Esplosione a The Mall con il timbro del para-stato


L’esplosione di ieri a The Mall, a Maroussi, può avere vari bersagli e destinatari. Ma le sue menti, ed è qui che si trova la sostanza visto che i suo organi esecutivi potrebbero essere persone del codice penale comune, possono essere solo due. Il terrorismo di estrema sinistra o quello di estrema destra, con la forma che ha già assunto, cioè quella del parastato.

Se si trattasse di un atto terrorista di estrema sinistra, avrebbe mirato al consenso della gran parte della classe laica, rispetto al bersaglio scelto, all’ammirazione di una parte della società e al rafforzamento di quella vaga, ma comunque esistente, coscienza rivoluzionaria. In questo modo ha agito per anni la 17 Novembre e per questo anche le sue azioni erano ben accolte dagli strati sociali laici.

Questa specifica azione in questo specifico momento non ha queste caratteristiche. Il centro commerciale di Marousi è visitato quotidianamente da migliaia di persone di tutte le classi sociali e di tutte le età, anche solo per fare un giro, e in particolare dai molti giovani che si incontrano là per prendere un caffè o per andare al cinema. Quindi, indipendentemente dalla violazione delle leggi urbanistiche da parte di Bobolas (architetto) nella coscienza del mondo non è un “vergognoso simbolo del capitalismo”.

Questa azione, dunque, può provocare una reazione tra la gente simile a quella di mio figlio 16enne, che ha esclamato: “ma che cosa irrilevante era questa?”. Di conseguenza produce una paura a livello psicologico, che sarà tradotta nell’evitare questo centro commerciale come punto di incontro, almeno per un po’. Per lo stesso motivo, molti eviteranno di fare la spesa là. Questo, si intende, non crea e non sviluppa alcuna coscienza rivoluzionaria.

Al contrario contribuisce al rafforzamento di una psicologia del terrore, sotto il regime in cui si trova la stragrande maggioranza del popolo greco in questi ultimi due anni, che viene tradotto nel non sapere cosa ti aspetta il giorno dopo, quale sarà la prossima riduzione del salario, se sarai licenziato, che nuova imposta dovrai pagare, adesso ci sarà anche il timore che possa verificarsi un’esplosione mentre cammini o fai la spesa. L’effetto principale di questo episodio, sarà dunque un rafforzamento del sentimento di insicurezza. In una sceneggiatura del genere, questa azione rende più conservatrice la società.
Lo vediamo dall’altra parte, cioè quella del mondo del commercio rappresentato da The Mall. Il fatto sicuro è che c’è una riduzione nelle vendite, specie nel periodo in cui iniziano i saldi, dovuta alla poca gente che esce. Alla già ridotta domanda causata dalla recessione politica e dall’austerità imposta dai memoranda, dalle tasse aumentate ulteriormente dal governo, viene ad aggiungersi, in questo periodo cruciale di inizio dei saldi, una ulteriore ferita.
La classe sociale dei commercianti, tra l’altro, ha già provato storicamente di non saper lottare per rivendicare: o licenzia gli impiegati per ridurre le perdite di profitto, o abbassa le serrande e parte, o si avvicina ancor di più ai suoi oppressori, a quelli cioè che l’hanno strangolata economicamente, chiedendo maggiore protezione. Se non vede che le viene data, allora si rivolgerà a dei protettori politici, che di norma si muovono più a destra dei partiti al potere. Non dimentichiamo, tra l’altro, che è questa classe che ha sempre offerto il suo sostegno ai regimi dittatoriali e fascisti, in tutto il mondo.  
Ed a questo punto arriviamo a mio avviso alle due più importanti dichiarazioni di ieri, che riguardano l’esplosione a The Mall. Si tratta della Confederazione nazionale del mercato greco “che chiama le istituzioni politiche e sociali a raggiungere un consenso nazionale per porre fine al clima di disdegno e di radicalizzazione”. Come se l’attacco terroristico fosse il risultato del “disdegno e della radicalizzazione” e non della politica economica seguita in questi due anni sotto gli ordini della Troika e grazie all’obbedienza dei governi greci.
Ma cosa ci si potrebbe mai aspettare da una Confederazione che rielegge con oltre l’80% dei voti un membro di Nea Dimokratia che ha rifiutato per tre volte di candidarsi come sindaco di Pireo con il suo partito, dicendo: “preferisco avere di fronte il comune”, e che ultimamente ha minacciato di lasciare sia Nea dimokratia che la Confederazione, se dovesse essere approvata la liberalizzazione dell’orario dei negozi. Dove cercherà rifugio in questo caso il signor Korkìdis? Questione di carattere enciclopedico (n.d.t. l’autore lascia intendere che andrà ad ingrossare le fila di Alba Dorata)
L’altro annuncio interessante è quello di Alba Dorata, che parla di “terrorismo di sinistra e chiede l’arresto e la punizione degli autori”, mentre in un altro commento sul loro sito parla di un “progetto di destabilizzazione del paese che è in atto”. È veramente tragico e nello stesso momento comico, che questa cosa nazista che in ogni occasione disprezza la Costituzione e l’istituzione parlamentare del paese, sostenga di interessarsi alla sua stabilità.
A questo punto, forse, è interessante quello che viene sottolineato dall’inchiesta di Pubblic Issue  (pubblicata sul giornale “I epochi” del 24.6.12) rispetto al profilo degli elettori di Alba Dorata, che erano dei datori di lavoro-imprenditori. Si tratta della classe sociale che, come abbiamo già detto, cerca la sicurezza e si incolla alla versione più reazionaria dello stato nei periodi di crisi, nonostante poi, quando è già troppo tardi, si renda conto che non le offre quello che desiderava, perché gli stati fascisti storicamente hanno sempre servito il grande capitale e non quello medio-piccolo.
Concludendo, credo che l’attacco terroristico di ieri aveva come bersaglio e come destinatario quella classe sociale dalla quale Alba Dorata spera di trarre nuovi elettori. In questo senso, sarà difficile dubitare della provenienza degli attori parastatali, indifferentemente dalla veste che indosseranno.

di Marina Vichou 

Versione originale in greco: tvxs
Tradotto da atenecalling

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