Dafni, colleghi difendono guardia speciale che ha sparato durante corteo antifascista

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Riportiamo l’annuncio delle guardie speciali a sostegno del loro collega ferito durante la manifestazione antifascista di Dafni, sebbene la ricostruzione dei fatti di questo comunicato appaia estremamente parziale e vittimistica. Invitiamo per questo a leggere l’articolo su quel corteo, dove è anche possibile vedere un video sull’episodio specifico della guardia speciale spara alcuni colpi di pistola verso l’alto e, in seguito, viene aggredita dai manifestanti fino all’arrivo dei MAT.

L’annuncio:

“Riguardo all’attacco che ha subito il collega, guardia speciale, il 20.9.13 nella zona di Dafni da un gruppo di persone che partecipavano ad una protesta antifascista, SEFEAA (Unione delle guardie speciali della polizia greca di Attica, n.d.t.) annuncia che:

La sera stessa, e anche il giorno successivo, diversi membri del consiglio amministrativo hanno visitato all’ospedale militare 401 il collega ferito, portandogli sostegno. Si trova tuttora ricoverato, ma fuori pericolo. Ha riportato gravi ferite alla testa.

Denunciamo schiettamente gli atti di violenza, che avevano come obiettivo straziare e distruggere fisicamente una persona la cui divisa e la cui qualità professionale hanno suscitato dei sospetti e dei collegamenti. I loro atti sono simili agli attacchi fascisti, sotto la copertura, tra l’altro, di una “manifestazione antifascista”.

Con travi e legni, che avevano l’identità politica dell’organizzazione di Antarsya, ma soprattutto con degli istinti bestiali, hanno cercato di “strangolare” una persona e insieme a lui, di “strangolare” la civiltà e la democrazia, in uno stato di diritto che vogliamo abbia come protagonisti la Giustizia e la Polizia, anziché i parastatali.

Esprimiamo la nostra indignazione per la polizia greca e il suo personale, soggetto e vittima permanente della violenza, chiedendo di rimanere tutti solidali tra di noi per far vedere la nostra forza e per farci dare indietro la dignità che ci hanno tolto con violenza”.

Fonte: parashkinio

Traduzione di Atene Calling

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