Comunicato del Coordinamento dei Giornalisti di ERT

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CONFERENZA STAMPA 25/6

Martedi, 25 giugno 2013

COMUNICATO STAMPA

 Quotidianamente il governo ci dimostra di non avere nessun progetto per la Radiotelevisione pubblica, è tutto campato in aria.

Gli ostacoli giuridici per qualunque mossa nella logica del lucchetto all’ERT, di un “organismo di transizione” e di uno “schema successore” risultano già immensi e molto probabilmente insuperabili. La sola cosa che manca per il funzionamento senza ostacoli della Rediotelevisione Pubblica è che vengano rimesse in normale funzione le frequenze dell’ERT, come indicato dalle due prime Sentenze del Consiglio di Stato. Il gigantesco errore dell’improvisa chiusura della ERT non può essere corretto con continui errori.

Qual è l’errore e quali sono gli errori che non potranno correggerlo?

La decisione di chiudere ERT e ogni altro erroneo piano successivo del Governo crea in questo momento alle casse dello Stato e alla contabilità pubblica del paese un DEBITO SUPPLEMENTARE che con un calcolo molto precario supera i 300 milioni di euro e forse si avvicina al mezzo miliardo.

Le liquidazioni dei 2.650 dipendenti, le clausole dei contratti internazionali, la revoca di accordi di produzione di programmi, gli immensi costi per risarcimenti di ogni tipo, con il Decreto Kedikoglou vengono tutti trasferiti sulla contabilità pubblica e sul deficitario bilancio. Sono centinaia di milioni di euro che i cittadini greci verranno chiamati a coprire con il noto modo dei tagli agli stipendi, alle pensioni e ancora più imposte straordinarie.

Ricordiamo che l’anno scorso di questi tempi, per un buco di 350 milioni di euro nel secondo Memorandum, per settimane si svolgeva un drammatico ping-pong tra il Governo e la Troika per trovare quella somma dai salari speciali e alla fine ci fu un altro taglio alle pensioni.

Cosa ci dice allora il Governo? Che con la sua decisione sulla ERT crea immediatamente un “buco nero” di 300 milioni di euro. E se ci sarà l’“organismo di transizione”, noi che ne faremo parte saremo pagati dalle Casse dello Stato.

Tutto ciò, evidentemente, non si sarebbe verificato se qualsiasi impresa di ristrutturazione della ERT si fosse fatta con la ERT aperta. Perfino le liquidazioni di licenziamento di tutti noi sarebbero state pagate dalla stessa ERT e il costo per la finanza statale sarebbe stato ZERO.

Ci chiedamo se tutto questo lo sanno Olli Rehn e la Commissione Europea.

Ancora adesso, all’errore e ai continui errori che si sono susseguiti per corregere il primo dell’11 giugno, si può recuperare con una MOSSA UNICA.

Tornare indietro al 10 giugno e iniziare un franco e netto dialogo sul domani dell’ERT, per l’ Organismo Radiotelevivo Pubblico del Paese. Iniziative legislative sono state già registrate.

L’ERT esiste, funziona con la sua gente, che si prenda il Governo la responsabilità per la sola soluzione netta che si intravede in questo momento.

Il trittico della posizione dei giornalisti dell’ ERT:

Continuiamo, quotidianamente, 24 ore su 24, a offrire il nostro lavoro all’ERT, dimostrando in pratica che non accettiamo che l’ERT abbia chiuso e che i dipendenti siano stati licenziati.

Restando al Radiomegaro salvaguardiamo un patrimonio pubblico che vale molti miliardi di euro. Evidentemente non si tratta di una occupazione, cosi come viene propagandata a destra e sinistra. La ERT è aperta e in questo momento nel Padiomegaro ci sono in continuazione invitati, visitatori, semplici cittadini, scolari, ragazzi membri di laboratori articistici, politici di quasi tutti i partiti, leader politici, ospiti stranieri, giornalisti da tutti i media greci e stranieri. È d’obbligo per noi restare al Radiomegaro per motivi di interesse pubblico e per dimostrare de facto la continuità del funzionamento dell’ERT.

La sola illegalità che continua a esistere è la continua negazione del Governo ad applicare le sentenze del CdS che hanno ordinato l’immediato ripristino delle frequenze della Rediotelevisione Pubblica. Per questo, d’altronde le associazioni dei giornalisti hanno fatto causa ai due Ministri Jannis Stournaras e Simos Kedikoglou.

La posizione dei giornalisti dell’ERT rimane forte e risoluta:

  • Abrogazione del Decreto legge e del Decreto Ministriale che mettono “lucchetto” alla ERT. Ripristino permanente del segnale e dei trasmettitori dell’ ERT.

  • Inizio del dialogo senza il fatto compiuto dei licenziamenti.

  • L’ERT sono i suoi dipendenti, i milioni di telespettatori-ascoltatori . i cittadini greci che la finanziano e la sotengono.

 ERT è e resterà aperta.

 IL COORDINAMENTO DEI GIORNALISTI DELL’ERT

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