alba Dorata in un agguato nazista, ha sconvolto milioni di persone, non solo in Grecia ma anche in tutto il mondo.

Otto mesi fa, è stato il pakistano Shehzad Luqman a perdere la propria vita, accoltellato da albadorati a Petralona [Atene, n.d.t.]. Adesso la campana suona per tutti: i battaglioni d’assalto parastatali dei neonazi, con le magliette nere e le varianti della svastica, effettuano degli attacchi mortali ormai contro persone della sinistra, anarchici, comunisti, sindacalisti, omosessuali e antifascisti. Nel contempo, la catastrofe economica, che sta alle origini dell’ascesa del fascismo, diventa sempre più profonda. Chi pensava ad un veloce ritorno alla normalità, che oggettivamente avrebbe sgonfiato Alba Dorata, è stato smettito. Le sfide più importanti non si trovano alle nostre spalle. Ma davanti a noi.

Le responsabilità del governo di destra di Antonis Samaràs, che governa assieme a ciò che resta del PASOK socialdemocratico sotto la guida di Evaggelos Venizelos, non potrebbe essere più grande. Sappiamo che le analogie storiche possono essere spesso devianti. Ma la crisi che sta affrontando la società greca potrebbe essere paragonata solo a quella degli anni ’30. Alba Dorata ha come suo modello il partito nazionalsocialista di Hitler. Di fronte a questa minaccia, il governo di Samaras inasprisce la sua agenda di estrema destra, governando ormai per decreti legge. Sembra oscillare tra le politiche di Dollfuss nell’Austria interbellica e di Brüning nella Germania di Weimar. Storicamente, queste politiche non hanno messo fine al fascismo, ma gli hanno aperto la strada.

Il razzismo è diventato in Grecia la politica ufficiale dello stato: migliaia di migranti vengono reclusi in campi di concentramento fino a 18 mesi, per il solo motivo di non essere in possesso di documenti in regola. L’accesso al centro di Atene, per chi è di carnagione scura, è pericoloso, a causa delle operazioni di rastrellamento della Polizia Greca definite con il nome, di ispirazione orwelliana, “Zeus Xenios” [il dio dell’ospitalità, n.d.t.] e per gli attacchi fascisti di Alba Dorata. Nel contempo, il governo di Samaras continua ad implementare punto per punto i Memoranda dell’austerità imposti dalla Troika, reprimendo con ferocità ogni mobilitazione dei sindacati, degli operai e dei giovani, cioè delle uniche forze che può offrire una soluzione alternativa e collettiva all’abisso della crisi. Il governo taglia così le fondamenta delle libertà e dei diritti democratici conquistati con sangue e sacrifici in seguito alla caduta della dittatura dei colonnelli e alle lotte nel periodo della Metapolitefsi [periodo successivo alla dittatura, n.d.t.].

Chi di noi firma questo appello non crede che la storia si stia ripetendo. Abbiamo già visto nella prassi – per essere precisi abbiamo energeticamente formato – la forza che può dare oggi un esito diverso alla minaccia fascista, al contrario di quanto è successo negli anni 30. Le grandi manifestazioni antifasciste per l’omicidio di Pavlos Fyssas non sono cadute dalle nuvole: dietro c’è la persistenza e gli anni di attività antifascista e antirazzista, nei quartieri, negli spazi, nelle grandi mobilitazioni (come quella del 19 gennaio). Questo è il movimento che controlla le strade, non i battaglioni d’assalto di Alba Dorata. Lo sviluppo più speranzoso degli ultimi mesi è l’emergere di un antirazzismo combattente il cui soggetto sono i migranti stessi, dai lavoratori della terra di Manolada, alla rivolta dei detenuti del centro di detenzione di Amygdaleza, fino ai ragazzi delle seconde generazioni che stanno rivendicando la cittadinanza.

Questo movimento deve crescere, diffondersi, essere coordinato. Affinché tutto ciò avvenga, deve prima di tutto, e soprattutto, discutere: sulla sua strategia, le sue tattiche, le sue iniziative, la sua azione. Per questo motivo, crediamo che la partecipazione all’Incontro Antifascista organizzato da KEERFA il 5-6 ottobre ad Atene superi i limiti di una singola organizzazione. Invitiamo gli antifascisti e le antifasciste di tutta la Grecia a partecipare alle assemblee del 5 ottobre. Ci stiamo preparando per accogliere amici e compagni da tutto il mondo al nostro incontro internazionale del giorno dopo. Proponiamo un coordinamento europeo con una mobilitazione internazionale il 22 marzo 2014. Ci coordiniamo in azioni dirette contro il fascismo e il razzismo della Fortezza Europa.

Da Atene, Salonicco e dalle altre città greche abbiamo il “lusso” di sentire meglio di chiunque altro in Europa il cigolio di un sistema che nel momento della sua più grande crisi, minaccia di ridare vita ai mostri del 20imo secolo. Vi aspettiamo ad Atene, il 5-6 ottobre per garantire che nella più grande lotta dei nostri tempi, non sarà la disperazione a vincere, ma la speranza.

Firmano

1. Petros Konstantinou (coordinatore di KEERFA e consigliere comunale di Atene. Imputato con l’accusa di “spargere notizie false” per la sua attività antirazzista e antifascista).

2. Javed Aslam (membro dirigenziale della Comunità Pakistana della Grecia. Processato dallo stato greco in collaborazione con la dittatura di Musaraf con accuse false, per le quali fu assolto).

3. Spyros Marketos (storico, Università Aristotele di Salonicco. Imputato per “traffico di persone” perché ha accompagnato una rifugiata somala all’aeroporto di Salonicco).

4. Babis Kouroundìs (avvocato, membro dell’Ordine degli Avvocati di Salonicco. Imputato insieme a Spyros Marketos, per aver accompagnato una rifugiata somala all’aeroporto di Salonicco).

5. Kostas Papadàkis (avvocato, membro di KEDDE [movimento per le libertà e i diritti democratici dei nostri tempi, n.d.t.]. Ha difeso numerosi migranti, tra cui anche la sindacalista migrante Kostantina Kuneva).

6. Kostas Arvanitis (giornalista, licenziato per aver parlato delle torture degli antifascisti).

7. Moissìs Lìtsis (giornalista, membro del Consiglio Amministrativo dell’ordine dei giornalisti di Atene).

8. Margarita Papamina (insegnante, membro di KEERFA Chania. Processata dai neonazisti per aver buttato uno dei leader di Alba Dorata locale nel mare).

9. Eugenia Kouniaki (avvocato. Attivista per i diritti dei migranti e dei rifugiati che ha difeso i casi degli attacchi assassini fascisti, come quello di Skordeli in Agios Panteleimonas).

10. Dimitris Livieràtos (storico del movimento operaio, militante della resistenza contro i nazisti).

11. Makis Kavouriàris (accademico, militante del movimento anti-dittatoriale).

12. Katerina Thoìdou (giornalista del giornale “Solidarietà Operaia”, membro di Keerfa Nikea. Processata per “calunnia” in seguito ad un’iniziativa presa da un avvocato che lavora per Alba Dorata).

13. Takis Zotos (avvocato, membro di KEERFA. Parte civile nel caso del pakistano assassinato Shezad Luqman)

14. Vassilis Koukalàni (direttore dell’opera teatrale “una festa a Nouriàn”).

15. Thanàssis Kabagiannsi (avvocato, scrittore del libro “La lotta contro il razzismo oggi”).

16. Georgia Mavragàni (direttrice, partecipa al movimento Mavili -teatro occupato Embros).

17. Jemali Miliajim (insegnante in Komotini, membro di KEERFA. Vittima di un attacco fascista durante una mobilitazione antifascista).

18. Irene Fotèlli (impiegata di ERT).

19. Nazim Mahmut (operaio pakistano, membro di KEERFA Peristeri. Vittima di un attacco fascista, processato per “lesioni fisiche” e “porto d’armi”).

20. Reza Gholami (Unione di Afghani Uniti in Grecia).

21. Giorgos Tsamoùris (membro di KEERFA Zografou. Vittima di un attacco fascista, i cui attori sono stati condannati).

22. Abdul Safir (migrante da Pakistan, ex detenuto nel campo di concentramento di Amygdaleza).

23. Antonis Alfièris (membro dell’Iniziativa Antinazista di Pireo).

24. Kostas Katarachiàs (medico, presidente dell’unione del personale dell’ospedale Aghios Savvas. Ha partecipato come medico nelle attività contro i campi di concentramento e le “donazioni di sangue” di Alba Dorata).

25. Zaneta Lysikàtou (studentessa universitaria, membro di KEERFA Alexandroupoli. Ha partecipato alle mobilitazioni conto Frontex e il muro di Evros).

26. Christina Ladà (insegnante. Ha partecipato attivamente alla campagna antifascista che ha cancellato il festival programmato dei nazi di Alba Dorata in Kalamata).

27. Thanàssis Diavolàkis (professore, consigliere comunale in Pireo. Fa parte del movimento antifascista di Pireo).

28. Rania Nenedàki (consigliere comunale di Zografou, Atene).

29. Dimitris Polychroniadis (insegnante, consigliere comunale di Maroussi, Atene).

30. Panos Gargànas (direttore del giornale Solidarietà Operaia., che ha coperto tutte le mobilitazioni del movimento antifascista e antirazzista, processato dai fascisti per “calunnia”).

31. Katina Sifaki (militante della Resistenza contro i nazisti negli anni 40, antifascista di 97 anni).

32. Maria Styllou (editrice della rivista “Socialismo dal basso”).

33. Giannis Sifakis (Alleanza “Fermate la guerra”. Aveva partecipato attivamente al caso dei pakistani sequestrati [extraordinary rendition, n.d.t] dopo l’attacco terrorista a Londra nel 2005. Il suo telefono è stato intercettato. Il caso pende ancora).

Fonte: antiracismfascism

Traduzione di Atene Calling

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