Dalla conferenza stampa per Nikos Romanos

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Le condizioni critiche della salute di Nikos Romanòs, che si trova al ventiduesimo giorno di sciopero della fame come protesta contro il diniego dei permessi studio, sono state rese pubbliche durante la conferenza stampa rilasciata dai genitori dei quattro anarchici in sciopero della fame (Nikos Romanos, Yannis Michailidis, Andreas Dimitris Bourzoùkos, Dimitris Politis). Questi hanno rigettato come “pericolosa” la proposta del ministro della Giustizia Charalambos Athanasìiou di “studio a distanza”.

“Il ministro Athanasìou e il governo fingono di non capire e saranno gli unici responsabili per quello che succederà d’ora in poi. Nel caso di mio figlio, il diritto allo studio viene calpestato brutalmente. La vita di mio figlio è in grave pericolo. Non sto implorando qualcosa. Mio figlio porta avanti le sue idee e le sue scelte” ha detto Giorgos Romanòs, il padre di Nikos Romanòs.

Sua madre ha sottolineato “Non gli è stato dato nemmeno il permesso di studiare in un Istituto Privato che hanno creato all’interno del carcere lo scorso settembre. La sua domanda è stata rigettata, per motivi disciplinari”.

“Non c’è democrazia da nessuna parte” ha sostenuto il padre dello scioperante della fame Andreas-Dimitris Bourzoùkos, sottolineando che “un giovane che non ha di fronte a sé un’utopia, non va da nessuna parte”

Lina Vergopoulou, anestesista e medico dei detenuti in sciopero della fame, e la madre dello scioperante della fame Andrea Dimitri Bourzoukou hanno definito lo sciopero della fame una scelta e una “decisione consapevole”, comprese le sue conseguenze.

In particolare, per Nikos Romanos hanno detto che le sue condizioni di salute non sono buone e che dall’esame psichiatrico al quale è stato sottoposto è risultato che “lui non ha una devianza, non è nemmeno arrabbiato. È un detenuto politico”.

“Se il problema è legale, che cambi la dimensione legale e gli venga dato il permesso di seguire i suoi studi. Se non è legale, che vada in facoltà. Che si faccia quel che c’è da fare” ha detto Pètros Damianòs, direttore della Scuola Media – Superiore del Carcere Minorile di Avlonas.

Rispetto alla proposta del ministro della Giustizia, la criminologa Anastasia Tsoukala, professoressa all’Università di Parigi, l’ha definita pericolosa. Ha sostenuto che la “soluzione consensuale” per studi a distanza è nominalmente solo legale, in quanto si tratta di un trucco “visto che si tratta di una educazione limitata e non di un vero percorso di studi”.

Ha poi aggiunto che “il ritardo iniziale nella presentazione della proposta consensuale è espressione di disprezzo. A questo, bisogna aggiungere anche la volontà dell’assoluta cancellazione, della nullificazione dell’essere umano, visto che i permessi ai detenuti vanno dati sulla base del non distacco dalla società”.

“Tenendo il detenuto dentro il carcere viene portata la mentalità, la logica dei carceri di altissima sicurezza di tipo C, nei carceri di tipo B” ha detto la signora Tsoukalà.

“Stanno cercando di trasferire il peso delle responsabilità sui medici e di esercitare il reato penale dell’alimentazione forzata” ha sostenuto Olga Kosmopoùlou, medico, membro della Segreteria Esecutiva dell’Unione dei Medici Ospedalieri di Atene-Pireo.

“Noi, da parte di Syriza, chiediamo che venga data immediata soluzione alla questione, che venga dato subito il permesso e che si ponga fine a questo atteggiamento del governo da osso duro, che può solo scatenare squilibri” ha detto Zoi Konstantopoulou (deputata di Syriza, n.d.t)

Ha fatto impressione anche l’intervento di Petros Damianòs, insegnante e direttore della Scuola Media – Superiore del carcere minorile di Avlonas. “Abbiamo bisogno di Nikos. L’ho conosciuto per due anni, al secondo e terzo anno del liceo, e vi posso assicurare che non è il solito studente di Avlonas. È uno studente diverso” ha detto.

La conferenza stampa si è tenuta nel pomeriggio di martedì, al teatro occupato Embros con i genitori, professori, medici ed amici dei quattro scioperanti della fame.

Alla conferenza stampa erano presenti anche alcuni deputati di Syriza, tra cui Zoi Konstantopoulou, Mania Papadimitriou, Maria Kanellopoulou e Tasos Kouràkis.

Sulla questione degli studi, il ministro della Pubblica Istruzione Lovèrdos ha affermato che: “Come ministero della Pubblica Istruzione abbiamo garantito tutti i presupposti affinché tutti i carcerati che lo volevano potessero partecipare agli esami per l’ammissione alle università. È anche questa un’opportunità nella vita! Tutto è andato bene. Alcuni giovani ce l’hanno fatta. Garantiremo tutte le opportunità possibili per i loro studi. Sia con gli studi a distanza, dove sarà possibile, sia con la concentrazione dei periodi degli esami, nel caso in cui il detenuto ottenga il permesso dalle autorità competenti, sia con lo svolgimento degli esami all’interno del carcere, se il detenuto per motivi che riguardano altri organi dello stato non prende il permesso […]”.

Iniziativa da parte di Venizèlos

Il presidente del Pasok, vice-presidente del governo e ministro degli Affari Esteri, Evànghelos Venizèlos, ha preso un’iniziativa sul caso di Nikos Romanos martedì sera. Propone una riunione con il ministro della Pubblica Istruzione Andreas Lovèrdos, il ministro Stamàtis e il ministro della Giustizia Charàlambos Athanasìou, affinché venga trovata una soluzione all’educazione dello scioperante della fame.

Fonte: tanea

Traduzione di AteneCalling.org

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