Chi non verrà processato per i crimini di Alba Dorata?

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Il processo ai membri di Alba Dorata iniziato lunedì 20 aprile è un evento storico per la Grecia e per l’Europa. In primo luogo è una grande vittoria del movimento antifascista, che si è scontrato con lo stato, i media e la giustizia greca (i quali collaboravano apertamente con i nazisti) e ha chiesto una punizione esemplare per questa banda di assassini.

Info-war.gr seguirà la vicenda anche mediante il sito dell’iniziativa Golden Dawn Watch. La sensibilizzazione di tutti è un dovere di ogni cittadino e il processo è una delle battaglie a cui dobbiamo partecipare con tutte le nostre forze.

Basta…non farsi illusioni sul funzionamento della “giustizia greca indipendente” – che è forse la barzelletta più breve di questi ultimi decenni.

Accanto agli assassini nazisti noi vorremmo vedere anche i complici morali dell’ascesa del nazismo in Grecia (e non uso il termine neo-nazisti consapevolmente, in quanto credo che Alba Dorata si colleghi organicamente ai collaborazionisti dei Nazisti, con cui hanno organizzato il meccanismo statale e la classe borghese greca dopo la guerra civile).

Chi vorremo vedere processati nel nostro tribunale virtuale?

– i membri della giustizia greca che hanno fatto di tutto perché non venisse processato nessuno per crimini a sfondo razziale, circostanza che ha spianato la strada ai nazisti per uccidere Pavlos Fyssas.

– i capi della polizia greca che hanno ignorato le concrete denunce sulla collaborazione dei membri della polizia con Alba Dorata. Non è un’accusa vaga e generica. L’attuale capo della polizia greca, se volesse, potrebbe rendere pubblici i dialoghi tra gli equipaggi delle volanti e il centro operativo nella notte del 10.5.2011, quando la polizia seguiva passivamente il pogrom contro i migranti avvenuto dopo l’omicidio di Manolis Kantaris.

– I giornalisti Yannis Pretenderis e Stefanos Kassimatis, che nello stesso giorno (16.9.2012) firmavano due articoli quasi identici, in cui presentavano il nazismo di Alba Dorata come l’unica “opportunità” per la società greca; l’editore del giornale Proto Thema, Themos Anastassiadis, che presentava come eroi i membri di Alba Dorata nei suoi programmi televisivi e, secondo le accuse, ha mandato in onda falsi reportage sull “opera sociale” dei nazisti; il giornalista Giorgos Tragkas, che promuoveva l’opera di Alba Dorata dal canale televisivo Skai di Alafouzos.

L’accusa potrebbe essere allargata anche ad altri giornalisti come Eleonora Meleti, che presentava Kassidiaris come un idolo della gioventù greca, Stavros Theodorakis, che beveva in modo provocatorio acqua da una tazza con il simbolo di Alba Dorata e poneva a Michaloliakos domande “difficili”, tipo come andava a scuola. Nel nostro processo virtuale dovrebbe essere imputato anche Bogdanos, che ha iniziato la sua carriera televisiva con un’intervista a Michaloliakos – anche se vista la completa umiliazione quella sera il giornalista sarebbe forse assolto per limitata capacità di intedere.

Ma, qualcuno si dirà, se ci mettiamo a processare i giornalisti corriamo il rischio di violare la libertà di stampa. Cosa rispondere? L’unica cosa che sappiamo è che al processo di Norimberga fu processato e condannato un giornalista per il sostegno offerto a Hitler. Sappiamo inoltre che il giornalista belga George Ruggiu fu condannato dal Tribunale Penale Internazionale per i crimini in Rwanda a causa delle sue trasmissioni radiofoniche, che promuovevano l’odio contro settori specifici della popolazione. Ovviamente i crimini non sono paragonabili, ma questo riguarda la “pena” che sarà inflitta dal nostro tribunale virtulale, non se le accuse reggono o meno.

Ovviamente le accuse più pesanti non riguardano i giornalisti (anche se molti di questi fanno parte di imprese, o sono editori, ecc.) ma i proprietari dei loro media. Parliamo ovviamente delle famiglie Vardinogiannis, Bobolas, Psycharis, Alafouzos, Kyriakou ecc, i cui media hanno promosso per anni Alba Dorata.

Ovviamente la nostra accusa non può che concentrarsi sulle personalità politiche che hanno orchestrato l’ascesa di Alba Dorata come Michalis Chrissochoidis, che nel 2011, parlando a Mega Channel ha rivelato che esistevano denunce concrete sulla collaborazione della polizia greca con il partito neonazista di Alba Dorata dal 2008 – ma che ovviamente non ha fatto nulla per affrontarla, o come Antonis Samaràs, che ripeteva a papagallo ogni comunicato di Alba Dorata (ad es. sui figli dei migranti cacciati via dagli asili nido), professando l’odio contro i migranti e i rifugiati (chiamandoli “clandestini”, “parassiti” della società greca) e guidando l’attività parlamentare di Alba Dorata attraverso la mediazione di Baltakos.

Infine Andreas Loverdos, che quando non era impegnato a presentare gli stranieri come una minaccia per l’igiene e la salute parlava di Alba Dorata come del primo movimento spontaneo presentatosi in questi ultimi anni in Grecia.

Chi processerà queste persone?

di Aris Chatzistefanou

Fonte: info-war.gr

Traduzione di AteneCalling.org

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