Kostas Vaxevanis commenta la rivendicazione del duplice omicidio

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Dopo 16 giorni l’organizzazione “Forze Rivoluzionarie Popolari Combattenti” ha inviato una rivendicazione di 18 pagine, assicurando l’esclusiva a “zougla.gr” di Makis Triantafyllopoulos. Ricordiamo solo che la scomparsa “Setta dei Rivoluzionari” si identificava così tanto con Triantafyllopoulos da arrivare, nel suo ultimo comunicato, al punto di giustificare l’omicidio di Gkiòlias [giornalista greco, ex collaboratore di Triantafyllopoulos, gestore del blog “troktiko”, assassinato sotto casa sua, n.d.t] facendosi prestare le argomentazioni dall’articolo del suddetto giornalista. Con lo stesso ordine di argomentazioni, tra l’altro.

La prima cosa che ognuno può verificare nel testo, e anche la più importante, è che non c’è il minimo elemento riguardo alla stessa operazione omicida, cosa che, in generale, è abbastanza insolita: in sostanza non c’è alcuna prova che a scrivere la rivendicazione sia stata la stessa organizzazione che ha commesso gli omicidi. Inoltre, non c’è alcun dato sugli assassinati, cosa anch’essa insolita.

La rivendicazione è un esteso testo giornalistico, approfonditamente revisionato. Non ci sono errori, ma i titoli precedono i paragrafi come negli articoli giornalistici; c’è un abuso di virgolette basse e vengono seguite le regole della buona forma. I terroristi mantengono gli spazi, i paragrafi, la punteggiatura, come se fossero dei correttori di bozze.

In sostanza, il testo comprende degli elementi storici e delle analisi politiche raccolte da riviste giornalistiche e da internet. Non c’è alcun dubbio che chi l’ha scritto legge anche HOT DOC [la rivista di Vaxevanis, n.d.t]. Le argomentazioni contro Alba Dorata e il potere sono quelle che può usare ogni cittadino informato, che però non uccide per questa ragione. Quindi, in pratica, da parte dei terroristi c’è un’identificazione con l’argomentazione politica comune, sentita quotidianamente.

Per la prima volta in un testo “antiregime” di un’organizzazione terroristica non ci sono sparate contro la sinistra parlamentare. Questa amichevole concessione  aiuta anche a creare l’impressione che gli assassini prendano in prestito delle argomentazioni dalla sinistra, che è quindi l’altro estremo. Chiama la sinistra extraparlamentare “sinistri”, ma in un riferimento ai traditori della storia mette sullo stesso piano Nenèkos [capo nella periferia di Patrasso nel1821, corrotto da Ibrahim nel 1825 e traditore della Rivoluzione, n.d.t], Pìlios Goùsis [guerriero di Souli, passato alla storia come traditore corrotto, n.d.t] e Efialte. Nessuna organizzazione, in passato, aveva fatto lo sforzo di ricordare i tradimenti di persone vissute in altri secoli.

E’ impressionante il mantenimento del protocollo da parte di persone che, per il resto, prendono le armi e sparano. In questa rivendicazione l’ex capo del Personale Generale della Difesa Nazionale (GEETHA) viene chiamato, con gentilezza, generale Fràgkos Fragkoùlis.

Sono assenti riferimenti ideologici, ad eccezione di una frase di Durruti riportata all’inizio della rivendicazione. Forse i sostituti della “Setta dei Rivoluzionari” non hanno voluto rischiare di fare una brutta figura come i membri della “Setta”, che con le loro acrobazie ideologiche lasciavano intuire una scarsa conoscenza dei testi teorici.

È probabile, tra l’altro, che chi ha ucciso non sia la stessa persona che ha scritto la rivendicazione. Lo scrittore gioca il ruolo dell’analista di ufficio. È impressionante l’uso di espressioni come “ciascheduno di noi” [ο καθείς ημών, arcaismo utilizzato spesso anche nel greco ecclesiastico, n.d.t.]. La rivendicazione accusa Marinakis [armatore greco e proprietario dell’Olympiakòs, n.d.t.] di finanziare Alba Dorata, ma c’è anche un riferimento all’avvocato fratello di Michaloliàkos, Tàkis Michalàlias, e ai casi di cui si è occupato; dimentica però i rapporti con le banche e con altri imprenditori.

Alla fine della rivendicazione vengono chiaramente definite delle linee distintive e ognuno viene invitato a prendere posizione: o “come giannizzero dalla parte del capitale, dello Stato e dei fascisti o come rivoluzionario” [i giannizzeri erano i corpi militari scelti dell’impero ottomano, inizialmente composti da prigionieri di guerra e da figli di cristiani, forzati al servizio militare in giovane età,n.d.t]. Per chi non avesse capito che esiste l’estremo della sinistra.

Di Kostas Vaxevanis

Fonte: koutipandoras

Traduzione di AteneCalling.org

I primi commenti su Indymedia Athens  sulla rivendicazione dell’attacco a Neo Iraklio

Alcuni criticano la scelta di consegnare il testo a zougla.gr, altri sottolineano il fatto che nella rivendicazione viene utilizzata una lingua “accessibile a ogni stupido padre di famiglia, proprio come Samaràs parla ai suoi sudditi”; oppure che la rivendicazione non sia “nient’altro che un copy paste […]. Nessuna analisi, nessuna spiegazione sul metodo operativo, come in genere fanno i gruppi rivoluzionari. Parole e frasi che rimandano a spazi politici al di fuori dell’anarchia”.

Ci sono commenti che invece giudicano la rivendicazione attendibile, “ben scritta e articolata, comprensibile e ben documentata. Il testo è molto buono per essere stato scritto da giovani” o che rispondono ad alcuni utenti che facevano riferimento a provocatori e al parastato: “il sangue scorre e chiede vendetta, no? Chi non dà seguito alle proprie parole perché le dice? Per fare effetto? Quando i fascisti sono arrivati al punto di assassinare brutalmente un artista antifascista, cosa aspettavamo? Di trovare qualcuno che commettesse un’azione analoga? E quando è stato trovato, subito a parlare di parastato o a bollarlo come un sanguinario che colpisce obiettivi senza valore”.

Redazione di AteneCalling.org

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