L’ordine pubblico come vantaggio politico del regime



L’ordine pubblico come vantaggio politico (del regime)
Una riflessione a cura del blog “giatinkinonikiaristera” (giatinkinonikiaristera.blogspot.gr)

Il giornale “Kathimerini” (www.ekathimerini.com, uno dei più importanti giornali greci, n.d.r.) di domenica 20 gennaio 2013 ha sancito definitivamente l’intuito profetico del direttore del giornale Alexis Papachelas (direttore di Kathimerini e figura storicamente ambigua del giornalismo greco, n.d.r.).
I drammatici eventi verificatisi la mattina stessa di quell’edizione (l’esplosione della bomba al centro “The Mall”, a cui hanno fatto seguito numerose polemiche) hanno mostrato il carisma naturale di Kathimerini nel descrivere in anticipo il clima del periodo immediatamente successivo: la strategia che il governo avrebbe adottato (la “strategia della tensione”), e il dogma fascista immediatamente propagato del “legge ed ordine”, che costiuisce anche la linea principale del giornale dell’Ambasciata. Guardando al TG della mattina di domenica le notizie sull’esplosione a “The Mall”, e leggendo in parallelo il foglio domenicale del giornale, il nostro occhio si è fermato su due articoli particolarmente rivelatori delle capacità profetiche dei loro autori, e delle idee che li ispirano.

Articolo 1
A pagina 3 del giornale campeggia un’intervista (http://news.kathimerini.gr/4dcgi/_w_articles_politics_1_20/01/2013_508566) al ministro dell’ordine pubblico Nikos Dendias significativamente intitolata: “Aspettavamo un attacco terroristico da Novembre”. 
Non è stato sorpreso, dichiara il signor Dendias, dall’attacco alla sede di Nea Dimokratia (verificatosi qualche settimana fa, vedi: http://atenecalling.blogspot.gr/2013/01/atene-spari-contro-la-sede-di-nea.html, n.d.r.). In questo articolo però, quello che ci fa impressione non è tanto il titolo assordante – anche se non si spiega come mai, se si aspettavano un attacco di quel tipo alla sede del partito di maggioranza del paese già da novembre, l’hanno lasciata per tutto questo periodo senza sorveglianza. 

Quello che colpisce di più è il passaggio (in grassetto nel testo originale) in cui il ministro, senza alcun motivo apparente, si scaglia contro i giudici colpevoli, a sua detta, di aver assunto una posizione troppo tollerante nei confronti di due imputati, uno di 29 anni e una di 25, apparentemente colpevoli di aver partecipato alla cosiddetta “Cospirazione delle Cellule di Fuoco”. 
In questa parte dell’intervista che va sotto il titolo “Alcuni giudici chiudono un occhio” leggiamo:
[Giornalista:] Alcuni giudici chiudono un occhio. Il 9 e l’11 gennaio sono stati arrestati un 29enne e una 25enne con l’accusa di partecipazione all’organizzazione terroristica “Cospirazione delle Cellule di Fuoco”. Le loro impronte sono state trovate su una scatola di armi che l’unità antiterrorismo aveva scoperto nel novembre 2011 nascosto nel Campus del Politecnico, nonchè in un covo dell’organizzazione a Volos ed in un appartamento a Chalargos. Tutti e due, dopo essere stati arrestati dal GIP, sono stati rimessi in libertà condizionata. Abbiamo chiesto a Dendias:
          Come commenta il trattamento penale dei due recenti arresti per partecipazione alla “Cospirazione delle Cellule di Fuoco?”
          Non sono abituato a commentare certe decisioni, specie quando si tratta di casi ancora pendenti. Sarebbe un intervento indebito nel lavoro della giustizia. È utile però che venga fornita un’immagine complessiva sul modo in cui una minoranza dei servitori della Giustizia sceglie di chiudere gli occhi di fronte alla provocazione che l’attività terroristica armata costituisce per il regime di vita dei cittadini. Mi rendo conto dell’altezza morale che richiede lo svolgimento di questo dovere, soprattutto laddove questo può ritorcersi contro il giudice stesso, eleggendolo a bersaglio. Ma faccio parte di quelli che credono che la giustizia greca, nella sua maggioranza, adempia a questa elevazione morale. Mi è impossibile accettare che lo Stato sia costretto a ritirarsi dall’applicazione della legge perchè i suoi giudici hanno paura.
Lo stesso giorno della pubblicazione di quest’intervista, la mattina del 20 gennaio, una bomba esplode a The Mall. Alcuni TG delle 8 della domenica annunciano che secondo indiscrezioni sono stati ritrovati pezzi di una pentola esplosa (ritrovamenti che indirizzano verso le Cellule di Fuoco, caratterizzate anche dall’utilizzo di pentole consimili). 
Lunedì mattina, i TG annunciano che la tecnica con cui la bomba è stata costruita rimanda inequivocabilmente alle “Cellule”. Negli stessi TG, le dichiarazioni di Dendias sui giudici (quelle pubbilcate su Kathimerini di domenica), il fatto dell’esplosione al The Mall (che segue) e le reazioni dell’unione dei giudici e procuratori (che attaccano Dendias per le sue dichiarazioni) si mescolano in tal modo, che ormai nessuno riesce a capire come mai le dichiarazioni e la critica di Dendias sui giudici fossero state espresse PRIMA, e non DOPO, l’esplosione.
Coincidenza satanica o potere profetico di Dendias?
Proprio nello stesso giorno in cui viene pubblicato la sua critica nei confronti dei giudici, perchè alcuni di loro “chiudono gli occhi”, a causa di una supposta “mancanza di altezza morale” e, per altri, della paura di fronte alle ritorsioni dei membri della Cospirazione delle Cellule di Fuoco, proprio nella stessa mattinata le “Cellule” fanno esplodere una pentola in uno dei posti più frequentati della città, un centro commerciale. Al di là della convinzione di Dendias nella guerra contro la “tolleranza che la giustizia mostra nei confronti del terrorismo”, quella bomba ha molteplici destinatari e obiettivi (cfr. lo straordinario articolo di Marina Vichou).
Noi, però, tendiamo verso la spiegazione della coincidenza satanica.
Articolo 2
A pagina 17 della medesima edizione di Kathimerini viene pubblicato con tutta modestia un interessante articolo che potrebbe rivelare alcune delle manovre sottostanti agli ultimi avvenimenti. Il testo, intitolato “L’ordine pubblico come vantaggio politico“, è di Stahis Kalyvas, giornalista e professore di scienze politiche all’università di Yale, nonché noto anticomunista.
Pubblichiamo qui sotto l’intero articolo per motivi di studio e di comprensione del progetto che i vari think-tanks dell’Ambasciata stanno elaborando in questo periodo con l’obiettivo di manipolare la società greca. Con articoli come questo cercano di introdursi nel discorso politico, diventando validi spin doctors della “opinione pubblica”, e interlocutori privilegiati del blocco fascista del governo.
L’ordine pubblico come vantaggio politico 
Di Stathis Kalyvas *
L’elemento più interessante di questa recente attualità è la sua dicotomia intrinseca. Da una parte è prevalsa la lista Lagarde e dall’altra è apparsa la tematica delle occupazioni, del disordine e del terrorismo. Forse la maggioranza degli osservatori crede che la lista Lagarde sia stata la scintilla di grandi tumulti politici, ma come risulta, le vere novità si sono presentate sul fronte della “legge e ordine”. La scienza politica ha sviluppato due tematiche che ci aiutano a comprendere come l’istituzione dell’ordine pubblico può portare un profitto politico – e questo indipendentemente dalla sua corettezza deontologica, che è un argomento a parte. Si tratta del carattere multiplo dell’antagonismo politico e del ruolo dei  coinvolgimenti sentimentali nella politica.
L’antagonismo politico si sviluppa in più di una dimensione. Quella principale solitamente è quella economica/redistributiva, senza ch’essa diventi per forza l’unica o la più importante. Per decenni, ad esempio, il tema del “regime” ha sovrastato il discorso politico greco. Fino al recente passato, l’asse dell’antagonismo politico rispecchiava l’eredità della divisione tra monarchici e democratici. Di recente, la crisi ha apportato un cambiamento, tagliando l’asse del bipartitismo con quello del Memorandum, che è stato la base per lanciare politiche e forme organizzative marginali fino ad allora, se non del tutto inedite. 
La provocazione politica che il governo tripartito (di cui Nea Dimokratia è il tronco fondamentale) sta affrontando è lo spostamento dell’antagonismo dall’asse del Memorandum.
Il 2013 sarà un anno finanziario molto difficile, nonostante il fatto che la progressiva diminuzione dell’incertezza economica che ha distrutto l’economia greca, più di ogni altra misura del memorandum, ha già dato alcuni frutti al governo. Da questo punto di vista, lottare contro il disordine costituisce un terreno privilegiato per quest’ultimo, a tal punto che uno si potrebbe domandare perchè ci si è messo così tanto. 
Prima di tutto, c’è stata una maggioranza sociale, che come in tutte le parti del mondo, desidera l’esistenza e l’imposizione dell’ordine. È veramente staordinario vedere come questa maggioranza è stata ignorata per anni, visto che era sopravvalsa da lungo, ancor prima della crisi, la retorica della “rivoluzione del divano” con il suo apice, quello che è stato chiamato “Rivolta di Dicembre”. Oggi, forse, si sono dimenticate le parole dei vari intelletuali rivoltosi che prevedevano che “dicembre” potesse essere il preambolo di rivoluzioni simili in tutta l’Europa. La crisi, però, ha reso più forte la maggioranza sociale che rifiuta e disdegna l’estremo disordine. Ed è per questo che chiunque risulti convincente nel rispondere a questa domanda di sicurezza otterrà anche i più grandi profitti politici. 
Secondo, una piccola, ma in termini elettorali considerevole, parte di questa maggioranza ha trovato una via d’uscita in Alba d’Oro, utilizzando il voto come urlo di dissenso per l’aumento dell’insicurezza, indifferentemente dal fatto che questo partito abbia contribuito all’illegalità in vari modi. L’articolazione, quindi, di una politica valida in tema di ordine pubblico, porterà all’allontanamento di questi voti da Alba d’Oro e all’indebolimento dell’estrema destra. 
Terzo, l’ordine pubblico costituisce per sua natura una dimensione politica in cui i partiti politici conservatori possiedono un vantaggio naturale. In passato, Nea Dimokratia l’ha perso con scelte come quelle di Prokopis Pavlopoulos (ex ministro dell’ordine pubblico di ND, n.d.r.). Oggi non ha alcun motivo di continuare a farlo. 
In fine, l’offerta dell’ordine pubblico si collega direttamente con il ruolo dei coinvolgimenti sentimentali nella politica. Mi spiego meglio: affinchè Syriza possa trasformarsi in un grande partito politico dovrà muoversi verso il centro, cosa che presuppone un imponente e difficile adattamento. La leadership di Syriza sembra essersene resa conto, cominciando la dovuta e complicata manovra, sviluppo che è senz’altro positivo per il partito stesso ma anche per la democrazia in generale. Non è detto però che vi riuscirà. Analizzando il comportamento politico dei Serbi e dei Palestinesi, il professore di Scienze politiche americano Roger Petersen, si rende conto che mentre sapevano quale fosse la strategia che avrebbero dovuto seguire in base a criteri razionali, nei momenti cruciali cedevano alla tentazione di scelte autodistruttive, perchè solo così riuscivano a soddisfare coinvolgimenti sentimentali forti, come la loro identificazione con la storia o con i propri valori, la rivendicazione, il prezzo ecc. In questo modo finivano emarginati e alla fine sconfitti. È molto probabile che una cosa simile succeda anche con Syriza. Pur riconoscendo che dovrà avere delle posizioni moderate per convincere l’elettore medio, sarà in difficoltà a superare il suo profondo, quasi intrinseco, disdegno per concetti come l’ordine e la sicurezza, ma anche la simpatia parallela che prova per ogni tipo di teppista, pronto a trascinarla su posizioni minoritarie. Si tratta, in altre parole, di un classico caso di grande trappola, nella quale qualcuno desidera cadere. Per tutti questi motivi, il governo ha tutte le ragioni non solo di portare avanti la linea che ha tracciato, ma anche di intensificare il suo attacco in materia di legge ed ordine.
* Professore di Scienze Politiche all’Università di Yale
 
Noi, ANCHE in questo caso, continuiamo a credere nella versione della Coincidenza Diabolica…

traduzione di AteneCalling

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


− 1 = sei