Austerity senza fine in Grecia. Mille disoccupati in più al giorno.

Atene fatica a ripartire malgrado gli aiuti della Ue. Il Pil è crollato del 6% anche nell’ultimo trimestre del 2012, l’economia è tornata al 2001. Senza lavoro il 27% dei cittadini e il 61,7% per i giovani tra i 18 e i 24 anni. Segnali positivi dal turismo: in aumento del 15-20% le prenotazioni.
di ETTORE LIVINI

MILANO – La tragedia greca continua ad aggiornare i suoi record negativi. Il Paese non è sull’orlo della guerra civile e del crac, come dice con un po’ di superficialità il tam-tam della rete. L’austerity lacrime e sangue imposta dalla Troika in cambio di 230 miliardi di aiuti morde però ancora duro. E la ripresa – complici gli abbagli presi dagli economisti del Fondo Monetario sulle conseguenze dei tagli chiesti ad Atene (errori che in questi giorni stanno infiammando la polemica nel Paese) – è rimandata almeno al 2014. L’oggi dunque è fatto di statistiche da brividi, specie per una nazione nel cuore della civilissima Europa. La disoccupazione a novembre è salita al 27%, il livello peggiore di tutto il continente, con il dato per i giovani tra i 18 e i 25 anni arrivato allo stratosferica cifra del 61,7%.

In un mese la Grecia ha bruciato 30mila posti di lavoro, mille al giorno. Secondo uno studio del Gsee, il maggior sindacato del settore privato, 3,9 milioni di persone su 11 vivranno a fine 2013 sotto la soglia di povertà dei 7.200 euro di reddito annuo. “Il prossimo anno il paese tornerà a crescere”, ha promesso il ministro alle finanze Yannis Stournaras. Per il momento però continua la caduta a vite. Il pil dell’ultimo trimestre è stato pari a 40,6 miliardi di euro, riportando l’orologio dell’economia nazionale indietro di 12 anni al 2001. Dal 2007 il Pil ha perso il 20%, il 2012 si è chiuso con un -6% e il 2013 secondo le stime del governo andrà in archivio con un altro -4,5%

La Grecia, alla luce di questi dati, fatica a festeggiare il riconoscimento dell’Ocse che ha regalato ad Atene la palma del paese a maggior tasso di riforme tra il 2011 e il 2012 assieme agli altri Piigs continentali, pur ammettendo che “la strada da percorrere prima dell’uscita dal tunnel è ancora lunga”. Percezione che tra le strade di Atene, in mezzo alle serrande abbassate e alle manifestazioni ormai quotidiane a Syntagma è già particolarmente chiara. I segnali positivi si contano sulle punta delle dita. Il rendimento dei decennali è crollato negli ultimi mesi, segno che sul Paese spira un po’ più di fiducia. Più concreti però sono i miglioramenti del turismo. L’Egeo è sempre l’Egeo e le prenotazioni per la primavera 2013 sono in rialzo del 15-20%. I greci sperano che sia davvero l’inizio della riscossa.


tratto da repubblica.it

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