CIE: verso la privatizzazione della sicurezza interna

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BRUXELLES – Medici Senza Frontiere denuncia che diverse società di sicurezza private si stanno offrendo per controllare i centri di detenzione per migranti co-finanziati dalla UE in Grecia, affermando che le pessime condizioni di alcune strutture stanno provocando malattie.

Le autorità greche hanno ricevuto fondi UE per ristrutturare e rinnovare Fylakio Oresteiadas, un centro di detenzione pre-deportazione situato in una zona remota vicino al confine turco.

La Grecia vuole ora esternalizzarne la sicurezza, insieme a quella dei centri di Corinto e Paranesti Dramas, ad una ditta di sicurezza privata per € 14.000.000 all’anno.

Fylakio era incluso, insieme ad altri centri, in un graffiante rapporto di MSF pubblicato martedì 1° aprile.

Il rapporto sostiene che migranti e richiedenti asilo detenuti sono affetti da problemi di salute causati o aggravati dalle pessime condizioni, dalla durata della detenzione e dalla mancanza di assistenza medica coerente e adeguata.

“La maggior parte delle malattie che tratto sono collegate alle condizioni di detenzione. Ad esempio, la troppa umidità. Ho visto pazienti che dormono su materassi completamente bagnati “, ha detto un medico di MSF, citato nella relazione.

Michael Flynn, che gestisce il Progetto Globale sulla Detenzione presso il Graduate Institute of International Studies con sede in Svizzera, dice che l’esternalizzazione dei centri di detenzione a società di sicurezza private è un fenomeno in crescita.

“Ci dovrebbe sempre essere preoccupazione quando uno Stato invita un appaltatore che mira al profitto nella struttura di gestione di qualcosa legato alla detenzione dei migranti”, ha detto. L’introduzione di appaltatori privati sposta l’attenzione della politica dal benessere dei migranti verso i profitti di un’impresa, sostiene. “Questo è inevitabile, è la sola natura del business”, continua.

Il benessere di quei detenuti, secondo il rapporto di MSF, è già stato trascurato, nonostante i circa 35.000.000 di euro che la Grecia ha ricevuto lo scorso anno dal Fondo per i rimpatri dell’UE.

Il denaro dovrebbe servire a sostenere i programmi di rimpatrio e reinserimento volontario, ma la maggior parte del denaro è andato al controllo delle frontiere e dei centri di detenzione.

A Fylakio, l’UE co-finanzia le spese dei costi operativi, come cibo, pulizia, acqua calda, abbigliamento, forniture mediche e riscaldamento.

Il portavoce per gli affari interni UE Michael Cercone, da parte sua, ha detto in una e-mail che la commissione non è a conoscenza di finanziamenti UE destinati alla Grecia in relazione ai servizi di sicurezza di Fylakio.

Ha osservato che gli Stati membri sono responsabili che i soldi vengano spesi correttamente.

“I fondi UE sono pagati solo se tutte le condizioni e gli obblighi pertinenti sono soddisfatti da parte delle autorità degli Stati membri”, ha detto.

Una relazione di attuazione su Fylakio redatta dalla commissione uscirà a marzo 2016.

Nonostante il denaro extra proveniente da Bruxelles, il centro di detenzione ha ancora problemi.

“Il più grande problema è che da maggio 2013 non c’è la presenza quotidiana del personale medico”, ha detto al Consiglio Greco per i Rifugiati un contatto.

“L’infermeria ospita anche minori non accompagnati in attesa del loro trasferimento in strutture per bambini. Non ci sono letti, dormono su materassi sporchi gettati sul pavimento”, ha osservato il contatto.

La scabbia è scoppiata nell’impianto alla fine del 2012 e all’inizio del 2013.

Il centro Fylakio al momento dello scoppio della scabbia aveva nuove lavatrici acquistate con i fondi comunitari, ma non erano collegate.

“Non sono mai state collegate, la polizia non ha i soldi per pagare qualcuno per venire a collegare le lavatrici”, ha detto a questo sito Ioanna Kotsioni, di MSF in Grecia.

Le autorità greche hanno poi rendicontato alla commissione le fatture per dimostrare gli acquisti. Non ci sono stati successivi approfondimenti da parte della Commissione.

“Loro [la Commissione Europea] dovrebbero istituire un meccanismo di monitoraggio indipendente perché queste persone sono private della loro libertà in base a decisioni amministrative”, ha detto Kotsioni.

Nel frattempo, il contratto multi-milionario ha già attirato le offerte di oltre una mezza dozzina di imprese.

Tra di loro c’è G4S, la più grande società di sicurezza privata al mondo, che è stata oggetto di critiche per il trattamento dei detenuti nei tre centri per richiedenti asilo con sede nel Regno Unito. Anche la Mega Sprint Guardia, la JCB Sicurezza & Facility e la svedese Security Systems sono in gara, tra gli altri.

Il bando di gara è scaduto a metà gennaio.

Base legale

Le basi legali per esternalizzare i servizi sono da anni in gestazione. I legislatori greci hanno modificato ed emendato le leggi sul sistema di asilo e di accoglienza nel 2012.

La normativa riformata ha dato al Ministro per la protezione del cittadino [Ministro dell’interno, ndt] il diritto di trasferire la responsabilità di controllare i centri dalla polizia greca direttamente alle società di sicurezza private. Ha costruito una recinzione di 12,5 chilometri di filo spinato lungo la frontiera terrestre con la Turchia per impedire alla gente di attraversarla. Due anni fa, ha lanciato un’operazione di polizia “Xenios Zeus”, volto a rastrellare gli immigrati. La polizia ha arrestato oltre 120.000 migranti tra agosto 2012 e giugno 2013. Meno del 6 per cento non aveva permesso di soggiorno.

Fonte: euobserver

Traduzione di AteneCalling.org

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