Arresti e scarcerazioni: cosa si muove intorno ad Alba Dorata

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È ormai palese che il governo non vuole, né può, proteggere il paese dal serio pericolo neonazista. Non vuole, perché una parte di Nea Dimokratia considera i filo-hitleriani dei cuginetti con qualche stranezza. E non può, perché è del tutto incapace di completare i casi che comincia con ampollosità, occupandosi dell’unica cosa che Maximou sa fare bene: lo show mediatico.

Un simile show è stato messo in atto per l’arresto dei dirigenti del gruppo criminale, imitazione fedele degli arresti della “17 Novembre” [gruppo di sinistra che praticava la lotta armata, n.d.t.]. Da allora in poi, è prevalso il caos. Nemmeno uno tra i deputati di Nea Dimokratìa ha difeso pubblicamente l’operazione di smantellamento dei neonazisti. Forse, l’unica eccezione di prima classe è stata quella di Màkis Vorìdis [attuale ministro delle Infrastrutture con ND, ex deputato di Laos e ex membro di EPEN- Unione Nazionale Politica, simile alla Fronte Nazionale Francese, n.d.t.] che conosce bene la loro psicologia e il modo più efficace per romperli: sarebbero bastati pochi mesi in carcere, purché l’uno avesse cominciato a dare informazioni sull’altro.

Questa possibilità viene nullificata in seguito all’improvvisa scarcerazione di Kassidiàris e degli altri deputati, che hanno fatto in tempo, subito dopo essere stati rimessi in libertà, a fare i prepotenti. Quando Sakkas restava per 30 mesi in carcere preventivo, senza processo, e Gavalàs [uomo dell’ambiente della moda greca,  n.d.t.] 18 per debiti verso lo stato, la liberazione dei dirigenti dell’organizzazione criminale costituisce una provocazione per l’opinione pubblica e una luce verde per la continuazione della loro attività.

Il terreno era stato coltivato dal coinvolgimento di tutti i tipi di persone, da quelli fedeli al sistema fino a parastatali e ai consulenti di estrema destra di Samaràs che, come Faìlos Kranidiòtis [consulente di estrema destra del primo ministro, n.d.t.], dichiaravano apertamente che non intendono commentare gli arresti di Alba Dorata e che preferiscono tenere i propri proiettili per il vero nemico, la sinistra! Il giorno successivo all’arresto da Tràgkas [giornalista greco, n.d.t.] fino ai “pappagalli” del sistema, coinvolti in grandi interessi, vari personaggi famosi hanno cominciato ad esprimere delle riserve sul fondamento delle accuse contro la banda, come se ci trovassimo in Svizzera. Come se l’ergastolo di Giotòpoulos [17 Novembre, n.d.t.] o della Cospirazione delle Cellule di Fuoco non siano basati su elementi simili a quelli contro gli albadorati arrestati.

Il caso più tragico, però, sono gli articoli di alcuni ex di sinistra su riviste e siti che sostengono le politiche dell’austerità: da quanto sembra sono spaventati che lo smantellamento di Alba Dorata possa eliminare la paura come fattore di repressione e di immobilità dei cittadini. Un caso simile, è quello dell’articolo scritto da D. Psychogiòs per “Athens Voice” dove si domanda se l’arresto degli alba dorati non violi i principi dello “stato di diritto” visto che – copio – “le risposte dello stato di diritto non possono essere sproporzionate al reato, non possono non basarsi su delle prove. Non bastano le denunce politiche di ogni antifascista affinché si mobiliti la giustizia arrestando dei deputati, nemmeno per un omicidio: avrebbero dovuto arrestare Mitsotakis, quando fu ucciso Temponèras [professore ucciso nel 1991 da militanti di destra durante le grandi occupazioni delle scuole, n.d.t.]. Eppure, è anche possibile che qualcuno si trovi più a destra di Samaràs. Il suo gruppo ha fatto un bel casino e adesso si trova nella più completa confusione. La vera questione è se tutto quello che ha minato il clima fosse dovuto all’incapacità o fosse un sabotaggio dei nostalgici delle prospettive di collaborazione tra ND e Alba Dorata. È  possibile che sfuggano in continuazione delle intercettazioni telefoniche che non aggiungono degli elementi aggravanti o, ancora peggio, che si consegnino i nomi dei testimoni che hanno chiesto di essere messi sotto protezione per poter testimoniare contro i neonazisti? Al governo c’erano delle riserve sulla “notte dei cristalli di Dèndias” [ministro dell’ordine pubblico, n.d.t.], sugli arresti improvvisi. Sembra che anche queste riserve abbiano avuto un ruolo. Perché, quindi, il ministro della Giustizia, il signor Athanasìou, il giorno degli arresti si è affrettato a sottolineare che si trattasse di un “giusto processo”? Era un messaggio nascosto per i servitori della giustizia o forse “Alba Dorata” l’ha corrotta – o minacciata – più di quanto crediamo?

Ieri, Antonis Samaras ha “svenduto” gli arresti agli Stati Uniti, ma cosa dirà oggi che gli arrestati del Sabato scorso sono stati rimessi in libertà alla grande? Se Michaloliàkos sarà messo in carcere preventivo, forse saranno salvate le formalità. Se sarà giudicato anche lui meno pericoloso dell’ultimo evasore fiscale o manifestante, allora il governo non avrà semplicemente finito: avrà reso Alba Dorata un fattore centrale degli sviluppi politici.

di Stelios Kouloglou

Titolo originale: “Il sangue dell’estrema destra non diventa acqua”

Fonte: tvxs

Traduzione di Atene Calling

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