Luglio 2015: sorridi cazzo!

oxi

Noto una certa tristezza intorno a me e non capisco il perché. Va bene, il governo di Tsipras sta promuovendo un terzo Memorandum, la cui ferocia è stata provata solo in Paesi sotto occupazione militare. E questo mentre lo stesso governo ha appena tradito la volontà democratica della maggioranza del popolo greco.

Perché, cosa vi aspettavate esattamente? Che un Primo Ministro che confonde nella sua testa l’internazionalismo con l’Unione Europea delle banche avrebbe potuto trattare per una cosa migliore, cioè un pezzo di crosta buttato da Berlino?

Perché avrebbe dovuto riuscirci? Perché quando era giovane portava delle magliettine con Che Guevara e ha chiamato suo figlio Ernesto? Facciamo un po’ i seri!

Questa lotta era persa sin dall’inizio, sia che accettiamo lo scenario buono, cioè che il governo è andato impreparato, sia che accettiamo quello brutto, che cioè stia servendo gli interessi di cerchi economici che hanno legato la propria sopravvivenza all’Eurozona.

Questa prima grande lotta, però, non si è data tra il governo e i leader europei, ma tra il popolo greco e gli avvoltoi dei mercati. E in un certo senso è stata vittoriosa.

Nessun popolo ha mai votato con l’arma puntata delle banche chiuse dubitando finalmente nel 62% dei suoi aspiranti assassini.

Nessun popolo è mai stato minacciato negli ultimi decenni con un disastro assoluto dai più alti dirigenti dell’UE e ha preferito la sua dignità alla sottomissione.

Luglio 2015 è il migliore mese della nostra vita. Una grande festa della democrazia di cui sarebbe stata gelosa anche l’Antica Atene.

Il fatto che questa democrazia sia definitivamente incompatibile con l’Unione Europea (ma da quanto sembra anche con il gruppo dirigente di Syriza) nulla toglie al suo successo.

Sappiamo ormai da valide fonti diplomatiche che il referendum ha provocato la furia, ma soprattutto il panico a Berlino e Bruxelles. Tutti si rendono conto che il terzo Memorandum in pratica è inapplicabile e crollerà tra pochi mesi. La società sta ribollendo e cerca nuove soluzioni che potranno portare a delle alleanze progressivamente più ampie.

Il pericolo del ritorno dei modelli neofascisti con una maschera antisistemica c’è di sicuro, ma lo abbiamo affrontato e spaccato anche in passato. Lo spaccheremo anche in futuro.

Basta stare per un po’ al fianco di chi ci sta vicino, di chi perderà la propria casa a causa del primo governo di “Sinistra” o del rifugiato che arriva senza famiglia con un gommone su qualche isola. Basta che ci ritroviamo nelle piazze ed organizziamo il nostro contrattacco. Le condizioni non sono mai state migliori per questo.

Il referendum ha distrutto la leggenda che dice che ogni popolo ha la leadership che si merita. Il 62% del popolo ha dimostrato che si trova molto più avanti dell’ambiente del Primo Ministro ed è pronto a lotte ancora più dure di quelle davanti a cui il governo si è arreso senza aver lottato.

Leader per governare ne troviamo facilmente. Quello che stavamo cercando è un popolo che non si sottomette. E lo abbiamo trovato.

Di Aris Chatzistefanou

Fonte: info-war

Traduzione di AteneCalling.org

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