ERT: il commento di Deliolanes, corrispondente dall’Italia

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Dal giugno scorso in autogestione da parte dei lavoratori la radio televisione pubblica, dopo la scelta di chiuderla da parte del governo. Un commento a caldo con Dimitri Deliolanes, corrispondente proprio dell’Ert dall’Italia.

“L’azione di forza di oggi da parte del governo Samaras è la logica conseguenza della brutalità e della violenza con cui da un giorno all’altro l’Ert è stata chiusa, a dimostrazione che l’informazione è prima di tutto un problema di democrazia visto che l’Ert era un’azienda in attivo”. Dimitri Deliolanes ha seguito in diretta stamattina gli avvenimenti e racconta di come “i miei colleghi non hanno opposto resistenza ma hanno continuato a fare fino all’ultimo il loro mestiere: informare i cittadini. La stessa scelta l’avevano fatto in molti continuando a trasmettere in streaming e in digitale, fino a quando oggi il segnale non è stato spento dalle forze dell’ordine. Sono stati momenti drammatici, che mi hanno ricordato gli ultimi minuti e la chiusura di Radio Alice a Bologna nel ’77”.

Ma perché il governo ha deciso d’intervenire proprio ora? “Dopo il pasticcio della chiusura imposta in fretta e furia dai memorandum della Troika – ci spiega Deliolanes – il governo sta provando a riaprire un’emittente di stato che sia vicina all’esecutivo. Per farlo doveva spegnere la voce di Ert e dei suoi lavoratori, rientrando in possesso anche degli studi e delle attrezzature. In questi mesi nessuno ha tentato veramente di trattare con chi stava autogestendo le trasmissioni, per difendere il proprio lavoro e il servizio pubblico, si è voluti arrivare al muro contro muro”. In questo momento alcuni rappresentati dei lavoratori stanno inventariando il materiale dentro la sede dell’Ert, “un materiale che appartiene alla collettività che i lavoratori vogliono tutelare”.

Ad applaudire l’operazione anche Alba Dorata, mentre le opposizioni di sinistra stanno protestando veementemente contro la scelta. Centinaia di persone al diffondersi della notizia si sono portate spontaneamente fuori il palazzo dell’Ert per protestare e mostrare la propria solidarietà ai lavoratori. Ci sono atati anche alcuni momenti di tensioni con il lancio di lacrimogeni da parte delle forze dell’ordine.

L’operazione contro l’Ert arriva nel momento in cui il governo sta contrattando l’ennesima tranche di prestiti con la Troika che in cambio vuole la piena applicazione del programma d’austerity, la completa svendita delle partecipazioni statali e l’ulteriore compressione di salari e pensione.

Di Redazione DINAMOpress

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