LEROS: SOLIDARIETA’ L’ARMA DELLA GENTE

In questi ultimi mesi, sono aumentati gli atti di violenza razzista nel nostro paese. Bande di neofascisti vestiti in nero,predicano l’odio e la cruda violenza, commettendo reati nei confronti dei migranti, dei rom, degli omosessuali e in genere nei confronti di chiunque sia considerato “altro”. Umanoidi che coltivano la divisione e la paura. Il clima avvelenato viene mantenuto, anzi molto spesso coltivato dai media, che costruiscono abilmente dei “nemici”, avvelenando la popolazione del paese, puntando a loro volta alla trasformazione degli esseri umani in umanoidi. Dietro le parole e gli scritti dei giornalisti ben pagati c’è solo un messaggio “odiate, rivolgetevi uno contro l’altro, eliminate gli “altri” o tollerate il loro sterminio.
Fortunatamente questo messaggio non tocca la stragrande maggioranza della gente. Con la solidarietà come arma e la forza della loro anima come antidoto, le persone non si avvelenano, non si trasformano in umanoidi con uno sguardo vuoto e mani assassine. Restano umani con dei sentimenti, provando compassione da compagni, con occhi che lacrimano ancora.
Qui a Lèros, l’isola agli estremi del paese, che in queste ultime settimane riceve una nuova ondata di migranti e rifugiati, cresce quotidianamente una catena umana di affetto e di solidarietà. I cittadini, rendendosi conto che come nostro concittadino che soffre dalle conseguenze della barbarie economica, si aggiunge il rifugiato che è stato violentemente sradicato dal suo paese, non sono rimasti passivi. Protestano continuatamente per il fatto che persone di tutte le età, anche dei bambini sono detenute nella cella della caserma di polizia in condizioni del tutto inadeguate, che costituiscono un pericolo per loro ma anche per i poliziotti stessi.
Ma non si limitano solo alle proteste. Con ogni mezzo a loro disposizione cercano di aiutare queste persone perseguitate. Un piccolo ripostiglio nella caserma di polizia di Lèros viene riempito continuatamente dalle offerte dei cittadini. Stèlla porta l’acqua, Elèni i pannolini per i bambini, Georgia prodotti sanitari, Dimìtris dei biscotti, Nìki latte e cornetti, Anna porta dal suo negozio un port bebe x il neonato dalla Syria, Nìkos che è disoccupato aiuta in ogni possibile modo, Alèxis, Marianna, Bernadette, Joeffry, Maria ed i poliziotti della caserma e tanti altri – si mobilitano ed aiutano. Persone che allungano la loro mano ad altre persone, i moderni supplicanti senza preoccuparsi del colore della pelle, della razza, della nazionalità e della loro religione.

I gridi dei mostri non sono riusciti ad offuscare la mente, non sono riusciti ad addormentare l’anima.
La maggioranza dei cittadini resiste, agisce collettivamente e non viene toccata dall’ideologia fascista e neonazista.
Questo è il nostro “battaglione”. Un battaglione di umanità e di solidarietà.
E andremo avanti così.

Lèros, 18 Settembre 2012
Matìna Katsìveli-Daniìl

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