Atene la bolla è scoppiata

La bolla è scoppiata
Centinaia di persone hanno perso il proprio lavoro, non sono stati retribuiti e nei migliori dei casi “tagliati”. Questa è una faccia della crisi nei Media, la più feroce, che è caduta come un’ascia sulle teste dei tutti i lavoratori dei media.
[di àda psarrà]

La crisi nei media nn è esclusivamente un derivato della crisi finanziaria e dell’adozione del terribile e anti-sociale Memorandum. Il Memorandum, tagliato e cucito in base alle richieste dei politici più coservatori dell’UE, delle case finanziarie specculatrici e dei banchieri, ha trovato la sua perfetta corrispondenza nei cuori degli impreditori dell’informazione greca.
Lo scoppio della bolla, le compravendite e i tagli ai salari

Con un carattere pro-memorandum o contro-memorandum, i media in Grecia rovinano letterarmente i loro lavoratori. La bolla dei media è scoppiata purtroppo sopra le teste dei lavoratori. Le linee rosse degli impiegati nei media negli ultimi decenni, erano stati superati con delle retribuzioni di lusso, i rapporti stretti con i politici e gli imprenditori e la designazione dei mezzi televisivi come un fattore di co-governo (del governo attuale) o del futuro.
Che il 4° potere è stato valorizzato a quasi un assoluto fattore regolatore, ne è prova l’interesse dei grandi imprenditori x l’acquisto dei media. Armatori, grandi costruttori hanno sostituito piano piano in gran parte i vecchi e tradizionali edittori, che si sono fermati solo alle compravendite interessanti. Nel frattempo, il nuovo modello di giornalismo, tra i programmi scandalistici in TV e di lifestyle, ma anche dei giornali, ha cancellato ancor di più le linee rosse, quelle almeno che erano rimaste ancora nei mainstream media. Giornalisti furbi, ricattatori, saltavano 10-10 i gradini finchè nn si sono trovati nei migliori salotti. La stessa cosa è successa anche con i 5-6 stelle dei TG delle 8 che come un’altro cartel, hanno cominciato a monopolizzare nn solo l’informazione, ma in generale la formazione del clima politico in ogni occasione.
Ad esempio, pochi anni prima che scoppiasse la crisi, su tutti i TG delle 8 era invitato il capo di Làos (karatzafèris), rendendolo –ancor prima che lo facesse pasòk- come il più valido ed ufficiale interlocuttore del bipartismo. 
Un valore costante del cartel dell’informazione è stata sempre anche la coltivazione della paura nei confronti degli stranieri, la penalizzazione della sinistra, il gonfio (?) della criminalità ed i TG unitematici che descrivevano piuttosto scandali che riguardavano i politici, sempre più raramente gli imprenditori ed ancor più raramente i rappresentanti dei media.
L’unico litigio che ha mai trovato spazio sui TG era quello tra anastasiàdis e triantafyllòpoulos (2giornalisti greci) che ha lasciato xò x la prima volta intravedere una grande dose di puzza x il mondo angelico dei media. Tutto questo fino ad oggi, che siamo arrivati alla crisi.
Gli editori stra-indebitati che x anni speculavano sul pubblico, che facevano il lavaggio di debiti aggiustando la linea politica dei media che possedevano, si sono trovati all’improvviso nudi. 
I salari dei giornalisti di prima linea che a volte erano di tante migliaia di euro, anche x quelli che lavoravano x la Tv Pubblica e che garantivano la trasmissione delle notizie volute dai propretari dei media, sono stati tagliati in modo anche drastico. Mentre i salari bassi, sono stati letteralmente svaniti nel nulla. 
Centinaia di persone sono rimaste senza lavoro, non sono state retribuite o nei migliori dei casi hanno subito dei tagli. Questa è una parte della crisi dei media, la più feroce che è caduta come un’ascia sopra le teste dei lavoratori dei media.
E questa crisi è così grande, che già da qualche mese tocca pure quelli che erano più disposti a ballare al ritmo dei loro datori di lavoro, i più grandi sostenitori di ogni potere governativo.
Per la gente comune è proprio incomprensibile x non dire ridicolo, vedere le urla inarticolate di Tràgkas (giornalista greco), la critica severe e gli attachi di Yànnis Pretendèris (giornalista greco)  e del suo gemelle Kourìs alla politica seguita da Merkel o quella matura voglia polifonica (??) di Nìkos Chatzinikolàou, il figlio amato di Nèa Dimokratia. 
In particolare, quest’ultimo, visto che è crollato insieme al gruppo di Kourìs dall’ALTER (TV), è stato così intelligente di capire l’importanza dell’approccio polifonico, adottando questa politica alla sua stazione (radiofonica), x cui oggi pure SKAI (radio) EATS HIS DUST. E benvenuto signor Tsìpra (Syriza), benvenuta signora Kanèlli (KKE,partito comunista) e vieni qua ellinofrènia (programma satirico radiofonico) e voci contro il memorandum ed un umore proprio aggressivo contro i governanti di questo posto.
Che sia la bandiera degli editori-costruttori-armatori-imprenditori quella pro o contro il memorandum, hanno proseguito con i licenziamenti massivi, i tagli ai salari, alla cancellazione dei contratti collettivi ed con il ricorso al famoso articolo 99, un passo cioè prima della bancarotta.

Il giornale Avrianì ed il canale Alter pro la dracma, il gruppo pro il memorandum ed il MegaTv, ma anche l’assoluto sostenitore del memorandum, cioè Skai, insieme alle imprese di bòbolas (impreditore, costruttore, editore ecc) hanno tagliato in modo molto drastico i salari dei loro impiegati, hanno licenziato altri o li hanno costretti a scegliere la porta d’uscita e si intende che nn hanno firmato il contratto collettivo.
Già da anni, anche quando la crisi era ancora in gestazione, il Consiglio Amministrativo del sindacato forte dei giornalisti, cioè di ESIEA, trovava sempre delle scuse sindacalistiche che nei momenti proprio cruciali, bloccava la firma del contratto collettivo.  X molti anni, i principali esponenti delle scelte politiche dei proprietari dei mezzi –soprattutto elettronici- hanno UPGRADED il 4° potere in 1° ed assoluto, nn solo sopra i partiti politici, ma anche il parlamento stesso.

I TG monotematici delle 8, le raccomandazioni severe ai politici, quando osavano di esprimere le loro opposizioni ai prevalenti tele-presentatori, il taglio dalle “finestre” televisive (in grecia, fino a poco tempo fa, magari anch’adesso nn lo so, sui TG apparivano tipo 6 o 8 “finestre” tipo dialogo televisivo), di chi fuorusciva dai loro gusti politici e la loro costante dedizione al presunto ordine e sicurezza del divano, hanno portato l’intera società al famoso ormai slogan “ mascalzoni, rufiani giornalisti”.
Chi tra gli agenti centrali dell’informazione, hanno protestato nel 2002 x la diffamazione di persone che erano stati arrestati, sospettati x la loro partecipazione all’ELA e a 17Novembre? Chi di loro ha protestato quando durante il Dicembre 2008, un intero mondo politico (syriza/synaspismos) è stato accusato x le distruzioni dei ragazzi arabbiati che erano usciti sulle strade? Chi di loro si è mai occupato della qualità degli editori e dei giornalisti coinvolti in incredibili scandali economici e politici? Come mai è possibile che sono loro oggi che si lamentano della politica cattiva dell’UE, sottovalutano le istituzioni, il parlamento, i partiti politici ed incoraggiano la disobbedienza colletiva? Chi erano stati loro, che prima ancora che il pasòk e la nèa dimokratìa, abbiano reso il làos come il loro alleato ufficiale, davano spazio televisivo ogni sera al suo presidente (del Làos) ogni sera ai loro TG? Chi può credere i giornalisti dello SKAI che ad esempio oggi ci dicono che nn c’era stato mai uno scandalo di Vatopèdi ( HYPERLINK “http://www.athensnews.gr/issue/13476/51928″ http://www.athensnews.gr/issue/13476/51928) o i validi giornalisti di MegaTV, che al posto di karatzafèris, danno spazio a Vorìdis (fascista:  HYPERLINK “http://en.wikipedia.org/wiki/Makis_Voridis” http://en.wikipedia.org/wiki/Makis_Voridis ) che ormai fa parte della nèa dimokratia?
Quest’è il secondo aspetto della crisi. Forse poi, quest’aspetto è ancora più preoccupante, anche dei licenziamenti. Visto che adesso i principali agenti della propaganda cercano di manipolare le reazioni giuste della gente povera, in un altro gioco di poteri con altri fattori nn tanto prevedibili e con delle conseguenze ancora più imprevedibili. All’improvviso, la TV si è riempita con delle persone simpatiche che accentuano le manifestazioni di pz syntagma, i sondaggi sotto ordinazione x preparare le nuove combinazioni governative, le analisi sui salari e le pensioni, le manifestazioni anti-europee e le opinioni dei media che hanno cominciato ad abbracciare i malridotti cittadini greci ed infine quasi tutti insieme si mettono a festeggiare di fronte agli attachi dei cittadini ai politici, tenendo si intende immuni loro stessi ed i loro capi. 
L’unica costante è sempre il mercato della paura, il gonfio dei dati sulla criminalità dovuta agli stranieri, la necessità di farla finire con gli incappucciati e l’immunità dei “protettori”.

Giornalismo scandalistico, populismo di destra: dai media ai blogs

Anche l’affascinante libertà dei blogs, che in tutto il mondo ha provato delle dinamiche incredibili di informazione ma anche di organizzazione di certe azioni, viene utilizzata dai prevalenti dei media sotto il mantello dell’anonimato x riciclare delle notizie anche false, soprattutto x quanto riguarda attachi personali ad avversari politici e nn solo. La gestione di questi siti spetta nella maggior parte dei casi a persone di cattiva reputazione o a giornalisti spioncini che adottano il tanto amato metodo del ricatto. I più “famosi” portal greci professionali, appartengono a specifici imprenditori che litigano tra di loro x servire meglio i loro interessi politici ed economici. Il vecchio e buono giornalismo scandalistico, dopo aver completato il suo passaggio catastrofico dalla TV, adesso culmina nei blogs. E’ caratteristico il commento di un blog del genere, nella storia del lavoratore licenziato a komotinì (n.grecia, un uomo disperato che aveva preso in ostaggio il suo ex datore di lavoro, un paio di settimane fa) che finiva così “ci sono datori di lavoro che licenziano con molto dolore il loro lavoratore. Ci sono poi altri, senza scrupoli, xò ben sorvegliati”. A chi chiudono l’occhio queste osservazioni oggettive, valide e filosofiche?

Purtroppo la principale sostanza coesiva del nuovo mantello dell’informazione nel periodo del memorandum è l’incontrollabile populismo. La dimensione patriottica dello sfruttamento degli effetti della crisi, soprattutto delle misure anti-sociali del memorandum, sottovaluta in modo sistematico, il ruolo della politica, dei partiti e delle istituzioni. Rendendoli tutti responsabili x la crisi e proprio x questo, degli strumenti inutili x l’attuale realtà. Questo xò è fin troppo pericoloso. Se pensiamo poi che le stesse persone che monopolizzavano gli ospitali TG, monopolizzano anche oggi – indifferentemente dal mantello politico che portano ormai- allora è più che ovvio che la situazione va in altre direzioni.
I politici vengono battezzati “capriole”,  rufiani e tradittori. Quelli che vengono battezzatti inaffidabili e falliti, portano con accuratezza matematica in ogni forma di salvatori che è sicuro che con dei metodi autoritativi imporanno di nuovo il diritto dei “protettori”. 
L’umiliazione di tutti i politici e l’omertà nell’umiliazione di quelli che fino ad ieri erano i loro portavoci, devono farci pensare su quali siano i motivi e le intenzioni degli indignati tele-presentatori. La crisi finanziaria ha degli effetti seri sul giornalismo dipendente. Se in passato, un fattore principale di un TG “vendeva” a tal punto, da poter far cambiare i governi, oggi pure un anonimo blogger può diffamare chiunque si opponga alla sua carriera “imprenditoriale”. Se poi questo si ricollega agli attachi giustificati a coloro che decidono ogni misura anti-sociale, allora abbiamo un cocktail esplosivo che può letteralmente sepelire anche le istituzioni più democratiche. Uno sbaglio ad esempio, di un’autorità indipendente, può portare ad un deprezzamento (??) di tutte le autorità, anche da quelli che nn riconoscevano mai la loro importanza. Ha già preoccupato tutti, soprattutto il signor Nìkos Chatzinikolàou, la multa –che forse ingiustamente- imposta a Tràgkas x aver chiamato “????” ( In greco è una bestemmia troppo brutta, xekoliàra, tipo chi fa solo sesso anale..scusate, dovevo spiegare xkè il verme tràgkas ha preso una multa) la Merkel. Nessuno nn si è lammentato x questo commento razzista che offende ogni donna. È stato preso x scontato che le linee rosse del giornalismo è disteso a tal punto, che vengono sopportati anche soggetti che usano frasi del genere. Il problema di tutti che si sono lamentati, era la multa imposta e il disprezzo dell’autorità indipendente che ha osato di mirare su un giornalista greco. Le condanne della Grecia x i carceri, le detenzioni e la violazione dei diritti da queste autorità indipendenti, greche ed europee, nn ha mai commosso chi adesso chiede la loro abolizione xkè inefficaci.
La libertà di stampa prigioniera del mercato

La crisi ha portato a tal declino la libertà di stampa, che pure i programmi radiofonici dipendono assolutamente dallo sponsorizzamento di un giornalista concreto, da qualche impresa. Il produttore radiofonico poi, deve dire con le sue parole, quanto bello è questo prodotto, quanto efficace è il suo utilizzo. Si intende che nn è concesso dire qualsiasi cosa contro lo sponsor che finanzia il programma, xkè automaticamente si perderà il lavoro. Un giornalista x essere ormai assunto da qualche stazione centrale, dovrà portare con se anche il prodotto che pubblicizzerà. Anche i direttori delle radio hanno simili obblighi pubblicitari e in questo modo è quasi sicuro che in futuro dovranno auto-censurarsi x salvare il futuro della radio o del loro giornale. Si intende poi che questa cosa succedeva nche prima della crisi, ma adesso che i posti sono diminuiti, i capitali sono stati diminuiti e la torta pubblicitaria è diventata ancora più piccola, nn si tengono nemmeno le pretese più ovvie. 
Dal semplice e classico esempio della presenza di sign. Mariànna Vardinogiànni (ambasciatrice di buona volontà) su tutti i TG, ai canali di cui il Gruppo Vardinogiànnis ha le azioni, siamo arrivati oggi, nell’era della crisi, al litigio tra Alafùzos (impreditore, armatore, proprietario di SKAI TV,radio) e Kourìs (impreditore, editore, proprietario di Alter TV) . Kourìs ha pubblicato incredibili notizie x contrabbando, lavaggio di soldi neri, compravendite illegali ecc. Notizie che nn saremo mai in grado di conoscerle, se loro due nn si prendessero a botte. Bisogna adesso pensare cosa nn andava in onda, che riguardava le attività imprenditoriali di ogni proprietario di media, in questi anni. Bisogna poi ricordare che quelli che possiedono oggi i grandi media, sono gli stessi che possiedono gli eserciti delle grandi squadre calcistiche. Le stessi reti che sistemano i campionati, sono le stesse che sistemano anche l’opinione pubblica, mentre molteplicano le loro navi e i loro profitti, anche durante la crisi.
Purtroppo oggi l’affermato 4° potere, così SHRINKED si fa a pezzi x ogni armatore e nella sua ricerca di ritrovare il rispetto negli occhi della gente, nn si vergogna nemmeno di mettere nella stessa posizione tutti i politici, anche quelli che fino a poco tempo fa serviva.  In fine, il problema delle licenze dei canali che c’era, c’è ancora e continuerà ad esserci, x cui si vedono incatenati a vicenda il 1° ed il 4° potere, con il 4° però a sopravalere nell’era del Memorandum.
X 4° potere oggi, si intendono i proprietari dei media e nn il giornalismo libero. In questo caos si intende poi che ci sono delle radio, giornali e riviste, così come anche dei blogs che valgono la pena ed insistono nelle loro voci indipendenti, pure se nn sono ancora largamente seguito.

In questo periodo, dove i partiti ed i movimenti politici si molteplicano come le mosche, mentre i cittadini chiedono di farla finire con il classico bi-partismo, con dei programmi e governi di coalizione, in questo periodo che ha veramente senso lo scambio di opinioni ed il divorzio con l’assoluto, i media si concentrano sempre di più nelle mani dei pochi. Questo xò nn è stato voluto dai lettori, dagli ascoltatori o dai telespettatori. È dovuto al fatto che è scoppiata già la bolla, alla crisi finanziaria e allo SHRINKING della professione. Saranno benedetti dai cittadini quindi, oggi ma ancor di più domani, i media polifonici (?), che registrerà e presenterà ogni opinione llibera, con una qualità nella ricerca della notizia e all’attribuzione di ogni realtà. Tutto questo potrebbe pure semplicemente essere descritto come indipendenza dell’informazione.

La crisi in Eleutherotypìa
Adesso arrivo pure in quella parte della crisi che mi riguarda personalmente. Cioè in eleutherotypìa (giornale greco). Nn è possibile che un mezzo si trova ai limiti della rabbia x il memorandum e nello stesso tempo i suoi proprietari adottare ogni misura del memorandum approvate dalle leggi, x abolire i diritti dei lavoratori. Quello che in questa crisi ha toccato ogni cittadino greco, è la sensazione che nn può più ascoltare ma soprattutto fidarsi di chi è diventato ricco a sue spese, riservando x lui un futuro terrorizzante. Nn possono gli armatori e gli imprenditori che possiedono i mainstream media e mentre si trovano in uno stato di assoluta agevolazione fiscale, di evasione fiscale, di transizione dei capitali a voglia, di portare attraverso i loro lavoratori-giornalisti, tutto il potere politico in Grecia là dove vogliono, in base ai loro interessi.
L’amministrazione e la direzione del giornale Eleutherotypìa, in quest’ultimo periodo e mentre la crisi era già scoppiata, ha ristretto così (xkè così voleva) l’importante voce polifonica che avevano fino ad allora i suoi giornalisti, hanno chiuso l’occhio a futuri salvatori della Grecia, hanno cercato di arrivare con delle offerte e delle scelte commerciali sbagliate, altri giornali, che avevano posti più grandi al potere e si sono poi coperti con il loro mantello anti-memorandum denunciando interessi politici xkè incapaci di farsi prestare.
Questo giornale, come una miniatura della Grecia, chiedeva dei prestiti, nn pagava i suoi impiegati, faceva dei discorsi patriottici nel suo interno x continuare a lavorare pur nn essendo pagati, ha crollato economicamente dagli sprecchi enormi degli anni precedenti ed adesso si è rivolto all’articolo 99 del memorandum, x tagliare i debiti verso i suoi lavoratori.
Lo sciopero si porta avanti ormai da più di due mesi e nessuno di noi nn sa cosa succederà, chi resterà e chi dovrà andarsene, chi compreranno i debiti e con quale costo ed infine se l’informazione riuscirà mai ri-ottenere il suo ruolo, e nn essere solo il direttore dello SKAI a dircelo in quello spot televisivio. ( HYPERLINK “http://www.youtube.com/watch?v=oXZJD73dsxI” http://www.youtube.com/watch?v=oXZJD73dsxI questo è quello satirico, fatto da junglereport tipo signora kossiòni, dite ogni tanto qualche verità sul vostro TG..no, no..credete che il nostro popolo  vale più dei creditori? No..no..vi spiace che siete una semplice pedina degli interessi di alafùzos?no..no..e poi c’è protosalte,cioè il direttore, che chiede che ora è, x far capire che le info sono double-checked, valide ecc..è quelli del junglereport, hanno scritto i nostri giornalisti sono mongoloidi..si è molto parlato di queste pubblicità qui in Grecia, xkè veramente fanno schifo quelli in SKAI Tv….quindi la versione satirica è stata ben accolta dalla gente

ll tentavivo dell’uscita dei fogli di sciopero dalla stra-grande parte dei lavoratori, ebbe successo, anche grazie all’incredibile accoglienza dei lettori e nn solo, ma anche di vari giornali europei e di mezzi elettronici, che hanno proprio accolto questo nostro tentativo. Questo ci rende un pò ottimisti, che si può uscire da tutto. Basta fidarsi di azioni solidali, di iniziative chiare ed un minimum di obiettivi comuni.
Questo testo è l’intervento di àda psarrà, alla manifestazione “I media al servizio del Memorandum” che è stato organizzato dal giornale Avgì e dall’istituto Nìkos Poulatzas, il 6.3.2012 al comune di nèa smyrni (atene).
Su Nìkos poulatzàs
 HYPERLINK “http://en.wikipedia.org/wiki/Nicos_Poulantzas” http://en.wikipedia.org/wiki/Nicos_Poulantzas
su iòs press (1990-2010)
 HYPERLINK “http://www.iospress.gr/” http://www.iospress.gr/
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http://www.rednotebook.gr/details.php?id=5090

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