Non sarete voi a dirci quando criticarvi

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24/07/2018

Nelle ultime ore è in atto una caccia alle streghe da parte dei sostenitori del governo e dell’opposizione contro quanti muovono critiche nei confronti del governo attuale e di quelli precedenti per la tragedia causata dagli incendi nell’Attica.

Chiunque provi a parlare viene trattato come se avesse impedito il passaggio dei vigili del fuoco col proprio corpo o come se avesse sabotato gli aeroplani antincendio.

È una pratica consueta, adottata da ogni governo che tenta di coprire le proprie responsabilità – come ci ha ricordato il giornalista Christos Avramidis, specialmente durante le prime 72 ore della crisi, quando l’argomento è all’apice dell’attualità.

Dopo ogni atto terroristico in Francia, chi fa riferimento alla politica esercitata da Parigi in Medio Oriente o alle condizioni nelle periferie delle città francesi, che armano le mani dei terroristi, viene trattato quasi come un traditore dai media principali. L’unica cosa che sei giustificato a dire è «i nostri pensieri vanno alle famiglie delle vittime».

Quando un individuo armato semina il terrore in una scuola americana, non devi parlare del diritto alla detenzione di armi, della distruzione dei servizi di assistenza sanitaria (soprattutto per la salute mentale) o di qualsiasi altro fattore che potrebbe spiegare il fenomeno e sventare simili eventi in futuro. Devi solo pregare per le vittime.

La differenza specifica negli ultimi incendi è che la pratica in questione non è stata adottata solo dal governo ma anche dall’opposizione ufficiale di Kyriakos Mitsotakis. Non è il momento per attribuire responsabilità, ma è l’ora di essere «uniti e solidali», ha dichiarato il capo di ND. I membri di ND che non sono stati informati in tempo della nuova linea sono stati oggetto di pubblico biasimo (l’esempio più lampante è quello di Koumoutsakos che le ha cantate a Kyrtsos).

Cosa succede dunque? Le vecchie rivalità partitiche hanno lasciato il posto al «garbo politico»? E se è così, perché i media neodemocratici come SKAI continuano ad attaccare spietatamente (a volte anche ingiustamente e volgarmente) il governo?

Il «paradossale» fenomeno ha naturalmente una spiegazione molto semplice. Questa volta oggetto delle critiche dei cittadini non è stata solo la negligenza del meccanismo statale (a cui ogni governo risponde come noto con la frase «noi abbiamo ereditato il caos»), ma anche le scelte politiche comuni a tutti i partiti che hanno governato negli anni dei memorandum.

Le persone si arrabbiano quando vedono Junker e altri dignitari europei versare lacrime di coccodrillo per le vittime, perché sanno che sono stati loro ad imporre le misure di austerità che hanno smontato il meccanismo statale e azzerato i fondi per la prevenzione degli incendi.

Le persone si arrabbiano quando sentono il metropolita Amvrosios imputare l’incendio all’ «ateismo» del governo, perché sanno che in questo Paese anziché assumere medici e vigili del fuoco, paghiamo i preti (letteralmente).

Le persone sanno molto bene di quanti canadair disporremmo se non fossimo la seconda nazione nella NATO dopo gli USA nelle spese militari – e l’unica che nel mezzo della crisi ha progettato un aumento delle spese per la difesa, ottenendo per questo le lodi di Washington.

A questa rabbia però l’opposizione non ha nulla da ribattere. Ha sottoscritto gli stessi memorandum, ha pagato gli stessi preti e ha avallato le medesime spese militari con il governo SYRIZANEL.

Non sarete dunque voi a dirci quando criticarvi.

Possiamo dubitare dei vostri propositi e parallelamente raccogliere cibo o donare il sangue per i feriti.

Possiamo contare le lacune causate dai memorandum, che voi avete provocato al meccanismo statale, mentre parallelamente elogiamo con tutta la forza del nostro cuore gli eroici vigili del fuoco e i volontari che salvano le vite.

Possiamo contare quanti canadair avete sacrificato per comprare le fregate chieste dai creditori della Grecia e gli F-35 che vi «spinge» Washington.

P.S. Se credete, come alcuni credono, che i commenti critici sui social network ostacolino la diffusione di informazioni utili per i feriti, buttate prima uno sguardo all’account twitter della Segreteria Generale della Protezione Civile che da ieri posta più dichiarazioni di politici che informazioni che potrebbero aiutare l’evacuazione delle zone colpite dagli incendi.

P.S. 2 Diventa sempre più grande il nostro odio nei confronti dei nazisti greci di Alba Dorata, che si fanno fotografare davanti ai resti carbonizzati per qualche voto, così come la nostra riconoscenza nei confronti dei pescatori egiziani, che salvano i nostri compatrioti, e dei palestinesi, che dopo l’appello della loro ambasciata hanno offerto di donare il sangue per i feriti. Nelle grandi catastrofi non vogliamo unità nazionale. Vogliamo umanità.

P.S. 3 Come abbiamo detto molte volte, non esistono catastrofi naturali. Quando un fenomeno naturale si verifica in zone abitate, automaticamente si trasforma in un evento politico e non deve essere affrontato con superficialità, ma con azioni politiche. SYRIZA lo sapeva durante gli incendi del 2007, ma lo ha dimenticato durante gli incendi del 2018.

di Aris Chatzistefanou

Fonte: infowar.gr

Traduzione di atenecalling.org

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