Denunciati due casi di tortura nei centri di detenzione per migranti

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Il movimento “Uniti contro il razzismo e la minaccia fascista” (KEERFA) e la Comunità pakistana in Grecia denunciano due casi di tortura nei centri di detenzione per migranti

Petros Konstantinou, coordinatore del movimento “Uniti contro il razzismo e la minaccia fascista” e candidato a sindaco di Atene, e il capo della Comunità pakistana in Grecia Javed Aslam con una conferenza stampa hanno denunciato casi di torture nei centri di detenzione per migranti.

In particolare, hanno citato due casi: il primo riguarda la denuncia di Daut Ahmed per torture con elettroshock poiché, come riportato, si è rifiutato di firmare la sua partenza volontaria dal paese. Lo stesso ha sporto denuncia per l’accaduto ma, come ha detto lo stesso Konstantinou, ha subito pressioni per ritirarla, cosa che non ha fatto. 

La KEERFA chiede spiegazioni sul perché la Direzione Affari Interni della polizia greca non sia ancora giunta alla conclusione delle indagini dato che, come riferisce, la vittima ha riconosciuto due poliziotti e il fatto è accaduto nel giugno del 2013. Konstandinos ha sottolineato che la vittima si è trovata almeno tre volte nel mirino e ha sporto altre denunce per percosse, perché in prima linea durante le mobilitazioni dei migranti nei centri di detenzione.

La seconda denuncia riguarda i danni permanenti subiti da Vakil Ahmed agli organi genitali quando ha chiesto assistenza farmaceutica, che gli è stata negata. Petros Konstantinos e Javed Aslam hanno chiesto la chiusura dei centri di detenzione, che hanno definito <<campi di concentramento>>.

Fonte: efsyn.gr

Traduzione di AteneCalling.org

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