Ierissos: polizia arresta attivisti, abitanti assaltano commissariato

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Durante la notte le forze speciali della polizia ellenica hanno assaltato di nuovo Ierissos per arrestare due attivisti del movimento contro la miniera d’oro. Per tutta risposta gli abitanti del paese hanno devastato il commissariato di polizia e assediato il tribunale.
Scontri durissimi si sono verificati ieri notte a Ierissos, località del nord della Grecia da anni in lotta contro la devastazione ambientale derivante dalla realizzazione di una miniera d’oro imposta da una multinazionale straniera con la complicità della classe politica ellenica.
Scontri che nel piccolo centro della Penisola Calcidica sono culminati con un assalto popolare al commissariato di Polizia, che è stato devastato. E’ stata questa la reazione della popolazione locale e dei comitati che si oppongono alla miniera all’ennesimo rastrellamento realizzato dalle forze speciali che, alle 3 del mattino, hanno fatto irruzione in due case di residenti, sfondando le porte e terrorizzando gli occupanti, per arrestare due attivisti accusati di aver partecipato ad un’azione di sabotaggio che alcuni mesi fa ha comportato la distruzione di uno dei macchinari usati per scavare i tunnel della miniera che la Eldorado Gold Corp sta realizzando nella regione contro la volontà dei suoi abitanti.
“Poco dopo le 3 di notte, mentre dormivo in casa con mio marito e i nostri 3 figli, abbiamo sentito forti rumori. Qualcuno stava tentando di buttare giù la porta con delle barre di ferro. Abbiamo chiesto spaventati chi fosse, ma i colpi sono continuati. Finchè ci hanno risposto ‘Polizia, aprite la porta’. Abbiamo aperto e sono entrati sei agenti incappucciati che si sono portati via mio marito” ha dichiarato alle tv elleniche la moglie di uno degli arrestati con l’accusa di tentato omicidio, organizzazione a delinquere ed uso di esplosivi.
“I due cittadini di Ierissòs sono stati arrestati come se si trattasse di mafiosi dalla polizia che ha fatto irruzione, rotto le porte dei loro appartamenti in piena notte e li ha portati via di fronte ai loro figli. Secondo i familiari, non hanno nemmeno bussato alla porta, ma le hanno rotte come delinquenti comuni” hanno denunciato gli abitanti del paese. Al contrario il ministro dell’Interno Dendias afferma che i poliziotti hanno dovuto far ricorso alla forza in quanto i residenti si erano rifiutati di aprire le porte agli agenti.
Dopo l’assalto della polizia, le campane delle chiese hanno cominciato a risuonare in tutta la valle. Appena a Ierissos si è diffusa la voce dell’ennesimo atto di prepotenza da parte della polizia, che negli ultimi mesi più volte ha invaso il centro abitato e terrorizzato e arrestato gli abitanti, un centinaio di persone si sono riunite in piena notte nella piazza principale del paese e dopo una breve assemblea si sono dirette verso il commissariato di Polizia che è stato letteralmente assaltato. I manifestanti hanno dapprima distrutto mobili, suppellettili e computer e poi a centinaia si sono spostati verso il tribunale di Polygyros, protetto da vari cordoni di MAT, per protestare contro l’arresto dei due compaesani. L’assedio popolare alla fine ha convinto i giudici a trasferire il processo a Salonicco.
Nel frattempo altri abitanti del paese, e attivisti sopraggiunti da altri centri vicini grazie al tam tam, hanno eretto barricate attorno a Ierissòs, per impedire o almeno rallentare l’arrivo di rinforzi delle forze dell’ordine inviati dai comandi di Salonicco.
Il ministro dell’Interno, pensando di offendere i comitati che si battono contro la devastazione del loro territorio, ha accusato gli abitanti di Ierissos di fare come “quel villaggio della Gallia (quello di Asterix, ndr) rifiutandosi di rispettare le leggi e la Costituzione”.
Lunedì nei pressi di Ierissos si erano già registrati scontri tra gruppi di minatori – spalleggiati da alcuni militanti del partito neonazista Alba Dorata – e i residenti del paese di Megali Panayia, poi dispersi dalla polizia in assetto antisommossa.
Lo sfruttamento minerario della penisola Calcidica, uno dei pochi territori della costa greca ancora non devastato dalla speculazione edilizia, nel 2011 è stato affidato dal governo alla Hellenic Gold, una sussidiaria controllata per il 95% dalla multinazionale canadese Eldorado e per un altro 5% dalla compagnia greca Ellaktor, di proprietà della famiglia Bóbolas, azionista anche di altre imprese di costruzioni e di alcuni mezzi di comunicazione attualmente sotto inchiesta per evasione fiscale. Il 9 marzo scorso quasi 20 mila persone hanno manifestato contro la realizzazione della miniera d’oro che rischia di affondare l’economia della regione, basata sull’agricoltura, l’allevamento e il turismo. Il 16 febbraio un folto gruppo di attivisti assaltà le installazioni della miniera a colpi di bottiglie molotov e negli scontri alcune guardie di sicurezza rimasero leggermente ferite, mentre alcuni macchinari andarono distrutti.
Tratto da contropiano

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