Comunicato del K*Vox sui fatti del 7/2

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L’episodio di venerdì

Venerdì 7 febbraio [la sera tra venerdì 6 e sabato 7 febbraio, n.d.t.] a causa di un incidente in via S.Trikoupis e di un alterco tra i proprietari delle auto è intervenuta sul posto una volante della polizia stradale. La volante è stata notata da un gruppo di persone che, dopo aver cacciato via l’equipaggio, ha dato fuoco alla macchina della polizia stradale e ha aggredito le persone che si trovavano sul posto e che provavano a fermarli.

Analizzando l’episodio possiamo trarre una basilare conclusione. In passato, quando nella zona interveniva la stradale (ad es. per spostare una macchina con il carro attrezzi), venivano impiegati plotoni di MAT, proprio per la paura che l’equipaggio della volante o del carro attrezzi subissero attacchi. Specialmente nelle ore notturne questa era la regola. Così, in sostanza, non veniva concessa a nessuno la possibilità di colpire la volante. Nel caso di venerdì, se fosse stata seguita la stessa tattica, la stradale sarebbe stata accompagnata da una squadra di DELTA, e forse nessuno avrebbe attaccato la volante. La pattuglia della stradale ha però ricevuto dal centro operativo l’ordine di intervenire senza che a MAT e DELTA fosse ordinato di accompagnare l’operazione. Evidentemente il centro operativo ha obbedito al nuovo piano dei suoi nuovi superiori politici, piano che non prevede la presenza di MAT e DELTA dentro Exarchia. Quindi la stradale è intervenuta da sola.

In sostanza, è evidente che in questi casi, con i nuovi ordini del ministero della protezione del cittadino, alcune forze di polizia sono più vulnerabili agli attacchi. Una situazione simile si è verificata di fronte al parlamento il giorno della commemorazione di Imia, quando per la prima volta i manifestanti hanno avuto la possibilità di avvicinarsi ai veicoli della polizia che chiudevano la strada; per questo motivo è stato possibile scrivere con gli spray sulle fiancate dei veicoli. Teoricamente, come è avvenuto venerdì, qualcuno avrebbe potuto tentare di dar fuoco a uno dei veicoli. Dunque qui poniamo il primo interrogativo: semplicemente perché ora possiamo, allora dobbiamo farlo? Categoricamente no. Prima che chiunque prenda un’iniziativa aggressiva contro gli sbirri, devono essere prese in considerazione due cose fondamentali: lo scarto tra il prezzo e il frutto di un’azione e il simbolismo politico che essa dimostra.

Nel caso del corteo di Imia, un tentativo di incendiare uno dei veicoli avrebbe provocato un attacco su larga scala dei MAT contro i blocchi, con feriti e arresti. Quindi i manifestanti hanno fatto bene a mantenere l’autocontrollo. Nel caso di venerdì, l’incendio della volante ha causato l’intervento dei MAT nel quartiere e ci sono stati feriti, fermi e arresti. Il prezzo dell’azione dunque è stato enormemente più grande dei suoi frutti. Chi crede che valga la pena che siano pestate e arrestate decine di persone in tutto il quartiere per incendiare una volante della stradale, è semplicemente un decerebrato.

Ora passiamo al significato simbolico dell’azione. Negli ultimi tre anni le azioni violente di parti dello spazio anarchico/antiautoritario sono state limitate al minimo a causa della eccessiva presenza della polizia e della repressione. Il fatto che ora alcuni di noi colpiscano proprio quei punti lasciati scoperti dal nuovo dogma della nuova dirigenza politica del ministero, non dimostra altro che chi agisce in questa maniera è un falso eroe. Parliamo di quei punti a cui abbiamo accennato prima, accessibili non per le capacità organizzative di chi li colpisce, non per il suo sacrificio, non perché prima ha creato le condizioni adatte, ma per merito di…Panoussis. Per questo, dunque, valutando attentamente costo e conseguenze prima di ogni azione, nessuno rischierà di essere un falso eroe né ignorerà il fatto che il costo delle sue scelte sarà pagato da chi gli sta intorno. Chi invece sceglierà un’altra strada e ci metterà a rischio con le sue azioni, dovrà fare i conti anche con noi. Per essere chiari, noi diciamo sì ad azioni violente ma con determinati requisiti: che siano azioni mirate, che siano fatte in un momento opportuno, che siano valutate le conseguenze negative, che siano in armonia con il movimento di massa, che siano inserite nel corpo sociale e soprattutto che siano moralmente superiori. Non faremo una cosa solo perché possiamo.

L’attacco al VOX

Durante l’intervento dei MAT a Exarchia un plotone ha attaccato lo spazio occupato VOX. Ci sono stati scontri all’entrata e alla fine i MAT si sono ritirati verso via Arachovis dopo aver lanciato lacrimogeni. Qui sorge un interrogativo legittimo: perché in passato, con la giunta di ND al governo, quando i MAT intervenivano in piazza non attaccavano il VOX, ma lo fanno ora con Syriza?

Un ordine del ministero della protezione del cittadino arriva prima di tutto al comando della polizia. Il comando lo comunica agli ufficiali superiori e questi ai comandanti dei plotoni. L’ambiente politico ideologico del corpo di polizia è ben definito ed è stato attestato anche dai risultati elettorali e dalle intenzioni di voto degli sbirri. Il 60% è di estrema destra. Tra MAT e DELTA la percentuale è schiacciante.

Sostanzialmente, dagli strati medi della gerarchia della polizia in giù è uno schifo. Al livello più alto ci sono più che altro carrieristi che vengono manovrati politicamente, e non sono loro di solito a incoraggiare gli interventi più duri e violenti. Quindi un ordine comunicato dal ministero agli alti ufficiali e dagli alti ufficiali ai capi delle unità operative può essere stravolto dai gruppi di estrema destra e dai fanatici che sono nella polizia. Nel recente passato ci sono stati due casi specifici in cui gli sbirri hanno spento le ricetrasmittenti e hanno agito di loro iniziativa, ignorando gli ordini che avevano ricevuto. E ora che gli sbirri sono subordinati a superiori politici “di sinistra”, la tensione tra le loro file è ancora più alta, ed è la diretta conseguenza dei loro ideali di estrema destra.

Una storia gloriosa quella degli sbirri in Grecia, sin dall’epoca di Bourandàs e dei reparti in moto della polizia che collaboravano con i nazisti durante l’occupazione, per arrivare ai giorni nostri, con le spedizioni contro i compagni condotte assieme agli albadorati. In conclusione, non crediamo che venerdì Panoussis abbia dato l’ordine di attaccare il VOX, né che siano stati gli alti ufficiali della polizia a farlo. La gentaglia fascista in divisa cachi si è liberata del guinzaglio e ha preso l’iniziativa.

Lo stato profondo (stay-behind) 

Se le tensioni sociali si acuiranno a causa di una politica che porterà la Grecia a una rottura con le istituzioni europee, i fenomeni di autonomia della polizia aumenteranno. Se cioè il paese entrerà in un periodo di isolamento istituzionale ed economico dal contesto europeo e dai suoi organismi, questa situazione si rifletterà immediatamente sulla popolazione con un aumento delle ristrettezze economiche e della povertà. Le tensioni sociali arriveranno all’apice e la società si dividerà come sempre tra destra e sinistra. L’estrema destra ne uscirà molto rinforzata e, ovviamente, avrà dalla sua parte la polizia. In questo caso, l’influenza di Syriza sulla polizia sarà pari a zero.

Nel caso di un voltafaccia di Syriza, nel caso in cui cioè, in sostanza, Syriza addolcirà le sue posizioni politiche per mantenere il programma economico attuale in Grecia solo con alcune piccole concessioni, trascurabili nel complesso, e cambiando le denominazioni (da Memorandum a “ponte”), allora ci saranno resistenze sociali. Resistenze di un mondo che vedrà che alla fine “la speranza non è arrivata” ed entrerà in una logica di rivendicazione, evitando la logica di oggi della rappresentanza (di Syriza) e la logica della paura di ND (la paura generata dai ricatti politici della destra al potere che si traducevano nella catastrofe che ci sarebbe stata dopo la loro caduta). Rivendicherà ciò per cui aveva incaricato la Sinistra, che però non ha ottenuto niente.

Ma non avrà più le paure del periodo di ND, visto che il ricatto del “peggio” è finito. Ci tenevamo Samaràs per non cadere nel baratro con Syriza.

Se, alla fine, Syriza si sincronizzerà con l’imperialismo economico dell’U.E. la strada del ricatto si interromperà. “Peggio” non ce n’è. Il “peggio” è ciò che viviamo ora. Non c’è neanche il “meglio”, visto che la Destra di nuovo al potere sarà comunque “peggio”, visto che saranno portate avanti politiche ancora più dure. Ma, dall’altra parte, parte della società conserverà l’illusione che con la Sinistra al governo ci siano margini di successo. Non tanto grazie all’organizzazione delle resistenze e alle rivendicazioni “dal basso”, ma perché la Sinistra al potere ha le “orecchie aperte” e non ha la rigidità politica della Destra bruta.

Così un mondo intero scenderà in strada. Quello sarà il pretesto migliore per la polizia per procedere con le provocazioni, deviando dove vorrà gli ordini che prenderà. La resistenza verrà duramente colpita e le parti avverse arriveranno alla stessa conclusione politica : l’estrema destra e alcuni anarchici parleranno di “giunta di Sinistra”. In realtà coloro che avranno benefici immediati da una “giunta di Sinistra” sarà l’estrema destra. Quindi, qualunque scenario scaturirà dalle politiche di Syriza, voltafaccia o rottura che sia, i prossimi nell’almanacco della mappa politica sono l’ala di estrema destra che va da Voridis a Michaloliakos.

Non adotteremo l’idea della “giunta di sinistra” come non adotteremo la logica dei sostenitori di Syriza sulla “sinistra che si scontra con i soci europei”. Perché è proprio per Syriza che sono “soci”. Le visioni espresse ripetutamente dalla socialdemocrazia europea, completamente in armonia con le istituzioni economiche e politiche dell’U.E. e che prevedono l’amministrazione dei cambiamenti politici solo all’interno di questo ambiente europeo di “soci”, rende Syriza un nostro avversario politico. Ma riconosciamo che esiste qualcosa di peggio di un avversario politico: il nemico di classe. Lo “stato profondo” greco è l’unico vero garante della cosiddetta “continuità” dello stato.

Il complesso poliziesco-giudiziario, a braccetto con il capitale e gli interessi reciproci costituiscono lo “stato profondo”, determina le trasformazioni sociali, i quadri istituzionali e le relazioni economiche del paese con i capitali sopranazionali. Lo “stato profondo”, in uno qualsiasi dei due scenari, determinerà i futuri sviluppi attraverso i meccanismi di potere che coinvolge e, naturalmente, non lascerà che la “prima volta di sinistra” abbia alcun peso sostanziale. Lo “stato profondo” non esiterà a portare al potere quanto di più reazionario abbia visto questo paese negli ultimi 40 anni.

Per questi motivi, il movimento deve lottare contro due cose concrete. Non tanto contro Syriza, ma contro l’illusione che Syriza ha imposto con grande maestria politica a una grande parte della popolazione, che spera nel cambiamento. Cambiamento e speranza che scaturiscono non dalle lotte della società, ma da un governo socialdemocratico che garantisce che il suo orientamento e le sue politiche sono completamente in armonia con l’U.E. La seconda cosa è che presto dovremo affrontare le conseguenze delle illusioni dello stesso governo di Syriza, che ritiene di poter mantenere un equilibrio ed esercitare il suo potere nonostante l’esistenza dello “stato profondo”. Lo “stato profondo” presto farà il suo ingresso sulla scena politica (non si accontenterà più di riportare quotidianamente piccoli ma importanti successi politici), portando al governo la sua espressione più perentoria: il fascismo, che sarà rappresentato da uno dei mille volti del sistema politico fascista greco.

La lotta per l’organizzazione delle resistenze della società contro le illusioni di Syriza è nostro dovere.

L’organizzazione delle nostre strutture per affrontare il fascismo che verrà è indispensabile per la nostra sopravvivenza.

Compagni/Compagne del K*VOX

Fonte: athens.indymedia

Traduzione di AteneCalling.org 

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