Dall’occhio destro del primo ministro Samaràs all’occhio destro dell’anarchico Gavriìl

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L’esecuzione politica fascista di Pavlos Fyssas è stata seguita dalla violenza fascista della polizia il 18 settembre 2013 e dall’accecamento del manifestante Gavriìl A., colpito da un tiro diretto e assassino di lacrimogeno.

 

Il mattino troveremo anche gli altri. Arriveranno dall’orizzonte, dalle città, dal mare. Ci avvicineremo. Ricominceremo ancora. Ecco un pensiero luminoso! Gli altri! Quelli “come noi”. 

Odysséas Ioannou 

Come sarà passare il resto della vita senza un occhio, con metà della capacità visiva persa per la violenza di una Violenza che “condanna la violenza da qualsiasi parte provenga”, ma che non condanna mai le sue infinite violenze e angherie e che fa sprofondare la società in una vita angusta, insopportabile e brutta?

Davvero, come sarà non avere più un occhio per un colpo “scuola Melista e Korkoneas” (ma ovviamente non tutti i poliziotti sono fascisti della stessa “scuola”) sparato direttamente sulla folla la sera del 18/9/2013 mentre manifestavi a Keratsini per l’omicidio politico di Pavlos Fyssas, ucciso dal coltello di un macellaio di Alba Nera [Melistas è il poliziotto che ha ucciso Michalis Kaltzetas con un colpo di pistola alla testa il 17/11/1985, Korkoneas il poliziotto che ha ucciso Alexis con un colpo di pistola al cuore il 6/12//2008, n.d.t.]? Dove trovi la forza di correre con dolori insopportabili per i corridoi dell’ospedale tenendoti un occhio nella mano mentre intorno a te vedi altri 31 feriti con la testa spaccata?

Davvero, come nascondere la violenza dell’ “arco costituzionale”, della “democrazia che non si vendica”, della frivolezza e del mondo perfetto di scribacchini “progressisti”  e artisti – intellettuali (?) che marciscono fantasticando “con calma e tranquillità” al di sopra della Violenza dello Stato, muti, immobili ed estranei?

Come chiamare quella lacrima ipocrita di commozione, quella parzialità e quell’interesse che si esaurisce nella (veramente) umana constatazione del pericolo che corre l’occhio destro del primo ministro Antonis Samaràs [Samaràs si è operato all’occhio nel 2012; la vicenda è stata seguita per giorni da tutti i media in Grecia, n.d.t.], mentre per la perdita dell’occhio destro di un manifestante le telecamere e gli sguardi sono rivolti a terra e le matite sono mute da quasi un mese e mezzo?

Gavriìl A., militante anarchico per la liberazione dal terrore di un Futuro “carcere e lavoro” in cui tutto è pervaso dalla minaccia della fascistizzazione e della violenza contro la dignità umana! Dal 18/9/2013 cieco dall’occhio destro.

Un (altro) crimine politico impunito…

Tenete nei vostri occhi bene aperti l’immagine della vostra reale Democrazia e della vostra reale Sensibilità, quella di un occhio che rotola sull’asfalto per colpa dei battaglioni d’assalto dell’oligarchia, che con la sua assurdità e arroganza fa da anticamera al nazismo, a un nuovo 1967 e a una nuova epoca delle Bestie anticomunista, oscurantista e post guerra civile, che cerca “teorie degli opposti estremismi” per “ripulirsi” sugli schermi come “garante della democrazia, della stabilità e della normalità”.

Che ha come simbolo e segno di riconoscimento le flash bangs e i lacrimogeni sparati ad altezza uomo, e che spoglia la società di diritti, lavoro, salute pubblica, istruzione, possibilità, sogni e cultura.

Quanto i nostri occhi potranno ancora sopportare la legalizzazione e l’istituzionalizzazione della Violenza Politica da parte di una formazione governativa pseudopatriottica ormai in declino (sprofondata ai più bassi livelli qualitativi e morali della classe politica parlamentare borghese della Grecia del dopogiunta) davanti alla parata del terrorismo e della violenza dello “Stato di diritto”?

Le torture e il trattamento di stampo fascista nel “tempio della democrazia” della Sicurezza Generale [GADA, n.d.t.] nei confronti degli arrestati antifascisti – anarchici.  Le derisioni e le offese corporali (e non solo) nei confronti di Faye Meyer e Dimosthenis Papadatos da parte dell’ “antiterrorismo”. Il pestaggio dei quattro arrestati per la rapina alla Banca di Velvetòs vicino Kozani. Del manifestante Ghiannis Kafkàs, che ha lottato per giorni in terapia intensiva dopo l’aggressione dei MAT l’11/5/2011. Il brutale accanimento contro la manifestazione per Kostas Sakkàs, in sciopero della fame, e la sua repressione sui marciapiedi del viale Areopagito il 10/7/2013. Il cranio fratturato e i danni cerebrali subiti dal fotoreporter Marios Lolos a causa del pestaggio dei MAT il 5/4/2012. La rottura del timpano destro di Maria Kasola per una bomba stordente il 6/5/2010.  Stessa cosa accaduta al manifestante Panaghiotis Samios, al giornalista Manolis Kypreos che ha perso del tutto l’udito il 15/6/2011,  a Thodorìs Panaghiotidis, che ha ancora problemi di udito per il lancio di una bomba stordente nel febbraio 2009 durante una manifestazione di residenti di Patissià davanti al municipio di Atene, e a molti altri che hanno pagato con gravi danni alla salute la loro partecipazione a mobilitazioni popolari.

Gavriìl A. è in una situazione peggiore di tutte le vittime della brutalità poliziesca: ha perso un occhio e il suo caso, anche se doveva essere in cima alla “agenda dell’attualità”, se ne trova completamente al di fuori, nel silenzio complice che collega Katechakis, Maximou, Ippokratous e il mercato televisivo.

Sta solo a noi, che siamo fuori dal circolo di questo silenzio, sostenere Gavriìl A., altrimenti senza di noi il nostro fratello non potrà far sentire la sua voce; diamogli il nostro sostegno economico e psicologico!

Compagno/a, nell’immiserimento e nell’oppressione può darsi che tu non sia per nulla d’accordo con me, può darsi che i “maestri” del potere ti abbiano “insegnato” che io sono il tuo “nemico interno”, il “terrorista”, il “piromane della Marfin”, il “teppista”, l’ “altro estremo”. Può darsi che con i miei errori, per narcisismo ed egocentrismo politico, ti abbia “aiutato” anch’io a stare contro di me e non al mio fianco. Ma la perdita dell’occhio di una persona per colpa di questa forma di Violenza fascista non può non unirci…

Questa lotta è per gli occhi dei nostri figli, perché continuino a guardare il cielo e la luce di un Mondo migliore, in cui gli occhi non correranno il pericolo degli spari della barbarie del potere e del totalitarismo del Profitto. La Vita che non sarà un “colpo di scopa” per la “salvezza” di un’illegalità e di un disordine economici disumani e antisociali.

Gavriìl A. in tutti questi anni ha militato per le strade e ha fatto diventare in ogni momento realtà le sue idee e il suo amore per l’essere umano e per il valore della vita.

Notte e giorno per gli affamati, i senzatetto, i caduti, gli esclusi, i “numeri” che crollano sotto i colpi della Violenza “del riassestamento della nazione e delle riforme che devono essere portate avanti”, per tutte le vittime che “i danni collaterali” lasciano dietro di loro.

Gavriìl A. ha bisogno della nostra solidarietà, ora che i medici provano a salvare ciò che possono, “se si può”, e che dovrà affrontare una serie di operazioni molto costose e di spese farmaceutiche e ospedaliere.

I nostri occhi sono chiamati a mostrare la nostra solidarietà, per quel poco che possiamo fare.

di Panaghiotis Papadòpoulos

*Conto per gli aiuti economici ALPHA BANK: 209 – 00 – 2340003387, Γαβριήλ Α / Gavriìl A.

*Cassa per gli aiuti economici: Spazio sociale Vox/ Kinonikòs chòros Vox, Themistokléous kai Arachòvis, platìa Exarchìon / Κοινωνικός χώρος Βοξ, Θεμιστοκλέους και Αραχόβης, πλατεία Εξαρχείων.

Fonte: epohi.

Traduzione di AteneCalling.org

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