Appunti per la verità



Mentre la corte d’appello a composizione collegiale dichiarava assolta la fioriera (n.d.t. si riferisce all’episodio di uno studente di Salonicco pestato a sangue da un gruppo di 6-8 poliziotti, tutti assolti), un’altra corte d’appello, costretta a riunirsi nel seminterrato per far entrare nel palazzo i MAT e le altre forze dell’ordine, condannava a 5 anni di reclusione senza sospensione una ex tossicodipendente, ormai pulita, una donna lavoratrice e madre di due figli. Per un caso del 2006! La legge non è giustizia. È una convenzione tra lo stato ed ogni cittadino che stabilisce alcuni limiti al potere che uno ha sopra l’altro.
Al secondo comizio finale di Samaràs per le elezioni di giugno, Roy Gutman, corrispondente americano (una figura simbolica che ha rivelato l’atroce campo di concentramento dei serbi in Omarska), ha deciso di chiedere ai giovani che si trovavano davanti a lui perché erano andati a quel raduno. Tutti i giovani erano poliziotti della sicurezza. Più tardi sono arrivati anche circa 300 persone di ONNED (n.d.t. i giovani di Nea Dimokratìa), con un ingresso simbolico del tipo “abbiamo vinto la coppa europea”. Insieme a tutti gli altri, in media oltre i 50 anni, ci saranno state circa 2000 persone. Era un comizio falso, una finzione mediatica realizzata con la partecipazione dei membri del partito, dove il leader Antonis Samaràs salutava la “vera Grecia”. L’immagine non è la verità. L’immagine è uno strumento molto pericoloso che nelle mani sbagliate diventa un’arma.
Quando la verità e il diritto diventano strumenti utili, la strada che rimane prima di arrivare all’autoritarismo non è lunga. Basta che si trovino le persone giuste disposte a fare gli ultimi passi. Con l’ascesa al potere del gruppo di Samaràs, rappresentato come l’ultima riserva del sistema anche dai Financial Times tedeschi con articoli scritti in greco alla vigilia delle elezioni, si sono trovate anche queste persone. Quel giornale sarà pure sparito, in uno sviluppo abbastanza ironico, noi, però, dobbiamo gestire le nostre vite come ci vengono dettate dallo stato autoritario. E tutto questo per… salvare l’eurozona! per non uscire dall’euro! e per non rischiare, poi, poi il caos!
La Grecia è un paese, una società, nella quale la realtà che viene trasmessa dai media tutti i giorni, viene scritta ogni mattina da alcuni proprietari di canali e da alcuni membri del governo. Che la sera prima hanno cenato con i loro superiori oligarchi per ricomporre la linea. A questo principio obbediscono le autorità esecutive, giudiziarie e legislative ed un intero meccanismo di riproduzione della realtà prescelta. Da tre anni ormai, è questa la realtà dei Memoranda del potere. E se il dogma di Samaràs sulla legalità dovesse pevalere, questa rimarrà impressa come un racconto storico di questo periodo. Le versioni concrete della storia, specie quelle prescelte, presuppongono una specifica realtà. Altrimenti cigolano
È su questa base che diventa possibile tacere in modo assoluto il processo della Banca Pireos contro la Reuters, mentre si trasmette su tutti i canali un video falsificato (n.d.t. quello di un deputato di Syriza che, secondo il video falsificato da Nea Dimokratìa, inciterebbe al terrorismo), messo in circolo dal governo. Che tutti i media greci ignorino il processo a Vaxevanis, mentre lo stesso evento è sulle prime pagine all’estero. Che ogni sindacalista venga presentato come un baro professionista, quando non lo è. Che di ogni pestaggio o omicidio di un migrante venga nascosta la motivazione razzista. Che si lavi e si rilavi a un livello incredibile il neonazismo, fino al punto che il Consiglio d’Europa arrivi a mettere alla berlina lostesso primo ministro del paese per aver preso in giro la commissione dei movimenti antirazzisti e averne poi ignorato l’impegno. Indipendentemente dall’opinione di ciascuno su questi temi, è ovvio che qualcosa sta andando male, che qualcosa manca. Mancano elementi della narrazione della realtà, perché qualcuno li filtra.
Su questi due elementi, della distorsione della realtà e dell’ uso ingiusto della legge, si è creato un deragliamento di lunga data della società greca. Deragliamento in slow motion che obbedisce agli obiettivi del potere e dei suoi rappresentanti politici. Dopo 3 anni di ritorsioni contro una società intera, il potere vede la possibilità di perdere il controllo, come un possibile effetto del fallimento dei suoi rappresentanti politici. Ed è per questo che chiude gli occhi di fronte alla sua ultima riserva, le ombre del para-stato, e accellera il restringimento dei diritti democratici.
Ci sono dei dettagli che riguardano la sostanza di quanto sta succedendo e che qualcuno vuole nascondere. Dettagli che cambierebbero le domande su cosa è successo in questo paese negli ultimi  4 anni. In un paese dove per trovare le domande giuste dovrai faticare troppo, le domande non sono immediatamente disponibili. Che importanza ha che i giornalisti mangiano e bevono con il personale della Troika nelle case di Psychico (n.d.t. quartiere ricco, nord di Atene). Che ruolo avrà giocato quello che dice un membro del settore bancario: “ogni piccolo datore di lavoro riferiva a Bob Traa i suoi interessi, chiedendo che il suo problema venisse incluso nelle trattative”? Tutto questo ha concorso alla deregolarizzazione del mercato del lavoro in Grecia? Ha servito “l’interesse nazionale” per il quale tutti insieme, per così dire, continuiamo a fare dei sacrifici? Cosa vuol dire che il consulente del ministro degli interni è stato vittima dell’unità Delta (n.d.t. polizia in moto) dopo che questa aveva verificato le sue generalità? Cosa vuol dire che il corrispondente di un’agenzia straniera, la notte che Samaràs parlava dopo la sua vittoria elettorale, diceva “sviluppo, eh?! Ma dai! Lui ha già distribuito tutto”? Per ogni leggenda storica, per la sua sopravvivenza, non basta che manchino le risposte giuste. Bisogna anche avere le domande giuste.
Quando anche questa riserva mediatica della falsa “uscita dalla crisi” sarà consumata, dopo che saranno impoveriti ulteriormente gli strati medi, Samaràs si troverà davanti un fronte di deregolazione dell’austerità ancora più assoluto. Sarà più o meno autunno e, dopo le elezioni tedesche, anche lui sarà consumabile. Non servirà allora un estremista che impone con forza le misure. Queste saranno comunque isolate come scelta, mentre si farà sempre più profonda l’argomentazione del Fondo Monetario Internazionale che è necessario rallentare l’austerità ed applicare delle politiche più tenui contro la recessione. Come mai quello che per ottenere il potere è diventato, in soli 6 mesi, da contrario all’austerità il suo più accanito sostenitore? Cambierà linea? È un problema politico interessante. Comunque sia, non sarà più necessario. Ma è ancora più interessante se lui e Venizelos, nel canto del cigno della loro vita politica, oseranno riempire il paese di sangue per non perdere il loro unico obiettivo: il potere. La verità, allora, sarà che Samaras e il “samarismo” non saranno la salvezza dalla crisi, ma da una ben orchestrata bugia autoritaria. C’è scritto nelle note a pie’ di pagina della storia, anche se è altro quello che viene trasmesso oggi dai  loro Mega Channel
di Apostolis Fotiadis
Versione originale in greco: parallhlografos
Tradotto da atenecalling 

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