La Viome va all’asta, i lavoratori rilanciano la lotta

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Nell’indifferenza del governo di Syriza dopo le promesse elettorali, i lavoratori denunciano le complicità tra potere giudiziario e padroni corrotti e lanciano la mobilitazione in difesa della Viome per il prossimo 26 novembre.

La lettera aperta dei lavoratori della Viome che spiega gli ultimi sviluppi della vertenza annunciando la mobilitazione per il 26 novembre, giorno in cui sarà bandita l’asta per la fabbrica: tratta da viome.org, traduzione a cura di dinamopress.

A tutti i nostri sostenitori e solidali, con questa lettera vi informiamo sugli ultimi sviluppi della lotta dei lavoratori della VIOME.

Come sapete, sono ormai quattro anni che lottiamo per la nostra vita e la nostra dignità. Come lavoratori abbiamo scelto di creare alleanze sociali e rifiutato le proposte delle varie organizzazioni politiche volte a creare un rapporto “esclusivo” con il nostro percorso di lotta per indirizzarlo secondo logiche partitiche. Nonostante tutto, abbiamo sempre accettato ogni invito a parlare e a comunicare. Quando gran parte della società si è schierata al nostro fianco supportandoci, abbiamo creato una fitta rete di solidarietà che ci ha permesso di costruire delle relazioni basate sulla fiducia, grazie ad assemblee pubbliche a cui partecipa anche la comunità allargata di cui facciamo parte e dove vengono prese decisioni comuni sulla direzione politica della nostra lotta, così come su altri aspetti.

Molte organizzazioni politiche condividono la struttura politica che abbiamo messo in piedi di concerto con il resto della comunità, e ad oggi sostengono attivamente i nostri sforzi per il controllo della produzione e per l’autogestione della fabbrica da parte dell’assemblea dei lavoratori. Tra le varie forze politiche che sostenevano la nostra lotta, SYRIZA ha espresso il proprio sostegno e la propria solidarietà tramite le dichiarazioni e gli impegni ufficiali dell’attuale Primo Ministro verso una soluzione immediata per l’operabilità della fabbrica. Ovviamente, una volta ottenuto il potere politico, queste dichiarazioni e questi impegni ufficiali da parte di SYRIZA sono diventati sempre più vaghi. La determinazione mostrata in campagna elettorale è stata sostituita dalla timidezza e dalle richieste di sottostare a compromessi in un contesto completamente differente da quello concordato.

Il loro grande “risultato” dopo otto mesi di governo è stato quello di abbandonare la lotta della VIOME ai complotti del sistema giudiziario. Quello stesso sistema giudiziario che, nonostante la condanna a svariati mesi di reclusione, permette alla vecchia proprietaria della VIOME, Christina Philippou, di circolare liberamente con il pretesto di dover svolgere lavori di utilità sociale in una municipalità con la quale ha forti “contatti”. Ad oggi, non si è ancora mai presentata nel luogo in cui avrebbe dovuto svolgere tali lavori.

Un sistema giudiziario che lascia in libertà coloro che hanno abusato e distrutto la società greca per cinque anni, senza intraprendere alcuna azione legale nei loro confronti. Il “primo governo di sinistra della nostra storia” ci lascia nelle mani di questo sistema giudiziario. La visione politica dei giudici emerge chiaramente dalle decisioni prese fin’ora, arrivando fino al punto di affermare che non abbiamo nessun diritto legittimo di pretendere il pagamento delle somme arretrate da parte dei nostri ormai ex-datori di lavoro! Ogni nostro tentativo per esigere le somme dovute, sia tramite l’intervento dei proprietari della Philkeram che tramite la richiesta di far ripartire la produzione nella fabbrica, ha ricevuto sempre la stessa risposta.

Ovviamente, non intraprendono alcuna azione per trovare una soluzione all’operatività della fabbrica e permetterci, a noi lavoratori che abbiamo deciso di restare, di evitare la disoccupazione. Secondo la decisione presa dal tribunale, l’intero lotto di terra su cui ricade la VIOME verrà battuto all’asta giovedì 26 Novembre 2015 e per i successivi tre giovedì. Nel caso in cui non venisse trovato un compratore, l’asta proseguirà ad oltranza fino a che non si riuscirà a vendere il terreno, sfrattando di fatto i lavoratori dalla fabbrica. L’appezzamento di terra in questione è composto da 14 lotti separati, alcuni dei quali donati direttamente o indirettamente dal governo greco alla vecchia proprietaria Phillipou come riconoscimento per il “contributo sociale” derivante dalla creazione di posti di lavoro. Ora, vengono messi all’asta per soddisfare i creditori della società madre della VIOME, la Philkeram, l’Ufficio delle Imposte, l’Ufficio di Previdenza Sociale, ex-dipendenti della Philkeram, banche e fornitori.

I locali della VIOME occupano circa 1/7 del totale dell’appezzamento e l’area in cui ricade potrebbe essere facilmente scorporata dal resto della proprietà Philkeram. Però i lavoratori della VIOME non vengono mai nominati all’interno del procedimento per bancarotta, nonostante la VIOME fosse una società partecipata della Philkeram portata al fallimento proprio dalla bancarotta della società madre. LA VIOME viene completamente ignorata, nonostante la responsabilità nella bancarotta della cattiva gestione da parte della famiglia Phillipou, che ha trasferito fondi dalla VIOME e l’ha sommersa di debiti per il proprio tornaconto personale. Questo è un dato di fatto, come dimostrato nello studio eseguito dal gruppo DELOITTE che afferma come ci fossero le condizioni per una normale operatività di entrambe le compagnie.

Il sistema giudiziario si schiera ancora una volta dalla parte del capitale, deliberando contro chi rivendica il diritto al lavoro. Ed ovviamente lo Stato non affronta la sfida di fornire delle soluzioni.

Per queste ragioni noi, i lavoratori della VIOME, invitiamo tutti coloro che sono stati al nostro fianco durante questo periodo di lotta ad essere presenti giovedì 26 Novembre all’asta per il terreno e fermare il loro progetto di cacciare i lavoratori dalla VIOME. Uno spazio che ormai da due anni abbiamo trasformato in un posto di lavoro e di libertà.

Vi invitiamo a schierarvi con noi nel sostenere ogni sforzo dei lavoratori per rendere autonome le forze produttive dalla classe dominante capitalista, che ha già comunque delocalizzato gran parte della produzione all’estero. Vi invitiamo a sostenere la fabbrica visto che noi, i lavoratori, abbiamo dichiarato che non ce ne andremo e che le nostre vite sono ormai legate a questa fabbrica.

Vi invitiamo mettervi al nostro fianco, così da poter affermare tutti insieme che una soluzione è possibile anche oltre il giudizio degli “esperti”: questa volta la risposta verrà da chi è direttamente coinvolto nella lotta!

In solidarietà,

Assemblea generale dei lavoratori della VIOME.

Traduzione a cura di DINAMOpress

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