Grecia e USA perseguitano i prigionieri politici turchi e kurdi

logoepitropi

Gli agenti americani vogliono interrogare i detenuti turchi!

Il 30 maggio ad Atene, a Exarchia, con la collaborazione di MIT, CIA e servizi segreti greci è stato sequestrato il rivoluzionario turco Bulut Yayla e in modo illegale è stato consegnato alla Turchia. Dopo questo fatto, gli Stati Uniti hanno inserito il nome di Bulut Yayla nella lista dei terroristi internazionali. Bulut Yayla faceva parte del movimento studentesco in Turchia ed è sotto processo come terrorista per la partecipazione ad azioni democratiche, come il Primo Maggio, il sostegno agli scioperi dei lavoratori, le manifestazioni politiche ecc.

In un documento venuto fuori durante il processo ad Hasan Biber, in sciopero della fame per non essere estradato in Turchia, gli USA chiedevano tutti i documenti e le prove (carta d’identità, passaporti, computer sequestrati durante il blitz della polizia, DNA ecc) relativa ad Hasan Biber, Mehmet Yayla, Erdogan Cakir, Ahmet Duzgun Yuksel e Sinan Oktay Ozen, rivoluzionari turchi detenuti nel carcere di Korydallos [in Grecia, ndt]. È stato poi scoperto un documento del Ministero della Giustizia statunitense con il quale era stato chiesto un’interrogatorio, poi realizzato da agenti dell’FBI. La settimana scorsa, il GIP ha informato Ahmet Duzgun Yuksel e Erdogan Cakir che gli agenti dell’FBI sono venuti per interrogarli.

Venerdì 29 novembre, con il permesso e l’approvazione del Ministero della Giustizia, si sono recati al carcere di Korydallos un GIP, un interprete e due agenti dall’ambasciata americana chiedendo di interrogare Ahmet Duzgun Yuksel.

È un’offensiva, iniziata in Grecia con il sequestro di Bulut Yayla, che supporta il fascismo turco nell’interesse assoluto degli USA. I sequestri, gli arresti, i processi e le estradizioni sono parte di questi attacchi. Oggi ci chiedono di accettare di essere interrogati dagli americani. Noi, i rivoluzionari turchi non accetteremo in nessun caso interrogatori dagli americani, né riconosceremo le loro mosse arbitrarie. La Grecia cerca di tenere sotto pressione i rivoluzionari turchi, minacciandoli, e li consegna agli agenti americani.

Non è un crimine lottare contro l’imperialismo e il fascismo. Il crimine è collaborare con l’imperialismo e il fascismo. La Grecia deve porre fine a questa collaborazione e ritirare il permesso dato dal Ministero della Giustizia agli agenti americani per interrogare i detenuti turchi. Contro la politica della persecuzione con cui vogliono piegare i rivoluzionari turchi, invitiamo il popolo greco, le organizzazioni e i partiti della sinistra, le istituzioni  democratiche, i sindacati ed ogni rivoluzionario democratico a mostrare la sensibilità su questo tema, ad essere solidali denunciando questo attacco.

Su tutti questi temi, terremo una conferenza stampa mercoledì 4 dicembre alle ore 12:00. Vi invitiamo ancora una volta a partecipare, mostrando il vostro sostegno.
Per saperne di più e per seguire gli sviluppi: oagonas.blogspot.gr

Comitato di solidarietà con i prigionieri politici in Turchia e in Kurdistan

Traduzione di AteneCalling.org

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


− 8 = uno