Chi è la società G4S che gestirà la sicurezza dei CIE

Manifestazione di fronte a G4S, Giugno 2013 Foto: Stephanie Bosset/Demotix/Corbis

Manifestazione di fronte a G4S, Giugno 2013
Foto: Stephanie Bosset/Demotix/Corbis

Aziende private che forniscono “servizi di sicurezza” presto prenderanno in gestione la sorveglianza dei centri di detenzione dei migranti, così come la sorveglianza dei detenuti “speciali” tramite dispositivi di controllo, aprendo così la strada verso la privatizzazione delle prigioni in Grecia, seguendo gli standard statunitensi e britannici.

Secondo EUobserver, la G4S britannica, la più grande compagnia di sicurezza privata nel mondo, è tra le società che saranno in competizione per effettuare la sorveglianza dei centri di detenzione dei migranti a Paranesti Dramas, Corinto e Orestiada. Il finanziamento è fornito dal Programma di investimenti pubblici e il Fondo europeo per i rimpatri.[1]

Vediamo qual è la più grande società tra le società private che forniscono “servizi di sicurezza”, anche se non differiscono sostanzialmente tra loro:

G4S-logo

G4S

G4S (ex Group 4 Securicor) è una società multinazionale britannica di sicurezza con sede a Crawley, Regno Unito. E’ la società di sicurezza più grande del mondo e opera in circa 125 paesi.

I suoi servizi di base comprendono “servizi di sicurezza con personale”, che offre professionisti della sicurezza selezionati e preparati. L’azienda fornisce anche “sistemi di sicurezza”, come il controllo d’ ingresso, telecamere a circuito chiuso, impianti di allarme anti intrusione, rilevazione incendi, video e tecnologia per la costruzione di sistemi di sicurezza. Il ” servizio monitoraggio e reazione ” è un altro servizio di base, dove G4S fornisce pattuglie di sicurezza, servizi di risposta come pure il monitoraggio e il servizio di ricezione allarmi. G4S fornisce anche ” installazioni di servizi di sicurezza”, compresi i servizi integrati alle grandi aree o terreni per clienti commerciali e il governo. La G4S fornisce inoltre marcatura elettronica e il monitoraggio dei detenuti nelle loro casa o in comunità (dispositivi di controllo). L’azienda fornisce attività di supporto alle forze di polizia. Inoltre, G4S gestisce centri di detenzione giovanili e per adulti in tutto ciò che ha che fare con le strutture e le persone rinchiuse. Questo include anche la gestione di centri utilizzati per la detenzione di coloro che richiedono asilo. La custodia dei detenuti è un altro servizio essenziale. G4S trasferisce i prigionieri e i richiedenti asilo da e per i tribunali, stazioni di polizia e centri di detenzione.[2]

Il ruolo della G4S nell’Apartheid israeliano

G4S è complice dell’occupazione israeliana della Palestina attraverso forniture di attrezzature e servizi per l’impiego in posti di blocco di sicurezza, negli insediamenti illegali nella Cisgiordania occupata e nella manutenzione del sistema carcerario in Israele. I prigionieri politici palestinesi affrontano la tortura sistematica e abusi durante l’arresto e la detenzione per mano dell’esercito israeliano. Nel 2007, la filiale israeliana di G4S ha firmato un contratto con l’autorità israeliana delle prigioni per fornire sistemi di sicurezza per le principali prigioni israeliane. G4S fornisce i sistemi di sicurezza per le carceri di Ketziot e Megiddo, dove sono detenuti i prigionieri politici palestinesi dei territori palestinesi occupati. L’azienda fornisce inoltre le attrezzature alla prigione di Ofer, che si trova nella Cisgiordania occupata e ai centri di detenzione di Kishon e Moskobiyyeh, che i gruppi per i diritti umani hanno ripetutamente denunciato per torture e abusi sui prigionieri palestinesi, compresi i bambini imprigionati. G4S fornisce servizi di “sicurezza” a vari livelli nelle carceri, dove i detenuti palestinesi sono sottomessi a torture e abusi. Nella prigione di Al Jalame, i bambini palestinesi sono detenuti in isolamento per giorni o addirittura settimane.

Secondo l’articolo 76 della quarta convenzione di Ginevra, ad Israele è vietato trasferire prigionieri palestinesi dai territori occupati a prigioni all’interno di Israele. Tuttavia, migliaia di prigionieri palestinesi sono imprigionati illegalmente all’interno di Israele. Fornendo apparecchiature a queste prigioni, G4S è coinvolta attivamente nelle violazioni del diritto internazionale.

G4S è anche implicata in altri aspetti dell’occupazione e dell’apartheid del regime israeliano: fornisce attrezzature e servizi per i posti di blocco israeliani in Cisgiordania -che sono parte del percorso illegale del muro israeliano-ma anche per i posti di blocco nei territori occupati di Gaza. G4S ha anche firmato contratti con il quartier generale della polizia israeliana in Cisgiordania e aziende private per apparecchiature e servizi.[3]

Profitto a scapito dei diritti umani

G4S trae guadagni dalle violazione dei diritti umani in tutto il mondo. G4S ha firmato contratti per la gestione della sicurezza in Afghanistan e Iraq e svolge un ruolo importante nel funzionamento dei centri di detenzione per migranti e nelle espulsioni, come servizi appaltati a ditte esterne, ottenendo profitto dallo sfruttamento dei migranti. Una delle vittime è Jimmy Mubenga che è morto durante la sua violenta espulsione dal Regno Unito all’Angola.

La morte di Jimmy Mubenga

Nell’ottobre 2010, il 46enne Jimmy Mubenga morì a bordo dell’aereo dove era detenuto da 3 guardie G4S, mentre era deportato. Le guardie di sicurezza lo tenevano saldamente legato al posto, mentre Mubenga stava gridando e cercando di resistere alla deportazione. I passeggeri hanno riferito che lo sentirono gridare “non fare questo” e “stanno cercando di uccidermi.” L’unità omicidi di Scotland Yard ha avviato una inchiesta dopo questa morte e ha descritto il caso come “inspiegabile”. Le tre guardie G4S furono rilasciate su cauzione.

G4S KILLED JIMMY MUBENGA

Nel Febbraio 2011, The Guardian ha riferito che le guardie G4S nel Regno Unito erano state ripetutamente accusate di uso eccessivo e pericoloso della violenza contro i detenuti e i richiedenti asilo, secondo le informazioni dei dipendenti dell’azienda dopo la morte di Mubenga. Nell’autunno successivo, G4S dovette confrontarsi ancora con le accuse una volta che le guardie dell’azienda furono accusate di molestare e intimidire verbalmente i prigionieri con un linguaggio aggressivo e razzista.[4]

Accuse sulle carceri in Sud Africa

Nell’ Ottobre 2013, la BBC ha riferito che vi erano accuse circa i detenuti che sono stati torturati nel carcere di Mangaung in Sud Africa. La BBC ha presentato un progetto di ricerca della Wits University di Johannesburg, il quale affermava che decine dei circa 3000 prigionieri nel carcere G4S sono stati torturati con l’uso di elettroshock e iniezioni forzate. In Ottobre del 2013, G4S ha dichiarato che stava facendo indagini sulle accuse.

Negli ultimi anni, G4S affronta un movimento di boicottaggio sempre più forte in tutto il mondo, con attivisti politici organizzazioni di campagne e proteste contro G4S e con le imprese, le università e organizzazioni che cessano la loro cooperazione con questa azienda di “sevizi di sicurezza”.[5]

Manifestazione dei sindacati dei lavoratori in Scozia a sostegno del boicottaggio contro G4S, in solidarietà con i prigionieri politici palestinesi

Manifestazione dei sindacati dei lavoratori in Scozia a sostegno del boicottaggio contro G4S, in solidarietà con i prigionieri politici palestinesi.

Demonstration against G4S in London

Dimostrazione contro G4S a Londra
Foto: presstv

[1]http://news247.gr/eidiseis/koinonia/se_idiwtikes_etaireies_fulakshs_pernoun_ta_kentra_krathshs_metanastwn.2719443.html
[2] http://en.wikipedia.org/wiki/G4S
[3] http://samidoun.ca/2013/01/vote-now-g4s-worst-company/?print=1
[4] http://en.wikipedia.org/wiki/G4S
[5] http://electronicintifada.net/blogs/adri-nieuwhof/g4s-feels-heat-international-boycott-campaign

Autore: filistina

Fonte: omnia-tv

Tradotto e pubblicato in inglese, spagnolo, italiano su x-pressed

Traduzione italiana di duolingo

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