Lettera di Nikos Romanòs – Ballando con la morte per 24 giorni

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03/12/2014

Pubblichiamo l’ultima lettera di Nikos Romanòs, scritta dopo il rigetto della sua nuova domanda per la licenza-studio.

“Proverò a scrivere su un pezzo di carta gli ultimi pensieri coerenti che riuscirò a fare, visto il nuovo rigetto della mia domanda per la licenza-studio.

Nei primi giorni di sciopero della fame, durante il mio intervento all’assemblea di solidarietà che si era svolta al Politecnico di Atene, avevo detto che la risposta negativa di Nikolòpoulos, che da tempo dichiarava la sua incompetenza, era l’inizio di una strategia dello stato che mirava alla mia eliminazione. Questa valutazione politica è stata totalmente confermata prima di tutto dall’ordine del PM del carcere di Korydallòs Evaggelìa Marsiòni di procedere all’alimentazione forzata, atto che costituisce una vera e propria violenza e che ha portato alla morte, tra gli altri, di Holger Meins in Germania e di appartenenti ai GRAPO in Spagna. I medici dell’ospedale, e questo fa loro onore, hanno buttato nella spazzatura l’ordine della procura e si sono rifiutati di commettere un simile crimine per conto dello stato.

Successivamente il mio ricorso al consiglio dei giudici fuori dal carcere (un atto legale scelto da molti detenuti quando il consiglio del carcere rigetta le loro domande) è stato rigettato con la giustificazione che la loro decisione era vincolata alla decisione di Nikolòpoulos, la stessa contro cui era stato presentato il ricorso. Per chi ha una percezione semplice della politica, l’intervento del ministro della Giustizia il giorno prima che si riunisse il Consiglio è diventato un palese ordine politico per il rigetto della mia domanda, e spiegherò il perché.

Nel suo comunicato il Ministero della Giustizia dichiara astutamente che Athanassìou [ministro della Giustizia, n.d.t] non ha alcuna competenza in merito, per poi aggiungere: “le licenze-studio vengono concesse esclusivamente dall’organo competente (cioè il consiglio del carcere) presieduto dal PM, mentre per gli imputati in attesa di giudizio è necessaria anche l’opinione dell’organo giudiziario che ha ordinato la custodia cautelare”.

In altre parole, la validità del ricorso viene semplicemente annullata su ordine orale del ministro. Ecco cosa si nasconde dietro la proposta di seguire corsi a distanza al posto delle licenze-studio, insussistente visto che i laboratori richiedono la presenza obbligatoria. Inoltre i Consigli del Carcere avrebbero la strada spianata per la completa abolizione delle licenze-studio, visto che è nota la loro paura ad assumersi delle responsabilità, e la soluzione dei corsi a distanza sarà così utilizzata per tutti i detenuti. Grazie alla stessa logica tra poco gli incontri con le nostre famiglie avverranno per motivi di sicurezza attraverso degli schermi, come i processi. La tecnologia al servizio del “sistema penitenziario” e della giustizia. Progresso dell’umanità o fascistizzazione…sarà la storia a giudicare.

A questo punto vale la pena ricordare anche il ruolo svolto dal magistrato Eftichis Nikolòpoulos, il quale dal primo momento in cui ho iniziato lo sciopero della fame aveva ricevuto chiari ordini politici dai suoi superiori al Ministero della Giustizia, ed è per questo che tutti lo ritengono responsabile. In cambio di questo suo servizio sarà promosso alla Corte di Cassazione, come tra l’altro è successo anche al suo predecessore Dimitris Mokas, che aveva condotto decine di campagne repressive contro gli anarchici. Ora si gode il grasso stipendio dell’elite giudiziaria della Corte di Cassazione. Sarà un caso? Non credo.

Io da parte mia vado avanti superando qualsiasi possibilità di tornare indietro e rispondo LOTTA FINO ALLA VITTORIA O LOTTA FINO ALLA MORTE.

In ogni caso, se lo stato mi assassinerà con il suo comportamento l’onorevole Athanassiou e la sua comitiva passeranno alla storia come una banda di assassini, mandanti morali della tortura e dell’omicidio di un prigioniero politico. Speriamo solo di trovare spiriti liberi che eserciteranno il diritto della loro giustizia a modo loro.

Concludendo, voglio mandare la mia complicità e la mia amicizia a chi con ogni mezzo è al mio fianco.

Infine due parole per i miei fratelli, Yannis, che si trova in ospedale, Andreas, Dimitris e molti altri.

La lotta comporta anche delle perdite. Lungo i sentieri che conducono verso una vita dignitosa dobbiamo prendere la morte per mano, rischiando di perdere tutto o di vincere tutto. La lotta continua con il pugno sul coltello, ancora e ancora.

TUTTO PER TUTTO!

VIVA L’ANARCHIA!

6 DICEMBRE APPUNTAMENTO SULLE STRADE DELLA RABBIA

IL MIO PENSIERO SARA’ LA’ FUORI PER LE STRADE CHE CONOSCIAMO

PERCHE’ VALE LA PENA VIVERE PER UN SOGNO ANCHE SE E’ UN FUOCO CHE TI BRUCIA

E COME DICIAMO ANCHE NOI, FORZA

PS: Non sono in grado ovviamente di controllare gli automatismi sociali che vengono provocati. Comunque a quelli di Syriza e agli altri venditori di speranze che si sono presentati, gli ho sbattuto la porta in faccia SENZA DIALOGO, mentre sottolineo di nuovo che ho firmato ufficialmente il mio diniego a qualsiasi tipo di alimentazione.

Nikos Romanòs

Fonte: info-war.gr

Traduzione di AteneCalling.org

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