Comunicato dei Riservisti: il contrattacco tentato dalla destra fascista

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Pochissimi giorni prima della maxi-operazione contro Alba Dorata, quando ormai gli arresti erano solo questione di ore, i riservisti dell’esercito avevano pubblicato un comunicato in cui invitavano a formare un governo senza politici, di cui le forze armate sarebbero state garanti. Senza dare troppo peso a teorie della cospirazione, né ad annunci megalomani, riportiamo l’analisi di Stelios Kouloglou su un  episodio che esprime comunque la forte tensione che serpeggia nella società greca.

Non è casuale il momento scelto dalla Comunità dei Riservisti dell’Esercito per il suo comunicato in cui si invita a rovesciare il Parlamento: è appena iniziato lo smantellamento della rete criminale di Alba Dorata. Non è una coincidenza neanche il fatto che già nel primo paragrafo del loro comunicato i Riservisti, ovviamente “insieme al popolo”, fanno riferimento all’articolo 120 della Costituzione: anche Michaloliàkos [leader di Alba Dorata, n.d.t] il giorno dopo l’omicidio di Pavlos Fyssas aveva citato lo stesso articolo durante il suo proclama ai camerati del “partito”. Finalmente, ecco qualcuno in Grecia che onora il proprio nome: i Riservisti agiscono come riserva di Alba Dorata.

Sembra tra l’altro che, oltre ai soldi e alla tosse, anche la nostalgia non possa essere nascosta. E’ tale la nostalgia per la dittatura di aprile [la giunta dei colonnelli, n.d.t.] che, nel loro appello, la soluzione che viene proposta è la formazione di un governo “di Necessità Nazionale” sotto la presidenza del capo della Corte Suprema: si noti che il 21 aprile del 1967 i golpisti avevano designato al posto del primo ministro il famoso K.Kòllias, che guarda caso era l’allora presidente della Corte Suprema.

Da non dimenticare la conclusione del testo: “istituzione garante di quanto sopra (proposto) possono essere le Forze Armate del Paese, come organizzazione potente e disinteressata contro qualsiasi minaccia”. Per quanto riguarda i corpi di sicurezza, questi sono chiamati “a garantire l’applicazione di quanto sopra”. Ad arrestare, quindi!

Se fosse altruista e si preoccupasse realmente di correggere gli errori presenti nel suo invito, la “comunità” dei Riservisti non avrebbe scelto di intervenire adesso che si sta svolgendo il groviglio dell’organizzazione degli assassini, che con la sua attività nuoce anch’essa la società e sporca l’immagine all’estero della patria, a cui questi Riservisti dicono di interessarsi.

In un altro loro post gli aspiranti golpisti rendono ancora più chiare le loro intenzioni, visto che alla fine si rivolgono ad alcuni “amici” che non sono così pronti a passare all’azione – azione che non sarà una semplice manifestazione di protesta:

“La KEED (Comunità dei Riservisti delle Forze Speciali) vuole dare inizio a un contrattacco GRECO da parte dei cittadini, non a  una protesta. Non si protesta contro i traditori. Vuole inziare un contrattacco e ha come obiettivo di andare sotto al parlamento greco e non andarsene via senza un risulato.

Molti parlano di diversi possibili tipi di conflitto, tutto è possibile. La questione è se noi greci vogliamo dare questa battaglia o meno.Tutto il resto è filosofia. Serve ad altri scopi e anche con i migliori propositi non sono altro che scuse per non partecipare”

L’indignazione e il disdegno dell’opinione pubblica per Alba Dorata, che crescono di giorno in giorno, hanno totalmente sconvolto i piani della leadership dei neonazisti. Prima dell’omicidio di Fyssas, Michaloliakos e compari stimavano che alle prossime elezioni Alba Dorata avrebbe potuto diventare anche la seconda forza, dopo Syriza, primo partito ma non autosufficiente per la costituzione di una maggioranza. Risultato che costringerebbe Nea Dimokratia ad un governo di coalizione insieme ad Alba Dorata, prima che questa prenda il potere mettendo successivamente da parte anche tutti quelli che in Nea Dimokratia avrebbero sopportato la cooperazione con gli avversari giurati del fondatore del partito Konstantinos Karamanlis. “La democrazia di Weimar prima o poi finisce”, era il motto che girava tra gli alti ranghi della destra fascista, in riferimento alla democrazia instabile del periodo interbellico che portò all’ascesa di Hitler al potere.

Per la democrazia greca, questo momento è particolarmente cruciale. Alba Dorata può migliorare la sua difficile posizione solo con una grossa provocazione. L’intervento dei Riservisti è di per sé una sorta di diversivo, ma ai neonazisti serve qualcosa di più serio. Persone che conoscono da vicino la sua attività ritengono che Alba Dorata abbia bisogno di un testimone dell’omicidio di Pavlos Fyssas che attiri altrove l’attenzione dell’opinione pubblica. La chiamata dei riservisti al “contrattacco”e all’assedio del Parlamento fa parte della strategia della tensione, che hanno intenzione di seguire.

In ogni caso, il mini proclama dei riservisti deve essere preso per quello che è realmente: un invito a capovolgere il regime democratico. Speriamo che la giustizia faccia il proprio lavoro e che il governo si renda conto che non c’è più spazio per i giochini politici sugli opposti estremismi e altre sciocchezze dell’estrema destra, che incoraggiavano sistematicamente i neonazisti, fino ad arrivare a uccidere a sangue freddo. Pavlos Fyssas ieri. La democrazia domani.

di Stelios Kouloglou

Fonte: tvxs.gr

Traduzione di Atene Calling

P.s.: I riservisti hanno anche indetto una manifestazione nei giorni successivi a questo annuncio. Il governo l’ha vietata per motivi di ordine pubblico.

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