La lotta nelle università greche richiede tutto il sostegno che può avere

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Dagli inizi di settembre un’importante battaglia sta impegnando le università greche contro i licenziamenti di massa del personale amministrativo.

di Panaghiotis Sotiris

In seguito alle misure di austerità draconiane imposte degli accordi del bailout tra la Grecia e i creditori della Troika (BCE-FMI-Commissione Europea), il governo greco è stato obbligato a ridurre il numero degli impiegati del settore pubblico. Parte di questo processo di riduzione sono le cosiddette “sospensioni” e “mobilità”, secondo le quali gli impiegati pubblici verrebbero sospesi, ricevendo il 75% del salario base per pochi mesi, per essere poi trasferiti a un’altra posizione o semplicemente licenziati. L’arrivo dei prestiti della Troika è condizionato dal raggiungimento di specifiche quantità di sospensioni e licenziamenti.

Le università greche sono state incluse in questo processo, nonostante soffrano notoriamente di mancanza di personale. Più di 1.300 impiegati all’università (amministrativi, sorveglianza, ecc.) verranno sospesi, di cui più di metà rischiano il licenziamento definitivo. Le due università più antiche del paese, l’Università di Atene e il Politecnico, sono quelle che hanno ricevuto i colpi più duri. Per esempio, la prima perderà 498 dei suoi 1.337 impiegati nel settore tecnico-amministrativo. Interi dipartimenti come quelli di Fisica, Chimica, Informatica, Comunicazione verranno lasciati senza alcun personale tecnico-amministrativo.

Queste sospensioni e questi licenziamenti paralizzeranno completamente il funzionamento delle accademie. Le biblioteche rimarranno senza bibliotecari. I campus saranno lasciati senza sorveglianza agli ingressi. I fondi per la ricerca verranno persi a causa della mancanza di personale in grado di gestire le domande di accesso ai finanziamenti.

I licenziamenti arrivano dopo tre anni di budget ridotti (alcuni istituti si trovano già in difficoltà a pagare le bollette della luce), taglio dei fondi per gli insegnanti aggiunti, prolungati ritardi (in media più di 3 anni) delle nomine dei membri eletti del corpo docente e chiusure forzate dei dipartimenti. L’attacco odierno segue l’introduzione di aggressive riforme neoliberali che hanno drasticamente ridotto la partecipazione studentesca e gravemente indebolito le procedure democratiche interne all’università greca, in linea con il ‘Processo di Bologna’.

In reazione a tutto ciò, i sindacati del personale tecnico-amministrativo hanno lanciato appelli per scioperi di massa. L’Università di Atene e il Politecnico sono rimasti chiusi sin dall’inizio di settembre, non ci sono stati esami, corsi o iscrizioni. In altri istituti afflitti dalle sospensioni / licenziamenti si sono svolti scioperi prolungati.

Il governo greco ha cercato di usare gli studenti come mezzo di pressione sui sindacati. Tuttavia, i sindacati studenteschi hanno anch’essi fatto appello a occupazioni di massa degli edifici universitari in appoggio ai lavoratori in sciopero e contro quello che viene percepito come lo smantellamento e la potenziale privatizzazione dell’alta educazione. Anche i sindacati degli insegnanti hanno intrapreso scioperi e iniziative.

Il Ministero dell’Educazione ha assunto un atteggiamento estremamente severo e autoritario. Ha iniziato un processo disciplinare che potrebbe portare al licenziamento di 278 lavoratori che rifiutano di prendere parte al processo di selezione per le sospensioni, invocando il diritto di non partecipare a procedure amministrative mentre sono in sciopero. Il governo ha portato la questione in tribunale, esigendo che lo sciopero venga dichiarato illegale. Ciononostante, i sindacati stanno sfidando l’ordine della corte. In risposta, il Ministero e il governo hanno annunciato che, se necessario, farà utilizzo della polizia antisommossa per aprire le università.

Gli unici alleati del governo sono stati gli studenti delle sezioni del partito Nuova Democrazia che ha tentato – senza successo – di iniziare un movimento “Università Aperte”, sfruttando la creazione dei Consigli universitari, nuovi corpi di governo di stampo oligarchico introdotti in seguito alle ultime ondate di riforme neoliberiste.

L’annuncio della lista preliminare degli impiegati da sospendere ha permesso a tutti di constatare come sarebbe praticamente impossibile garantire il funzionamento delle università, una volta implementati i licenziamenti. I Senati accademici dell’Università di Atene e dell’Università Aristotele di Salonicco hanno dimissionato in massa per protesta. Gli studenti insistono nelle loro occupazioni.

Ad oggi, siamo in una fase cruciale della lotta. Non è solamente una lotta contro i licenziamenti. È una lotta per la difesa dell’istruzione pubblica secondaria in quanto diritto sociale, contro la privatizzazione e la mercificazione. È una lotta per la difesa dell’istruzione universitaria in quanto spazio democratico, sociale e politico contro l’autoritarismo neoliberista. Questa lotta ha bisogno di tutto il supporto e la solidarietà possibili.

Fonte: thepressproject.net

Traduzione di AteneCalling.org

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