Lesvos, la solidarietà è sotto attacco

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Comunicato dalla struttura autorganizzata di prima linea per la solidarietà ai profughi di Platanos (Lesvos) riguardo alla sua imminente repressione

Un po’ in ritardo, ma è diventato realtà. L’amministrazione ha messo in chiaro quali fossero le sue intenzioni rispetto ai rifugiati e al tipo di “aiuto” che intendeva offrir loro. Poco fa è arrivato a Platanos il caporeparto della polizia accompagnato dall’OPKE (reparti di prevenzione e repressione del crimine, ndr), il quale ci ha informati che, a seguito della decisione del vicesindaco Giorgos Katsanos, avremmo dovuto sgomberare l’area di Platanos da tutte le costruzioni invernali, altrimenti sarebbe “stato necessario” l’intervento dei reparti che ha minacciato di portare al mattino.

Il pretesto per questa operazione è il nostro tentativo di costruire un ambulatorio nella zona di accoglienza di Platanos, per fare fronte alle difficili condizioni della stagione invernale e assicurare le cure necessarie ai rifugiati.

L’amministrazione, attraverso gli organi di rappresentanza che già due mesi fa avevano minacciato i solidali di sgombero considerandoli una “bomba sanitaria” (vi ricorda qualcosa?), ha deciso di attaccare l’unica struttura completamente attrezzata per i primi aiuti ai rifugiati stabilmente attiva già dall’inizio di ottobre sull’isola e che ha supportato decine di migliaia di persone come noi che hanno scelto la difficile via del diventare profughi, nel momento in cui i pubblici ufficiali ed i loro organi rimanevano del tutto fermi, tranne quando vicino c’erano le luci della pubblicità. Questo attacco arriva pochi giorni dopo il nuovo accordo tra Frontex e la Grecia e la decisione del tutto anticostituzionale di espellere immediatamente tutti i migranti provenienti dai Paesi dell’Africa, senza neppure dar loro la possibilità di richiesta di asilo, come invece prevede la Convenzione di Ginevra (articolo 33).

Invitiamo tutti coloro che si riconoscono nei principi su cui si basa il progetto che portiamo avanti, cioè l’Autorganizzazione, la Solidarietà, la Dignità, a sostenere con la loro presenza la lotta che è in atto a Platanos da tutti questi mesi, per continuare ad offrire a queste persone la possibilità di restare umani, con la dignità ed i sogni per una nuova vita.

Chiediamo il vostro sostegno domani, in quante e quanti più potete alla scalinata Sykamina.

Fonte: Provo.gr

Traduzione di AteneCalling.org

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