Arresti Alba Dorata: parla Dimitri Deliolanes

Atene Calling.org e DINAMOpress hanno intervistato Dimitri Deliolanes, autore del libro Alba Dorata. La Grecia nazista minaccia l’Europa (qui maggiori informazioni) e corrispondente dall’Italia per la televisione pubblica ERT (tv occupata e autogestita da vari mesi), per cercare di capire quali ragioni hanno spinto il governo Samaràs a decapitare il partito nazista, dopo oltre un anno di tolleranza e implicite connivenze. Il giornalista greco addebita questa scelta a tre ordini di ragioni:

1- Il forte sdegno prodotto nella società greca dall’omicidio di Pavlos Fyssas e la reazione di massa del movimento antifascista, che è sceso in strada in moltissime città, arrivando ad attaccare e distruggere diverse sedi di Alba Dorata.

2 – La conclusione di Nea Demokratìa, successiva all’omicidio di Pavlos, che il partito nazista è irriducibile alle istituzioni “democratiche” e non ha nessuna intenzione di sdoganarsi (e non è quindi un possibile alleato di governo, come sostenevano nelle scorse settimane alcuni esponenti della maggioranza).

3 – La necessità del partito di Samaràs di pescare voti nel bacino elettorale di Alba Dorata in vista di nuove elezioni, per scongiurare un possibile governo di Syriza.

Deliolanes ci racconta come in Grecia tiri “aria di elezioni” perché Nea Demokratìa ha bisogno di una maggioranza più forte di quella attuale per varare le nuove misure imposte dalla Troika (sequestri di case per migliaia di insolventi, privatizzazione dell’acqua, nuovi licenziamenti nel settore pubblico, etc.). In questo quadro rientra la scelta (che è anche una vittoria del movimento antifascista) di attaccare i nazisti usando le leggi ordinarie che puniscono i crimini comuni (i parlamentari sono accusati di estorsione, rapina, riciclaggio e diversi omicidi), evitando il ricorso a leggi speciali e alla messa al bando del partito per ragioni politiche.

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