Due anni di prigione al coordinatore del comitato Spartaco

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FORSE SONO STATE LE INDISCREZIONI SUGLI HOTSPOT A DARE FASTIDIO

Con due anni di prigione, oggi, 30 marzo 2016, la giustizia greca ha punito il comitato di solidarietà dei soldati per la sua solidarietà con i giovani in età da leva, per aver sollevato delle questioni all’interno dell’esercito circa i comportamenti violenti degli ufficiali coi soldati semplici, per aver denunciato il riciclaggio di denaro sporco intorno alla compravendita di armi, per le campagne antimilitaristiche, per la solidarietà ai rifugiati e ai migranti e a tutti quei commilitoni che si rifiutano attraverso il voto e attraverso menzioni di essere complici dei campi di concentramento (HOT SPOT) del governo di Syria-ANEL e dell’UE.

L’ultima questione posta dal comitato di solidarietà dei soldati pare abbia infastidito non poco i circoli locali ed europei. L’occasione l’ha data l’accusa di diffamazione depositata contro il comitato da parte di un ufficiale dell’esercito contro il quale il comitato aveva reso pubblica una denuncia fatta da alcuni soldati semplici che gestivano la loro pagina web.

Nel posto dell’accusa si è trovato Nikos Argyriou, membro del comitato di solidarietà dei soldati e admin della pagina web di Spartakos che ha pubblicato la denuncia. La polizia postale ha identificato i dati dell’admin e ha immediatamente fatto patire il processo. Nikos Agryriou è stato condannato a due anni di carcere e tre di sospensione. Come ha dichiarato sia lo stesso che il suo avvocato difensore Antonia Legaki, ci sarà ricorso in appello. Si tratta di una decisione epocale, indicativa del clima e della nuova era nella quale siamo arrivati, che porta, tra le altre cose, una firma “di sinistra”.

Fonte: kollectnews.gr

Traduzione di AteneCalling.org

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