Comunicato dell’occupazione Notara 26, dopo l’attacco subito

14054192_10154456522682497_2953158048682647453_n-590x443Mercoledì 23 agosto alle 3.45 del mattino l’occupazione abitativa di profughi e migranti Notara 26 ha subito un attacco incendiario. La modalità di azione dei perpetratori ci pare chiaramente una prassi omicida, avente lo scopo di procurare, oltre ai gravi danni materiali, anche dei danni alle persone. Quest’atto codardo è avvento in pieno agosto, quando i perpetratori pensavano che le risposte del movimento solidale sarebbero state meno vivide, si sbagliavano…

Dopo l’attacco con le bombe molotov e con le bombolette di gas che le hanno seguite, il servizio d’ordine dei migranti e il supporto dei solidali hanno agito immediatamente, spegnendo il fuoco con gli estintori. Le 130 persone che si trovavano in serio pericolo all’interno dell’edificio sono state salvate solo ed unicamente grazie all’immediata reazione della totalità di chi si trovava in quel momento all’interno, dei solidali e degli vicini di casa dell’occupazione, e con la partecipazione dei vigili del fuoco che però, durante la conferenza stampa, hanno sminuito l’accaduto classificando lo stabile di Notara 26 come “deposito”, intendendo che sul posto non ci fossero delle persone.

Questo evento in particolare, non è altro che un anello della lunga catena di attacchi contro le occupazioni dei migranti, contro i rifugiati, così come contro gli spazi sociali autogestiti, portati avanti dalla commistione di stato e parastato. Il primo usando la legge, come nel caso delle occupazioni di Orfanotrofio, Nikis e Hurrya, il secondo con le sue note modalità mafiose, come nel caso del Vankouver, dell’Aftonomo steki, di Zaimi, di Analypsi e di Kannigos, e che hanno come obiettivo il movimento solidale.

Dopo i primi mesi di riferimenti filantropici alla crisi dei migranti e dei rifugiati, un’emergente ondata xenofoba e razzista ha radicalmente cambiato il discorso egemonico dei media mainstream e dello stato, da un approccio “amichevole”, a questo confronto ossessivo con i soggetti solidali, puntando continuamente il dito contro di loro.

Atti di questo genere non riescono a spaventare la nostra solidarietà! La feccia fascista che vive nell’ombra conosce molto bene quali siano le conseguenze che le spetta. Il loro razzismo non ha alcuna base sociale. Si caratterizza solo attraverso azioni codarde, tipiche dei bassifondi malavitosi, che si basano su canoni non ben definiti e, in definitiva, fallimentari. La nostra rabbia contro lo stato e i suoi dispositivi terroristici ci rende più forti e ci arma di perseveranza. I nostri spazi continueranno ad esistere e a moltiplicarsi, dando un tetto ai dannati della terra e combattendo il fascismo là dove la società è attiva. Il nostro movimento forma le crepe ineluttabili nella normatività imposta dallo stato, sei media e dei loro guardiani fascisti.

Negli ultimi 11 mesi noi tutti, solidali e rifugiati dell’occupazione abitativa di migranti e profughi Notara 26, agiamo collettivamente e quotidianamente sulle basi dell’eguaglianza, della solidarietà e della pratica orizzontale nella lotta per una vita migliore, lontano e oltre a qualunque tipo di settarismo. L’occupazione è stata attraversata da più di 5000 rifugiati e rifugiate e migranti e qui, attraverso i valori di autorganizzazione e autogestione e nonostante le avversità, si è riusciti a far fronte a tutti i bisogni abitativi, alimentari, educativi, legali e di divertimento. Una solidarietà attiva che si riproduce continuamente tutti e tutte insieme.

In risposta a questo attacco incendiario, chiamiamo tutti e tutte, individualità e collettivi, a supportare nei fatti gli spazi solidali, dando così una risposta forte ai tentativi di affermazione del regime di terrore di stato e fascisti.

Tutte e tutti al corteo solidale di lunedì 29/08/2016 alle 18.00 a Propylaia.

La nostra solidarietà vince! Il vostro terrorismo crolla!

P.S. Per quanto riguarda i risolini degli sbirri agli angoli, come vedete Notara 26 è viva e rimarrà in piedi!

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