Lo stato ci ha mostrato i denti: sono marci

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“Può essere una follia abbandonare i nostri sogni (…) E follia la più grande di tutte è vedere la tua vita così com’è e non come dovrebbe essere (…) Cambiare il mondo, amico Sancho, non è né follia né utopia. È giustizia!”

Don Chisciotte, Miguel De Cervantes (1605-1615)

Lo stato greco, in onore alla sua peggior tradizione, ha cercato ancora una volta il morto nella serata di lunedì. L’attacco criminale, assassino e premeditato contro il blocco dell’Iniziativa Anarcosindacalista Roncinante, avvenuto senza che ci fosse stata la minima provocazione, ha richiamato alla memoria i giorni del 1980 e del 1985, ed è solo grazie ai manifestanti e al loro atteggiamento calmo, determinato e coraggioso che si è evitato lo scenario peggiore. Lo stesso vale anche per il comportamento in piazza Exarchia della polizia che, agendo come di consueto come un esercito di occupazione, ha minacciato i residenti e i passanti, ha picchiato una giornalista, aggredito un suo collega che ha protestato (entrambi sono stati portati all’ospedale Evanghelismòs) e ha distrutto un periptero [l chiosco greco, n.d.t].

Da parte nostra abbiamo avuto la fortuna di accorgerci molto presto delle intenzioni della polizia. Già dall’inizio della manifestazione in piazza Klafthmònos il nostro blocco è stato accerchiato, senza alcun motivo, da plotoni della polizia antisommossa e dai loro vari tirapiedi che impedivano in modo provocatorio e sistematico la formazione dei cordoni di protezione che erano stati organizzati. In corso Regina Sofia, come ci è stato assicurato da alcuni testimoni oculari, il comandante del plotone che si trovava lì, il famigerato albadorato Darìos Lykiardòpoulos, ha detto ai suoi picchiatori in divisa: “sta girando lo striscione di Rocinante, mettete le maschere e preparatevi”, e la pressione su entrambi i fianchi del blocco si è fatta asfissiante.

Infine i MAT hanno attaccato il nostro blocco ASSOLUTAMENTE SENZA ALCUN MOTIVO (come si può verificare anche dal video:https://www.youtube.com/watch?v=yAjzVrl1Tws ) all’altezza dell’ospedale Nimic, con incredibile ferocia, pestando ciecamente con i manganelli in particolare i giovani e le ragazze, lanciando numerose bombe stordenti e facendo uso di un’innumerevole quantità di lacrimogeni e spray urticanti. L’obbiettivo palese della polizia era sciogliere il blocco e seminare il panico tra i manifestanti, circostanza che avrebbe fatto salire la tensione e che avrebbe permesso alla polizia di dire che la sua barbarie era finalizzata a “ripristinare l’ordine”, visto che non c’era stata la MINIMA provocazione da parte del blocco né prima né dopo l’aggressione.

Questo tentativo spregevole da parte della polizia greca è clamorosamente fallito. Le compagne e i compagni che formavano il blocco dell’I.A. Rocinante hanno ricostituito il blocco in un clima di solidarietà, aiuto reciproco e coraggio che i robocop umanoidi schierati per le strade dal governo non avevano previsto.

L’attacco dei MAT però ha fatto molti feriti. Molti compagni del blocco hanno subito lesioni e molte donne – soprattutto – hanno avuto problemi respiratori. Solo in modo indicativo riportiamo il caso di una studentessa 17enne con l’asma, contro la quale un coraggioso MAT ha svuotato una bomboletta di spray urticante che ha provocato lo svenimento della ragazza e il suo trasferimento all’ospedale Evanghelismòs dove le è stato somministrato dell’ossigeno.

La polizia ha continuato ad accerchiare provocatoriamente il nostro blocco anche dopo la sua riorganizzazione, durante tutto il percorso da Corso Alexandras verso la nostra sede, che hanno bloccato per qualche tempo con l’intento di impedirci l’accesso. Quando infine siamo riusciti a entrare i MAT hanno attaccato di nuovo senza alcun pretesto con lanci di lacrimogeni, impedendo ai manifestanti di allontanarsi e bloccando tutte le strade circostanti.

Non è nostro lavoro confermare o smentire la teoria secondo cui alcuni plotoni di MAT si sono resi autonomi dalla loro leadership politica e aggrediscono senza previ ordini. Sappiamo bene però che l’albadorato Lykiardòpoulos ha una questione personale con l’Iniziativa Anarcosindacalista Rocinante da almeno due anni e ne capiamo bene anche i motivi. Inoltre sappiamo che il ministro della Polizia Kikìlias ha dichiarato che “la polizia ha fatto il suo dovere”, coprendo la barbarie dei suoi inferiori. In ogni caso, in questi ultimi giorni abbiamo assistito alla messa in atto della strategia della tensione da parte del governo, dello stato e della polizia davanti alla facoltà di Giurisprudenza e al Politecnico, dove gli studenti universitari sono stati violentemente pestati per impedire loro l’accesso a un luogo che gli spetta di diritto.

Li informiamo che le nostre teste sono troppo dure per temere i loro tristi manganelli. Gli sgherri in divisa dello Stato e del Capitale non hanno fermato il fiume della vitalità sociale nel periodo della più feroce repressione (2008-2012) e non potranno farlo neanche adesso che la società sta rialzando la testa.

La repressione ci ha mostrato i denti, solo che si sono rivelati marci. Invitiamo i lavoratori e le lavoratrici e ogni settore della società vittima della repressione a continuare con ancor più determinazione la lotta contro la povertà e la repressione, nello spirito di novembre.

Nessuno dubiti che la vittoria sarà nostra!

CHI SEMINA POVERTA’ RACCOGLIE RABBIA – CI RITROVERANNO SULLE STRADE

L’INIZIATIVA ANARCOSINDACALISTA ROCINANTE ORGANIZZA UNA CONFERENZA STAMPA APERTA NEL CENTRO SOCIALE DI VIA TSAMADOU (Tsamadou 15, Exarchia) MARTEDI’ 18/11 ALLE 13:00 IN SEGUITO ALLA REPRESSIONE DELLA POLIZIA DURANTE IL CORTEO DEL 17 NOVEMBRE

INIZIATIVA ANARCOSINDACALISTA “ROCINANTE”

Fonte: rocinante.gr

Traduzione di AteneCalling.org

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