Centri di detenzione per migranti: depositi di anime e di corpi

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A un anno dall’inizio dell’operazione Xenios Zeus, la rivolta nel centro di detenzione di Amygdaleza ci ricorda che ci siamo dimenticati di quasi 4.000-5.000 persone abbandonate nei depositi/centri di detenzione.

Nella Grecia della crisi, l’operazione Xenios Zeus è stata utilizzata dal governo greco come un mezzo per rastrellare dal centro di Atene la forza lavoro migrante, che aumentava ed era disoccupata, con la scusa del controllo della loro permanenza regolare nel paese.

Queste persone sono state concentrate nei nuovi centri di detenzione (Amygdaleza, Corinto, Xanthi, Komotini, ecc.) creati appositamente e che distano poco da quelli fino ad allora utilizzati (caserme di polizia, ex depositi, ecc.) che sono stati oggetto di una dichiarazione pubblica da parte del Comitato Europeo per la Prevenzione della Tortura del Consiglio d’Europa, nel marzo 2011, nonché di una serie di condanne da parte della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che confermavano per l’appunto i trattamenti disumani e degradanti dei detenuti.

Nell’ Amygdaleza di Xenios Zeus si è aggiunta anche la tortura del caldo, con l’uso dei container. Intanto, alcuni giorni fa è stato trasferito dal centro di detenzione di Corinto all’ospedale, per morire, un detenuto al quale non era stata prestata la dovuta cura medica. Sono continue le reazioni in tutti i nuovi centri di detenzione del paese.

Ma la tortura più grande che subiscono le persone trasferite ad Amygdaleza e altrove è l’estensione ormai illimitata della loro detenzione. Fino al 2009 i migranti in attesa di espulsione erano detenuti fino a 3 mesi. Il ministro Dèndias ha esteso il periodo a 6 mesi e con l’operazione Xenios Zeus questo periodo è stato ulteriormente esteso a 12 mesi, per arrivare infine, durante lo scorso agosto, al periodo massimo di 18 mesi. Estensione che è anche il motivo di questa rivolta.

A questa continua estensione della detenzione, purtroppo, non si pone alcun ostacolo. Anche se ormai in modo monotono la Corte Europea condanna la Grecia per l’irrazionale periodo di detenzione, in posti inaccettabili, purtroppo i giudici greci hanno adottato apertamente le urla di guerra dei gruppi nazionalisti estremi, che avrebbero forse desiderato, invece della detenzione, soluzioni più radicali, confermando la detenzione indeterminata di persone senza che ci sia alcuna previsione logica per il loro rimpatrio.

La recente rivolta di Amygdaleza ha inoltre dimostrato che anche i disperati reagiscono, probabilmente perché non hanno niente da perdere. Qual è la reazione del nostro stato? Li ha portati in Tribunale, per dare l’esempio agli altri, denunciandoli per la rivolta. Così, per 56 persone sarà forse superato il periodo massimo di detenzione, rinchiudendole in carcere per reati penali. E forse rimarrano in detenzione per altri 18 mesi, affinché possa essere eseguita la loro espulsione che sarà forse ordinata dal Tribunale.

Dobbiamo però domandarci, se lo sviluppo attraverso le carceri e i centri di detenzione è quello che serve alla Grecia dei Memoranda. Per tutti coloro, poi, che credono che la questione della detenzione dei migranti non li riguardi, vorremo ricordare che ci sono già stati i primi esperimenti con le donne sieropositive e i tossicodipendenti (come anche l’operazione “Thetis” all’inizio dell’anno, sempre ad Amygdaleza) ed i centri di detenzione che si stanno creando per “ospitare” tutti gli emarginati, cosa non solo insinuata, ma proposta nel parlamento da un rappresentante dei neonazisti.

Oggi e domani sarà deciso in tribunale, se continueremo a detenere coloro che hanno osato lamentarsi per le condizioni inaccettabili e la durata della loro detenzione.

Ci aspettiamo che i giudici pongano fine alla deviazione di questo Paese verso direzioni oscure, ricordando loro l’esempio del Tribunale di Igoumenitsa, che proprio alcuni mesi fa ha assolto dall’accusa di evasione altri migranti detenuti in condizioni simili.

Gruppo di avvocati per i diritti dei rifugiati e dei migranti

Fonte: omadadikigorwn 

Traduzione di Atene Calling

 

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