Il pogrom di Chios

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Quando andavamo a scuola ascoltavamo i professori condannare i pogrom avvenuti nel corso della Storia. A metà degli anni ’90 ritenevamo assurdo che simili vergognose pagine potessero essere scritte nuovamente. I pogrom contro gli Ebrei, gli Slavi, i comunisti, gli omosessuali, ecc. erano diventati le sentinelle della dignità umana, con il loro grido proveniente dal passato: «Mai più»!

In quegli anni nessuno credeva che la nostra isola sarebbe diventata uno dei luoghi in cui sarebbe stata scritta un’altra vergognosa pagina di storia. Alcuni criminali nazisti sono saliti sulle mura del castello di Chios per distruggere completamente la vita di esseri umani sradicati. Vedendo i grandi buchi sulle tende e le pietre enormi accanto ai letti dei rifugiati, ho capito che i criminali non volevano spaventare le persone ospitate nel campo profughi, ma ucciderle. Vogliono il morto.

E sappiamo bene perché vogliono un morto.

Perché quel morto sarà la scintilla che porterà il caos. Conosciamo molto bene anche i mandanti morali e gli autori del crimine. Due sono venuti a parlare sull’isola il giorno prima l’accaduto, mentre il loro capo lo ha celebrato due giorni dopo. I criminali dell’isola li conosciamo bene, come conosciamo la loro vigliaccheria. Aggrediscono in gruppo profughi, solidali e persone di sinistra. Colpiscono di notte, come è accaduto per la cucina sociale. Minacciano chiunque, senza eccezioni, e insultano sfacciatamente chiunque si trovino davanti, anche il (precedente) capo della polizia di Chios. Non li ferma nessuno.

Le autorità comunali sono rimaste a guardare.

La polizia segue il corso degli eventi senza arrestare nessuno dei criminali. Al contrario, mette le manette solo a solidali e profughi. I poliziotti dovrebbero pensare a questo, quando si lamentano della mancanza di empatia nei loro confronti.

Ma la cosa peggiore è la tolleranza dimostrata dalla comunità di Chios nei confronti di questi atti criminali. Ho detto molte volte che i neonazisti sono criminali, ma il silenzio della comunità è complice di quanto accade da alcuni mesi a questa parte.

Negli ultimi mesi la disumanità di queste persone ha scritto molte pagine buie della storia dell’isola. I presidi carichi d’odio, le provocazioni al porto di Chios, dove erano stati sistemati i rifugiati, i petardi lanciati in mezzo ai gruppi di bambini, i cortei fascisti e ora la pioggia di pietre e molotov sul campo profughi.

Il momento in cui arriverà il primo morto è vicino.

Le autorità e la polizia possono disinteressarsi della situazione.

Ma non noi.

Non tutti noi, che vogliamo il bene dell’isola e degli esseri umani.

Per quanto riguarda i criminali di qui, voglio semplicemente dire quanto mi dispiace che abbiano aggiunto la mia isola sulla lista delle vergogne della Storia.

di Ghiorgos Chatzelenis

Fonte: http://chatzelenisgeorge.blogspot.it/

Traduzione di AteneCalling.org

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