Grecia al voto, un messaggio all’Europa

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Sei anni di reces­sione, tre pro­grammi di «sal­va­tag­gio» lacrime e san­gue e nuovi tagli all’orizzonte in virtù dell’accordo tra la troika (Fmi, Ue, Bce) e il governo di «grande coa­li­zione» com­po­sto da Nea Demo­kra­tia (con­ser­va­tori) del pre­mier Anto­nis Sama­ras e il Pasok (socia­li­sti). Per la prima volta i greci hanno votato in massa per dire «no» a que­ste poli­ti­che neoliberiste.

Il primo turno delle ele­zioni ammi­ni­stra­tive, un’anteprima rispetto al voto euro­peo del 25, è finito con una vit­to­ria par­ziale della sini­stra radi­cale greca, Syriza, gui­data da Ale­xis Tsi­pras. Il qua­dro com­ples­sivo, però, è in chia­ro­scuro. Biso­gna regi­strare, infatti, sia la forte pre­senza elet­to­rale dei neo-nazisti di Alba Dorata ad Atene, sia la tenuta dei can­di­dati ricon­du­ci­bili all’area di governo nelle regioni peri­fe­ri­che del Paese. Syriza si è affer­mata nella capi­tale e nella regione dell’Attica, la più popolosa.

Si tratta dun­que di risul­tati tutto som­mato con­trad­dit­tori e, per que­sto motivo, inter­pre­tati in maniera diversa dai vari espo­nenti delle forze poli­ti­che. Tutti si sono pre­sen­tati con­tenti davanti alle tele­ca­mere, sot­to­li­neando gli sba­gli e le carenze degli avver­sari. Die­tro le quinte, però, nes­suno nasconde la pro­pria ansia per i risul­tati del secondo turno dome­nica prossima.

Tsi­pras, can­di­dato pre­si­dente della Com­mis­sione euro­pea, si dichiara sod­di­sfatto. Per la prima volta i can­di­dati di Syriza segnano delle per­cen­tuali così alte ad Atene e nella regione dell’Attica, la più grande del ter­ri­to­rio, che rac­co­glie quasi un terzo della popo­la­zione greca. A livello sim­bo­lico, quindi, visto il rilievo di que­ste due bat­ta­glie elet­to­rali nel cuore del paese, si può dire che la sini­stra radi­cale ha vinto. Il suo can­di­dato sin­daco della capi­tale, Gavriil Sakel­la­ri­dis, un gio­vane eco­no­mi­sta ed atti­vi­sta, è arri­vato secondo, otte­nendo il 19,9%, poco meno rispetto al sin­daco uscente, Jor­gos Kami­nis, un indi­pen­dente appog­giato dal centro-sinistra (21,1%). Nella regione dell’Attica la can­di­data di Syriza, Rena Dou­rou, è in van­tag­gio dell’1,5% sul suo avver­sa­rio, Jan­nis Sgou­ros, attuale pre­si­dente, anche egli di centro-sinistra: 23,8% con­tro il 22,1%.

Il fatto straor­di­na­rio è, inol­tre, che per la prima volta negli ultimi quarant’anni, dalla caduta cioè della giunta dei colon­nelli, ven­gono esclusi dal bal­lot­tag­gio i can­di­dati con­ser­va­tori ad Atene e nell’Attica. In entrambi i casi si è trat­tato di can­di­da­ture boi­cot­tate anche in seno a Nea Demo­kra­tia, in par­ti­co­lare da quelli che non vedono di buon occhio il cor­teg­gia­mento del pre­mier Sama­ras nei con­fronti dei neo-nazisti di Alba Dorata. Come, per esem­pio, l’ex mini­stra degli esteri, Dora Bakoyanni, figlia dell’ ex primo mini­stro Kostan­tino Mitso­ta­kis, che ha votato per il can­di­dato del Pasok e non per quello del suo par­tito in segno di pro­te­sta con­tro Sama­ras. Scon­fitta dei can­di­dati con­ser­va­tori pure a Salo­nicco, dove ha otte­nuto la mag­gio­ranza rela­tiva una can­di­da­tura indi­pen­dente di cen­tro­de­stra ma in oppo­si­zione a quella uffi­ciale impo­sta dallo stesso Samaras.

Di fronte al «rischio» di vit­to­ria di Syriza nei bal­lot­taggi, la for­ma­zione del pre­mier ha deciso che dome­nica pros­sima appog­gerà i can­di­dati del centro-sinistra. Nea Demo­kra­tia si può con­so­lare con il fatto che i suoi can­di­dati hanno rac­colto la mag­gio­ranza rela­tiva in otto delle tre­dici regioni. Oltre al buon risul­tato dell’Attica, Syriza va al bal­lot­tag­gio nel Pelo­pon­neso e in un’altra regione. Il par­tito di Tsi­pras avrebbe forse otte­nuto di più se, in alcuni casi, avesse pre­fe­rito can­di­dati più uni­tari (e rico­no­sci­bili nella società) e non per forza iscritti al movimento.

La tenuta di Nea Demo­kra­tia nelle regioni peri­fe­ri­che ha per­messo al pre­mier Sama­ras di salu­tare come posi­tivo l’esito elet­to­rale, invi­tando i greci a votare la pros­sima dome­nica «per la sta­bi­litá con­tro le poli­ti­che avven­tu­rose» di Syriza. Non una parola sulle disa­strose con­di­zioni della Gre­cia, arri­vata a que­sto punto anche a causa delle misure appli­cate dal suo par­tito e dal Pasok, al governo da quarant’anni. Da parte sua, Tsi­pras ha sot­to­li­neato che il voto è stato un refe­ren­dum con­tro l’austerità, che sarà bis­sato con sucesso dome­nica prossima.

Posi­tivo l’esito del refe­ren­dum vero e pro­prio sulla deci­sione presa dal governo di pri­va­tiz­zare l’Ente dell’acqua a Salo­nicco. Nono­stante il ten­ta­tivo del mini­stro degli interni di impe­dire la rea­liz­za­zione del refe­ren­dum anche con minacce ai sin­daci, tutti i primi cit­ta­dini della zona di Salo­nicco, a pre­scin­dere dal loro orien­ta­mento, appog­giati da movi­menti di massa, hanno dato una rispo­sta chiara al governo cen­trale orga­niz­zando comun­que la con­sul­ta­zione. Il 98% degli elet­tori ha votato no, cioè con­tro la sven­dita a mul­ti­na­zio­nali ad un prezzo tra l’altro strac­ciato dell’Ente dell’acqua.

La cosa senz’altro più pre­oc­cu­pante di que­sto appun­ta­mento elet­to­rale riguarda il raf­for­za­mento di Alba Dorata. Ad Atene, i neo-nazisti hanno tri­pli­cato la loro forza rispetto alle ammi­ni­stra­tive del 2010, pas­sando dal 5 al 16,2%, una man­ciata di voti die­tro a Nea Demo­kra­tia. E que­sto nono­stante le mobi­li­ta­zioni anti­fa­sci­ste di massa orga­niz­zate dalle sini­stre e le inda­gini della giu­sti­zia che hanno carat­te­riz­zato Alba Dorata come un’organizzazione cri­mi­nale. Un anno fa infatti si poteva ancora dire che una fetta degli elet­tori votava Alba Dorata per pro­te­sta, nel ten­ta­tivo di punire i due prin­ci­pali par­titi del potere, Nea Demo­kra­tia e Pasok. Ma dopo le rive­la­zioni di una parte della stampa e le inda­gini sugli atti cri­mi­nali dei neo-nazisti (una parte dei depu­tati di Alba Dorata sono già incar­ce­rati) non c’è più giu­sti­fi­ca­zione per chi vota il par­tito xeno­fobo. Non si può più par­lare di anal­fa­be­ti­smo sto­rico oppure di una sem­plice igno­ranza di fronte ai cri­mini com­piuti dai neo-nazisti. Il can­di­dato di Alba Dorata è stato escluso dal bal­lot­tag­gio nelle ammi­ni­stra­tive di Atene, ma sicu­ra­mente saranno eletti degli euro­de­pu­tati nelle ele­zioni di dome­nica pros­sima. E ciò gra­zie ai voti di migliaia di greci senza tener conto che è in gioco la stessa demo­cra­zia nel paese dove è nata.

di Pavlos Nerantzis, Salonicco 19.05.2014

Tratto da ilmanifesto

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