Detenzione fino al crollo finale

getF54676ile

Il parere recentemente emesso dal Consiglio dell’Avvocatura dello Stato che ha proposto la detenzione a tempo indeterminato per i migranti è stato immediatamente adottato dalla polizia greca che, con un documento  pubblicato  dal giornale “Ef.Syn.”, fornisce istruzioni ai dipartimenti di polizia per gli stranieri sulla maniera in cui dovrà essere applicata questa <<aberrazione giuridica>>, come è stata definita.

La decisione del Consiglio, che ha lasciato senza parole tutti coloro che si occupano di diritti umani, è stata definita una <<aberrazione>> che con acrobazie giuridiche prolunga indefinitamente il periodo di detenzione di 18 mesi – già ai limiti della legalità – per i migranti, finché gli stessi non forniscono il loro <<consenso>> alla loro espulsione <<volontaria>>.

Il giornale “Ef.Syn.” pubblica il documento del comando della polizia greca, datato 22 marzo, intitolato <<Detenzione amministrativa degli stranieri con superamento del limite di 18 mesi ai fini del loro allontanamento – Applicazione di misure restrittive>>.

Chiarimenti 

Il documento offre ulteriori chiarimenti ai dipartimenti per gli stranieri sulla <<gestione degli stranieri>> ed è accompagnata dai modelli dei moduli che dovranno essere compilati:

<<Prima del raggiungimento del limite massimo del periodo di detenzione e tempestivamente (almeno 3 mesi prima) dovrete informare per iscritto i detenuti stranieri che la loro detenzione proseguirà a causa del loro rifiuto a collaborare e, prima dello scadere del periodo di 18 mesi di detenzione, dovranno collaborare affinché vada a buon fine il loro allontanamento volontario dal Paese [sic] >>.

<<Altrimenti sarà loro imposta la misura cautelare di permanenza obbligatoria in un centro di detenzione finché non acconsentiranno a collaborare al loro allontanamento o alla loro espulsione >>.

Secondo alcune informazioni la polizia è pronta a consegnare i documenti a decine di detenuti che stanno finendo di scontare il periodo di detenzione di 15 mesi in questi giorni. Medici Senza Frontiere ha comunicato ieri che la settimana scorsa il provvedimento è stato applicato in almeno due centri di detenzione, a Paranesti (Drama) e a Fylakio (Evros), e ha scosso profondamente i detenuti.

<<Siamo arrabbiati>> ha dichiarato Ioanna Kotsioni, responsabile per l’immigrazione dell’organizzazione. <<Questa è la prova del fatto che le politiche sull’immigrazione stanno determinando un trattamento ancora più duro nei confronti dei migranti, detenuti per mesi in condizioni inaccettabili. Ancor peggio, la minaccia della detenzione a tempo indeterminato viene utilizzata come mezzo di coercizione>>.

Il parere n. 44/2014 del Consiglio dell’Avvocatura dello Stato, approvato il 28 febbraio dal ministro dell’Ordine Pubblico, è stato emesso in seguito a un’interrogazione della polizia sul trattamento da riservare ai detenuti in attesa di essere espulsi che avrebbero concluso i 18 mesi di detenzione e avrebbero dovuto essere rimessi in libertà.

Il Consiglio ha fatto un ulteriore passo di allontanamento dallo stato di diritto, rispondendo che i detenuti dovranno rimanere nei centri di detenzione finché non collaboreranno alla loro espulsione.

Come è stato sottolineato, anche la detenzione di 18 mesi è contraria ad ogni consuetudine del diritto e inoltre non ha alcun senso se a subirla sono detenuti la cui espulsione non è attuabile.

Per coprire questo sopruso, il Consiglio trasforma una misura di natura amministrativa come l’imposizione di misure restrittive in un provvedimento di privazione completa della libertà, come la detenzione nelle caserme di polizia e nei centri di espulsione.

E la giustifica con argomentazioni del tipo più reazionario, considerando indiscriminatamente come pericolosi, perché ritenuti poveri (!), tutti i migranti sprovvisti di documenti e sostenendo che la scarcerazione dei detenuti <<porterà inevitabilmente a un aumento significativo della popolazione di migranti non regolari nel paese, con conseguenze negative sull’ordine pubblico e la sicurezza, poiché questi migranti non hanno mezzi di sostentamento>>.

Si tratta ovviamente di detenuti il cui unico reato è una violazione amministrativa – forse addirittura commessa dal datore di lavoro che non mette in regola i suoi impiegati stranieri, ma che non va in galera.

Ipocrisia 

In un culmine di ipocrisia, nel testo si sostiene che tutto questo sia per il bene dei detenuti. <<Parallelamente all’interesse pubblico, viene protetto anche quello individuale,  poiché si tratta di persone vulnerabili, senza fissa dimora, senza documenti e senza la possibilità di lavorare che rischiano di trovarsi in estrema difficoltà o di cadere nella rete dello sfruttamento>>.

<<La detenzione amministrativa a tempo indeterminato contrasta palesemente con le regole dello stato di diritto, offende i diritti fondamentali che la Costituzione riconosce a chiunque si trovi sul territorio greco e spinge l’amministrazione greca all’esercizio di pratiche illegali, che di conseguenza possono essere sottoposte a un controllo alla luce del diritto nazionale, europeo ed internazionale>> dichiara il Consiglio Greco per i Rifugiati, chiedendo la revoca immediata della decisione ministeriale.

Spiros Koulocheris

(Consiglio Greco per i Rifugiati)

Una persona può essere ritenuta pericolosa per l’ordine pubblico e la sicurezza solo in seguito a una sentenza del tribunale. Secondo l’opinione del tutto arbitraria del Consiglio, i migranti irregolari in generale non hanno mezzi di sostentamento e per questo sono pericolosi per l’ordine pubblico e la sicurezza. In sostanza, in maniera inappropriata e provocatoria, qualifica come pericolosi gli emarginati e i poveri. Inoltre distorce le disposizioni sui termini restrittivi, considerando la detenzione un <<termine restrittivo>>. E’ ovvio che il testo oltrepassa il limite dell’interpretazione giuridica e sfiora quello della patologia.

Kleio Papapantoleon

(Lega Greca per i Diritti dell’Uomo)

L’inaudita e autoritaria ridefinizione della detenzione amministrativa come termine restrittivo di permanenza obbligatoria, costituisce una vergogna per le istituzioni, un provvedimento razzista che offende tanto il Consiglio che l’ha formulata quanto lo stato che si è affrettato ad applicarlo. L’istituzione della detenzione a tempo indeterminato per gli stranieri prepara il terreno anche alla detenzione cautelare oltre il termine costituzionale dei 18 mesi, basterà chiamarla <<termine restrittivo di permanenza in un istituto penitenziario>>.

Younous Mohamadi

(Forum Greco dei Rifugiati)

Qualsiasi misura si applichi, arriveranno profughi. La detenzione non è la soluzione, tanto più quando le condizioni dei centri di detenzione sono così disumane e vergognose da trasformarli in luoghi di tortura. Le persone escono da lì dentro con problemi medici e psichiatrici. Immaginate ora che verrà prolungata a tempo indeterminato. Queste pratiche peggiorano l’immagine del paese nella comunità internazionale di giorno in giorno, offendono la stessa Grecia.

di Dimitris Anghelidis

Fonte: efsyn.gr

Traduzione di AteneCalling.org

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


quattro − = 3