L’uso politico del caso Marfin Bank

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Venerdì sera, Samaràs ha ripetuto che oltre alla violenza di Alba Dorata, c’è anche la violenza dell’altro “estremo”. Da cosa è dimostrato? Dalla Marfin Bank! Questo ha detto più o meno Samaràs. E questo ripetono anche i suoi pappagalli.

[leggi: Tre anni dopo sul caso della Marfin Bank]

Ricordiamoci, quindi, cos’è successo alla Marfin: nel maggio 2010, come risposta al Memorandum, ad Atene e in tutte le città greche, ci fu – come ricordano tutti – una delle manifestazioni più grandi dopo la Metapolitefsi. Ma la grandezza e il messaggio di quella manifestazione furono oscurati dai farabutti che attaccarono la Marfin. Il popolo disse un forte “no” alla valanga ormai prossima dei memoranda, ma la sua voce fu “seppellita” dal governo di allora e dai suoi amici nei Media. Cosa fecero? Presero il “regalo” che gli assassini, oggettivamente, consegnarono loro e, in un’apoteosi di sciacallaggio, come vere iene, “utilizzarono” le persone assassinate nella Marfin Bank per frenare la sollevazione popolare.

Arriviamo a oggi e al signor Samaràs con la seguente nota: lasciamo da parte il fatto che Alba Dorata è il noto serpente covato nel ventre di un sistema e di una politica che il signor Samaràs serve dalla sua sedia di Primo Ministro.

Cerchiamo, invece, di guardare (con calma) l’oceano dell’audacia di coloro che tendono, quattro anni dopo, a “calpestare” ancora il crimine della Marfin, per far ritorcere, come fecero anche allora, contro le stesse vittime  la loro politica!

Hanno la sfacciataggine di chiedere ai comunisti e a quelli della sinistra di condannare il crimine della Marfin! Come se i comunisti e quelli della sinistra non avessero condannato il crimine. Come se i comunisti, quelli della sinistra, il movimento popolare e laico avessero mai avuto qualcosa a che fare con crimini o pratiche del genere. Come se i comunisti e quelli della sinistra fossero dei deficienti che non si ricordano che in passato i loro persecutori arrivavano al punto di bruciare anche il Parlamento (Reichstag) per poter dire dopo “è stato bruciato dai comunisti”.

Cosa abbiamo qui allora? Abbiamo il signor Samaràs, il rappresentante della politica di uno stato in cui:

1) Sono trascorsi 4 anni dal crimine della Marfin e lo stato onnipresente, lo stato con i suoi meccanismi e le sue cimici ultramoderne sta ancora cercando gli assassini (come sta ancora cercando i mancati assassini di Kuneva).

2) Sono trascorsi 4 anni, ma è così tanto l’interesse dello stato a scoprire il crimine, che neanche la sentenza in fase istruttoria sarebbe stata resa pubblica se non l’avesse pubblicata “Real News” nel foglio domenicale (nota dello scrittore: quanto forte è quello che viene sostenuto nella sentenza in fase istruttoria si vedrà durante il processo).

3) Sono trascorsi 4 anni dall’assassinio, ma lo stato e i suoi governi non hanno dato alcun chiarimento sull’annuncio della stessa Marfin, che riferendosi all’incendio della banca ha sostenuto: “furono lanciate delle molotov speciali e svuotato il contenuto di un serbatoio che conteneva un materiale infiammabile che provoca subito fumo fitto e condizioni di asfissia. I sopravvissuti lo paragonarono a bombe napalm”.

4) Sono trascorsi 4 anni di lutto per le famiglie delle persone perse e le autorità dello stato non hanno ancora dato risposte: quanto sono vere le argomentazioni della banca? Cosa risulta dalle indagini? Di che tipo di materiale “speciale” si trattava? Si tratta di un materiale “bellico”? In quali mercati si trova? Con quali possibili modi si può ottenere? Se si tratta veramente di materiale “bellico” ognuno ha la possibilità di comprarlo o anche di costruirlo o ci vuole una qualche capacità “speciale” e non “abituale” da parte di chi tenta di ottenerlo?

5) Sono trascorsi 4 anni senza un processo per gli assassini della Marfin, ma lo stato che sta dando loro la caccia l’anno successivo ha “onorato l’anniversario” di quel crimine: bruciando Atene e soffocando i manifestanti con i lacrimogeni, mandando decine di manifestanti in ospedale, una persona in rianimazione e provocando a un giornalista una grave disabilità .

Tutto questo avrebbe portato qualcuno incurabilmente sfiduciato o fantasioso a sostenere che il sistema che si veste da accusatore del crimine della Marfin, in realtà simbolo della sua sporcizia, è per l’appunto l’assassinio della Marfin! Abbiamo detto però: questo lo dicono le persone sfiduciate e fantasiose (che stiano lontane da noi)

Andiamo avanti:

Chi parla veramente del crimine della Marfin facendo finta di ignorare le situazioni che assomigliano a quanto accadde alla Marfin? Gli stessi che si mettono in posa come persecutori della criminalità, ma che mostrano un’immobilità scandalosa quando questa criminalità si manifesta come la barbarie disumana nei loro stessi servizi.

Basta guardare qualche video o foto che immortala quasi ad ogni manifestazione i rapporti di cooperazione tra i meccanismi dello stato, gli “incappucciati di uso speciale” e i provocatori e si capirà molto (sui rapporti con gli albadorati c’è un capitolo speciale)…

Basta chiedersi cosa è successo con quelle 74 denunce contro la polizia per maltrattamenti di cittadini nel periodo 2009-2010, quando il signor Venizelos si trovava anche allora al governo, ma del Pasok. Si renderà conto che tre anni dopo si è indagato solo su 2 casi e che i colpevoli sono stati “puniti” con una multa.

Basta pensare a quanti casi di feroce violenza a sfondo razziale contro i migranti, dei 120 registrati durante il 2012, sono stati controllati mentre il signor Venizelos era ancora al governo, questa volta quello di Samaràs. Nessuno..

Rispetto a tutto questo: cosa abbiamo al posto delle dovute risposte?

Abbiamo 4 anni di saccheggio delle tombe, compiuto sulle vittime della Marfin dai rappresentanti del governo e di un regime propagandista che poco prima, durante e poco dopo l’imposizione dei nuovi Memoranda, delle nuove misure e delle nuove rapine di tasse fanno quanto hanno fatto anche nel maggio del 2010. Allora, sullo sfondo dell’assassinio delle tragiche vittime della Marfin hanno letteralmente camminato con i loro trattori su quei cadaveri, con un unico obiettivo: la diffamazione della lotta del popolo per il capovolgimento delle misure barbare e della politica antipopolare. L’intimidazione del popolo. E soprattutto: “l’incriminazione” della manifestazione popolare attraverso il goebelismo strisciante, secondo cui le manifestazioni, i cortei e gli scioperi del popolo “causano” (!) episodi come quello della Marfin..

Durante i 4 anni dell’inerzia criminale per il reato della Marfin, il film è già noto: i rappresentanti dei governi, mano nella mano con gli appaltatori dell'”informazione”, hanno “seppellito” il caso Marfin ma alla bisogna se lo “ricordano”? Solo quando sta per avvicinarsi una nuova valanga di misure. Solo quando la rabbia sociale si sta intensificando. Solo quando – distorcendo la verità su quanto è successo alla Marfin – vogliono “preparare il clima”, coltivare la paura, arrivando al punto di sfruttare i morti. E adesso stanno facendo proprio questo: arrivano al punto di “ricordarsi” della Marfin solo per buttare acqua nella macina della misera teoria degli “opposti estremismi”!

Siamo ormai al corrente che la Marfin se la “ricordano” allora e solo allora: quando la loro politica sta preparando un attacco antipopolare. È in quel momento che fanno uscire dalla faretra della loro propaganda quanto di più volgare dispongono per preparare il terreno per l’intimidazione e la paralisi delle resistenze del popolo. Per farli “stare buoni”. Altrimenti…

di Nikos Bogiopoulos

Fonte: enikos.gr

Traduzione di AteneCalling.org

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