Attiviste africane fermate e trattenute dopo una prova teatrale

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Alcuni agenti della polizia hanno fermato e trattenuto tre donne dell’Unione delle Donne Africane, Lauretta Macauley, Awa Sanko e Monica Asketon, nonostante queste ultime avessero mostrato i documenti.

L’ingiusto trattenimento è accaduto lunedì sera, alle 9, in zona Kerameikos, di fronte allo spazio dove le tre donne partecipavano alla prova teatrale del gruppo misto dell’Unione delle Donne Africane e del Gruppo Teatrale dell’Oppresso. Alle insistenti domande di loro stesse e degli altri presenti riguardo i motivi del fermo, gli agenti di polizia hanno risposto in modo provocatorio, affermando che le considerano sospette (senza ovviamente dire di cosa!). I poliziotti, che non avevano distintivi, hanno rifiutato di fornire le loro generalità. L’unica cosa che è stata registrata è la targa del blindato della polizia (EA 20281).

Le tre donne sono state trattenute per due ore presso la Questura per gli Stranieri, in corso Petrou Ralli. Il loro avvocato è stata minacciato dal direttore della polizia Kalyvas, che ha affermato “ti metterò le catene se non te ne vai subito”.

“Ci hanno portato qui, noi, tre donne, in una stanza con 35 uomini, li ho contati. Quando ho chiesto al poliziotto se ci fosse un’altra stanza, apposta per le donne, mi ha risposto ‘Non parlare puttana, qui siamo in Grecia. Se fossi stata un uomo ti avrei preso per i cappeli!’ “.

La procedura seguita è del tutto inutile. Con una semplice telefonata, infatti, il poliziotto che effettua i controlli può essere informato dalla polizia per gli stranieri. Senza alcuna necessità di portare in questura i fermati.

“È ingiusto. Perchè ci danno i documenti? Non c’è alcun motivo, visto che non li rispettano. Dopo 32 anni in Grecia, non posso credere in che stato viviamo. Mia figlia, non lo avrebbe mai creduto”.

Fonte: africanwomen

Traduzione di AteneCalling.org

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