Il saggio indica la luna, ma lo stolto guarda il dito

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I programmi televisivi delle feste hanno riservato una ricca esposizione di funzionari pubblici, attuali e del passato, che hanno guadagnato dei soldi o hanno infranto la legge e sono stati puniti con l’involuzione giudiziaria, il rimprovero politico e la diffamazione. A quali interessi politici serve tutta questa filologia della corruzione?

1. Come sempre, il disorientamento dai problemi impellenti del periodo. La Grecia congelata dallo smog entra nel quinto anno della gestione dei memoranda, con l’economia e la società fatte a pezzi, con la disoccupazione e la povertà che toccano oltre metà della popolazione, i salari e le pensioni al livello più basso dell’UE, il bilancio del 2014 che prevede delle spese di ammortamento di 28,7 miliardi, che nonostante la ipertassazione dei lavoratori dipendenti, dei liberi professionisti e degli immobili, presenta un buco di 18 miliardi che non può essere coperto che con un nuovo finanziamento e, ovviamente, con nuovi obblighi di memoranda o con i tagli ai depositi.

2. La limitazione dei responsabili al risultato anziché alle cause. Il populismo è stato sempre un alleato del potere: i responsabili della crisi sono la corruzione, i ladri, le tangenti, non il sistema che li produce. Ma non sono stati solo i bari professionisti a dare l’ordine alle banche, ma la tendenza strutturale dei capitalisti greci (e non solo) a ricercare il massimo guadagno, a comprare e vendere titoli e obbligazioni strutturate di società in bancarotta su tutti i mercati, e trasferire il debito ai lavoratori e al Pubblico greco, che sotto tutti gli ultimi governi ha accettato volentieri e si è impegnato con le note conseguenze. Dello spreco di enormi somme su programmi di difesa militare non è responsabile la politica che li impone, ma la percentuale dei roditori [di coloro che prendono le tangenti ndt]. Per la miseria degli ospedali non sono responsabili i licenziamenti e i tagli, e nemmeno la stessa distribuzione di stanziamenti seri per l’esposizione mediatica (a cosa serve veramente ad un ospedale pubblico?), ma la tangente che ha chiesto il suo direttore per non dichiarare deposto (lo è stato alla fine?) l’appaltatore [si riferisce a Tompoùloglou, ex direttore dell’ospedale “Aglaìa Kyriakoù arrestato dopo Natale per aver preso una tangente di 25.000 euro per rinnovare l’appalto al fornitore dell’ospedale, ndt].

3. L’assoluzione delle politiche del governo che hanno portato al sovraccarico del settore Pubblico con l’imputazione di alcune persone, riabilitando la regola attraverso la stigmatizzazione dell’eccezione: grandi opere a favore dei costruttori, iper-equippagiamento, frenesia olimpica con palazzi pagati caro che adesso marciscono. Pasok, Nuova Democrazia, banche, appaltatori e Unione Europea hanno sostenuto all’unanimità queste scelte.

4. La creazione della convinzione di uguaglianza e di giustizia. Il carcere aperto a tutti, impunità per nessuno. La falsa percezione che i trasgressori della legge vengono puniti e la perversa soddisfazione che viene provocata. Il sistema del potere viene presentato incorruttibile. Cresce disprezzando i suoi cloni e sviluppa indisturbato il suo tronco. La minaccia stessa di penalizzazione agisce in modo coercitivo e impedisce le opposizioni interne. Anche se Liàpis [ex ministro dei trasporti del governo precedente di Nuova Democrazia, arrestato in flagranza per aver falsificato le targhe della sua macchina, deposte presso l’Ufficio Tributi per non pagare l’imposta, che la faceva circolare tranquillamente e che è partito in vacanze in Malesia, in attesa del processo, spiegando al suo ritorno che si trattasse di un viaggio di sollievo psichico e non di rilassamento, ndt] fosse il Primo Ministro e si chiamasse Karamanlìs [Liàpis è nipote del vecchio Karamanlis e cugino dell’ex primo ministro, ndt] e Tsochatzòpoulos [ex ministro della Difesa del governo di Pasok in carcere, ndt] con una maggioranza di tre voti. E che osasse qualche professoressa ad annullare lo scritto del loro figlio [una prof è stata licenziata da una prestigiosa scuola privata, presieduta dal fratello di Antonis Samaras, per aver sorpreso il figlio del primo ministro a copiare durante un esame,ndt].

5. La dipendenza dalla diffamazione, dalla sottomissione al “potere della telecamera”, l’umiliazione, l’indiscreta invasione nella vita privata, la violazione dei dati personali e della presunzione di innocenza e il preconfezionamento della convinzione dei giudici e dell’opinione pubblica.

6. La tolleranza dell’arbitrarietà legale e giuridica: applicazione di leggi anti-costituzionali che fanno rivivere conseguenze di reati cessati e penalizzano atti successivi non punibili, rigonfiamento di imputazioni e carcerazioni preventive massive, penalizzazione dei legami familiari, pene esemplari, questa è l’opera orgogliosa del potere giudiziale – con la benedizione degli altri- che ovviamente non ha scambiato la severità per i famosi con la giustizia per i poveri, ma riserva loro un trattamento ancora peggiore visto che continua con lo stesso zelo e con maggiore credibilità a dichiarare illegali gli scioperi, a riempire le carceri di migranti e tossicodipendenti, a reprimere scioperanti e manifestanti e a sostenere memoranda, coscrizioni, disponibilità, licenziamenti e imposte straordinarie [sono parte delle sentenze positive emesse dalla Corte Suprema greca, ndt]

7. La preparazione dell’assoluto controllo dell’attività economica e della proprietà dei liberi professionisti e dei piccoli imprenditori. La demonizzazione dell’evasione fiscale, la competizione prefabbricata e il populismo imputano e rendono sospettato di reati chiunque venga arrestato con depositi, immobili, macchine. L’obiettivo è la transazione obbligatoria attraverso le banche e con le carte elettroniche, affinché lo Stato si prenda una parte sempre più grande di denaro per pagare non gli ospedali e le scuole (per questi e per altri ancora basta la cancellazione del debito) ma l’equipaggiamento militare, la Troika, il capitale e i banchieri.

8. La professionalizzazione della politica. Si è cercato di recente, fortunatamente senza successo, l’imposizione dell’inconciliabilità. La razionale indagine della “dichiarazione del patrimonio” in combinazione con la vittimizzazione dei benestanti d’origine che hanno scelto di diventare deputati della Sinistra invece che ufficiali del sistema, configurando un unico tipo sociale che può sostenere la qualità del politico: l’impiegato politico del partito, economicamente e socialmente dipendente (per cui anche politicamente) da un meccanismo altrettanto dipendente dallo Stato, visto che tutti i partiti dipendono dallo Stato, con molte centinaia di milioni persi per il settore pubblico, per i quali nessuno è mai stato portato dal P.M. e non si è mai parlato di abolizione dei finanziamenti ai partiti. Partiti che ormai vengono costruiti nei canali televisivi e nei falsi sondaggi e non attraverso l’elaborazione sociale.

È lì che indica il saggio, verso la luna. Continueremo ancora a fare come lo stolto e a guardare ancora il dito?

di Kostas Papadàkis, avvocato membro dell’ordine degli avvocati di Atene

Fonte: vathikokkino

Traduzione di AteneCalling.org

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