La testa di Tsipras su un vassoio

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Se ne fregano degli accordi, se ne fregano dell’Unione Europea e soprattutto se ne fregano della democrazia. Gli interessa solo che la testa di Tsipras gli venga servita su un vassoio durante una delle loro cene, per godersela ascoltando “Lili Marleen” che, per carità, non ha niente a che vedere con il passato autoritario della Germania. La Germania ha la grande capacità di togliersi di dosso qualsiasi colpa del passato, e di sottolineare gli errori del passato altrui.

Ciò che sta succedendo in queste ultime 48 ore è assolutamente rivelatorio. La Germania ha scatenato i vecchi stallieri della dominazione tedesca e gli attuali membri dell’Unione Europea per spaccare la faccia alla Grecia con  continui e offensivi riferimenti all’inaffidabilità dei Greci.

La stampa internazionale è piena di articoli sulle dichiarazioni della Finlandia e della Lettonia, indignate perché i Greci vogliono soldi senza alcuna garanzia.

Questa volta anche Draghi si è indignato, mentre la Francia e l’Italia, subito dopo la presentazione del nuovo programma greco nel parlamento ellenico, sono corse a dichiarare che si trattava di un programma soddisfacente, provando a fermare in tempo il giudizio negativo di Schaueble.

L’UE sta arrivando ai suoi limiti, anche se non sembra. Sta vivendo la nuova egemonia tedesca che, come accade qualsiasi altra egemonia, poco si cura della democrazia.

Durante il referendum, l’intervento dei fattori europei, com’è successo anche durante le elezioni nazionali di gennaio, è stato vergognosamente manipolatore. Hanno fatto credere che il problema della Grecia fosse Tsipras, dopo averlo ricattato con quante più misure possibili. Chiedevano apertamente l’insediamento di un altro governo che fosse fedele a questa “idea” di Europa. Stavros Theodorakis, portavoce della democrazia delle tre telecamere, (Theodorakis, ora leader del partito to Potami, era un giornalista che nei suoi programmi televisivi utilizzava tre telecamere, n.d.t.), dopo aver concluso i suoi appuntamenti con gli europei e dopo un’ultima prova davanti allo specchio, ha gridato che alla Grecia serviva un governo diverso da quello eletto.
Non è importante sapere se Theodorakis sia stato spinto a questa dichiarazione dalle promesse di Juncker e Schulz o se semplicemente crede di avere un ruolo da negoziatore come diceva anche a gennaio, prima delle elezioni.

Quel che importa è che tutta la Troika nazionale sta seguendo con un gran sorriso gli insulti contro la Grecia di alcuni rappresentanti della mafia designati come ministri nei paesi baltici, che chiedono di imporre ai Greci un salario di 200 euro, lo stesso dei loro cittadini, e anche la Finlandia è stata pronta a rilasciare alcune dichiarazioni per mostrare quanto sia veloce ad allinearsi alle nuove pretese.

La Democrazia viene compromessa dalle richieste di coloro che si ritengono i visionari dell’Unione Europea. Sul tavolo delle trattative sbattono con cinismo richieste che soddisfano i loro interessi, ma soprattutto pongono una questione fondamentale. O avranno la testa di Tsipras o proseguiranno con un colpo di stato moderno, schierando i loro euro sul campo di battaglia. In nessun caso permetteranno che l’esempio dato dalla Grecia possa cambiare l’Europa.

Non intendono usare i carri armati. A cosa servono i carri armati quando c’è la Tv. Ma dovrebbero capire che, anche se useranno i carri armati o Theodorakis in bicicletta seguito da mille telecamere, quando si gioca con i popoli c’è un grande rischio al quale non tutte le Salomè sono in grado di rispondere.

di Kostas Vaxevanis

Fonte: koutipandoras.gr

Traduzione di AteneCalling.org

1 comment for “La testa di Tsipras su un vassoio

  1. luglio 12, 2015 at 7:24 pm

    Ribelliamoci, ribellatevi. Lottiamo uniti per la democrazia e per la dignità. Costi quel che costi non devono passare.

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