Attenti al gorilla

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Una riflessione del giornalista Kostas Vaxevanis, pubblicata alcuni giorni fa, sul rapporto di internità di Alba Dorata agli apparati dello stato e ai giochi del governo. Un articolo da tenere in mente anche nella giornata degli arresti dei leader dell’organizzazione. 

Quando iniziano le analisi giornalistiche intorno alla realtà, allora è sicuro che la realtà è molto brutta. Le inchieste su Alba Dorata sono state inizialmente portate avanti da coloro che, stando sulla terra, hanno cercato di spiegare il fenomeno dell’ascesa del fascismo e si concludono ora con quelli che cadono dalle nuvole, dove i media e i protagonisti sorridenti della Democrazia televisiva, avevano messo l’organizzazione nazista.

Negli anni ’60 in Italia e negli anni ’70 in Grecia, i fascisti erano gli organizzatori della violenza, uno strumento molto utile al potere. Intimidivano la gente, creavano un clima di incertezza e consentivano il ritorno a “soluzioni” di sicurezza più conservatrici. In entrambi i precedenti storici, c’era un legame effettivo tra l’estrema destra e le autorità investigative. In Italia la SID partecipò alla cosiddetta strategia della tensione guidando e sostenendo gli attentatori. Dal 1975 fino al 1980 simili gruppi in Grecia, di cui hanno fatto parte molti tra i protagonisti di oggi e lo stesso Michaloliàkos [leader di Alba Dorata, n.d.t.] hanno fatto precipitare la Grecia nel sangue. Membri di questi gruppi avevano rapporti con i Servizi Segreti e organizzazioni parastatali.

Oggi, non solo la storia ma anche i metodi di azione si ripetono. Il ministro Nikos Dèndias dopo le opposizioni aggressive contro chiunque rivelasse i rapporti tra Alba Dorata, la Polizia e i Corpi di Sicurezza, oggi passa all’estremo opposto. Se prima affermava che erano da escludere categoricamente attacchi a sfondo razziale da parte dei poliziotti e legami segreti con Alba Dorata, minacciando tra l’altro anche il Guardian per le sue dichiarazioni, adesso prima agisce e poi si informa.

Il comportamento esagerato e ambiguo di Dendias e del governo ci fa chiedere se non ci sia sotto un gioco di potere. Se cioè vogliano ingigantire il drago e poi ucciderlo, per diventare gli eroi della favola da loro inventata. In questo gioco, Alba Dorata è pronta a contribuire intensificando le provocazioni, alternando denunce e proclami di guerra. È rilevante la dichiarazione dell’organizzazione locale di Nikea: “l’incubo sarà di fronte a voi, tra pochi giorni”.

Forse questa dichiarazione non rientra nella solita millantata prepotenza dell’organizzazione, ma piuttosto in una strategia più generalizzata. Si cerca di provocare le reazioni dei “membri dell’organizzazione sotto persecuzione”, che già autonomamente cercano di corrispondere all’immagine prefigurata dai loro compagni.

È facile che ci saranno altri scontri, altri incidenti e che verrà versato altro sangue. Le provocazioni non vengono sempre decise a tavolino, ma avvengono anche in basi agli sviluppi della realtà contingente. I fascisti sono sempre andati a braccetto con lo stato e si sono sempre sentiti parte di esso. E lo stesso stato considera i fascisti come i sui rappresentanti più dinamici e a volte anche come lo strumento più facile da utilizzare.

Alba Dorata è un partito che agisce a favore del sistema. Vota in parlamento a favore degli armatori, dei banchieri, dei proprietari delle società calcistiche, ma nella società si presenta con una maschera di anti-sistema. Il fascismo non può essere niente altro che l’espressione dello stato più duro e autoritario e del capitale. È caratteristico quanto diceva l’industriale Alfred Krupp nel 1934: “Il nazionalsocialismo ha liberato l’operaio tedesco dalla morsa di un dogma, quello comunista, che era fondamentalmente ostile sia al datore di lavoro che al lavoratore. Adolf Hitler ha restituito l’operaio alla sua nazione. Lo ha trasformato in un disciplinato soldato del lavoro e quindi in un nostro compagno”.

Oggi gli armatori e imprenditori che finanziano di nascosto l’Organizzazione pensano la stessa cosa di Alba Dorata. È così che il partito trova la sua forza e definisce i rapporti con il potere autoritario. L’anomalia che si potrebbe creare perseguitando Alba Dorata non porterà necessariamente alla decisione di farla finita con i nazisti, ma piuttosto a un atteggiamento che rinnoverà continuamente la paura e renderà i cittadini più conservatori. È certo però che il gioco ha ormai altre regole rispetto al passato. Tra l’altro Dendias e il governo dovranno spiegare perchè Alba Dorata era un partito amico per Psomiàdis o Polydoras, mentre ora è diventato improvvisamente un nemico.

In ogni caso, in questo periodo è meglio stare attenti al gorilla.

di Kosta Vaxevanis

Fonte: koutipandoras

Traduzione di Atene Calling

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