Atene, chiude anche il Politecnico?

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399 licenziamenti – Il Politecnico di Atene sta sanguinando

In una notte, dal Politecnico di Atene (EMP) sono stati licenziati 399 impiegati, metà del suo personale. Con una decisione ministeriale e senza l’approvazione del parlamento (le regole fondamentali della democrazia non si applicano, quando si mettono in atto reati predeterminati), 399 impiegati sono stati messi in mobilità e da lì spinti verso il baratro del licenziamento. La scusa? Soddisfare il numero di licenziamenti richiesto dalla Troika. 399 persone perdono il loro volto, le loro caratteristiche, la loro vita, si trasformano in numeri. Persone che, ognuno dal proprio posto, facevano quello che potevano per lavorare al meglio, nonostante le difficoltà, in quello che la società greca ammirava e amava: il Politecnico Metsoviano Nazionale.

Ed è per questo che oggi portiamo le maschere. Le maschere della tristezza, della disperazione, le maschere che nascondono centinaia di drammi personali. Ma anche le maschere che non possono nascondere la nostra rabbia e il nostro orgoglio. Né la nostra decisione di lottare fino alla fine per impedire questa misura da incubo della messa in mobilità-licenziamento. Portiamo le maschere per ricordare che se non verrà abolita quella decisione, domani o in un futuro vicino, al nostro posto potrebbe trovarsi chiunque di voi. La “success story” del “recupero” è riuscita a produrre soltanto 2 milioni di disoccupati e non smetterà di procurare tristezza e dolore, se non la fermiamo noi.

Perché fanno questa cosa al Politecnico? Perché distruggono un’istituzione creata con tanto sforzo, grazie alla dedizione di miglia di persone? Questo sarebbe necessario per rimettere in piedi il paese (nel 1943, durante l’occupazione tedesca, proprio il Politecnico preparava il piano di ricostruzione del paese)? Perché distruggono il Politecnico insieme alle altre università del paese? Si tratta solamente di un’estrema sottomissione del governo a tutto quello che gli viene ordinato dalla troika? Si tratta soltanto di evidente e completa incapacità? Purtroppo no. L’obiettivo è quello di “accorpare” le grandi università pubbliche per liberare lo spazio per quelle private, affinché il popolo perda il diritto di mandare i propri figli ad una buona università pubblica. Tra l’altro, in un paese di terza categoria – perché questo è il ruolo che riservano alla Grecia – a cosa servono università di prima categoria?

Non glielo permetteremo. Né di saccheggiare le nostre vite, né di distruggere il Politecnico o di continuare a demolire il nostro paese. Le cose cambiano. I disperati, noi tutti, prendiamo le cose nelle nostre mani. Nessuno se ne andrà dal Politecnico! Sosteneteci oggi, per creare una grande forza, per vincere!

Il personale del Politecnico Metsoviano Nazionale

Atene, 26 Settembre 2013

Fonte: School of Architecture, National Technical University of Athens

Traduzione di Atene Calling

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