Nuovo Codice dell’immigrazione: pochi diritti per poche persone

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Il <<Codice dell’immigrazione e l’integrazione Sociale>> viene discusso in Parlamento mentre il governo e gli organi dello Stato non possono più mantenere nell’invisibilità giuridica e amministrativa migliaia di esseri umani.

Con questo piano di legge il governo assicura che:

a) raggrupperà e codificherà tutte le leggi, i decreti presidenziali e in generale tutte le disposizioni che regolano la posizione dei migranti.

b) semplificherà il procedimento per la concessione dei permessi.

c) riformerà alcune disposizioni di legge, prendendo in considerazione la nuova situazione sociale ed economica.

Piano di legge solo per i migranti già regolarizzati

Tutti e tre i punti riguardano solo i migranti già regolarizzati, cioè circa 440.000 persone arrivate prima del 2005. Il piano di legge penalizza coloro cui è scaduto il permesso di soggiorno a causa della crisi e non regolarizza le migliaia di migranti arrivati dopo il cosiddetto <<Patto europeo per le politiche sull’immigrazione>>, che è comunque un’accordo politico non vincolante per gli Stati membri. L’Italia, ad esempio, nel 2012 ha messo in regola un milione di migranti arrivati negli ultimi anni.

Bambini

Il governo considera come migranti i bambini nati nel nostro paese, ignorando la questione dell’acquisizione della cittadinanza o – peggio – preparandoci ad una regolamentazione sull’acquisizione della cittadinanza ancora più dura.

Ricongiungimento familiare

Il governo, con alcune riforme come la riduzione dei bolli per la previdenza sociale necessari da 120 a 50, la riduzione a 8.500 euro del reddito degli ultimi due anni come requisito per il ricongiungimento familiare e la concessione di un permesso di soggiorno quinquennale ai bambini che abbiano frequentato almeno sei anni di scuola dopo il raggiungimento della loro maggiore età, promuove il rinnovo del permesso di soggiorno solo a quanti risiedono da lungo tempo nel paese.

Con la logica dei voti

Così il governo strizza l’occhio alla sua destra, ritenendo che con il permesso quinquennale – prima di durata decennale – i migranti, potendo viaggiare in europa, andranno via dalla Grecia, e a sinistra, perché risolve i problemi di un piccolo numero di migranti.

Ma quanti residenti da lungo tempo ne trarranno benificio? Quanti migranti possono procurarsi i 50 bolli per la previdenza sociale o il libretto sanitario, quando un milione e mezzo di connazionali non li vedono da tre anni? Ciò che veramente faciliterebbe le cose sarebbe il completo svincolamento da criteri come i bolli per la previdenza sociale o il reddito, perché i migranti non sono responsabili della crisi economica, della disoccupazione e dell’evasione fiscale dei datori di lavoro.

Quanti migranti sono in regola con tasse e assicurazioni, quando anche gli strati benestanti della società hanno debiti? Quanti hanno guadagnato 8.500 euro negli ultimi due anni o possono dimostrarlo, quando il lavoro in nero è la regola? Perché insistono con il certificato di conoscenza della lingua quando i residenti da lungo tempo per lavorare devono saper parlare greco?

Infine, gli <<sportelli unici>>, cioè i centri dove vengono rilasciati i permessi, vengono ridotti da cinquanta a venti in tutto il paese e con pochissimi impiegati, per servire 600.000 migranti. Ciò significa semplicemente che un migrante che risiede a Kalamata dovrà andare  ad Atene o a Patrasso con spese e non solo annesse.

Potremmo elencare molte disposizioni che dimostrano che il nuovo Codice è la continuazione del precedente: con lo stesso spirito di emarginazione ed esclusione nei confronti della maggioranza dei migranti, continua ad impedire la regolarizzazione di coloro che hanno perso il diritto di soggiorno a causa dei bolli, anche con la previsione di una riduzione a cinquanta.

Continua ad impedire il ricongiungimento familiare, questione d’importanza vitale per queste persone. Continua a considerare come migranti i bambini nati qui.

Invisibili

Ignora i migranti arrivati dopo il 2005 e i profughi, che continuano ad essere invisibili per la legge e visibili solo per la polizia. 

La posizione dei partiti

Durante il dibattito in Parlamento i partiti erano in balia della loro clientela elettorale e non della necessità di affrontare la questione dell’immigrazione. Il PASOK, partito razzista e pro memorandum, ha sostenuto naturalmente il piano di legge, insistendo sulla non regolarizzazione dei <<clandestini>>, sulla concessione del permesso di soggiorno per un lungo periodo ai bambini di seconda generazione per non dar loro la cittadinanza e ha lodato il procedimento di rilascio veloce del permesso di soggiorno agli investitori o ai compratori di terra.

DIMAR ha (anche giustamente) fatto riferimento al comportamento razzista dello stato (impiegati, giudici) nei confronti dei migranti, affrontando la questione solo da un punto di vista istituzionale, dal momento che è inesistente nel movimento.

Il KKE ha spiegato perché il piano di legge elimina i permessi decennali modificandoli in quinquennali, cioè per controllare i migranti, mentre continua ad ostacolare il ricongiungimento familiare e il rinnovo dei permessi perché i migranti siano in balia dei datori di lavoro.

Per quanto riguarda i due partiti razzisti del Parlamento, il loro considerare il piano di legge come una regolarizzazione di tutti i <<clandestini>> non ci sorprende.

Gli interventi positivi sono stati definiti una <<legittimazione estremistica>> [sic] dai Greci Indipendenti (ciononostante, alcuni credono di poter essere nostri alleati…) e un <<rafforzamento dell’islamismo>> da Alba Dorata.

Ciò che dobbiamo dire è che entrambi pescano consensi nello stesso elettorato xenofobo, e non solo.

SYRIZA ha espresso le sue riserve sul Codice, con cui non si osa concedere la cittadinanza ai bambini né assicurare la regolarizzazione di tutti i migranti o tentare di risolvere i loro problemi. SYRIZA sosterrà qualsiasi articolo che faciliti anche di poco la vita dei migranti.

Doveri

Ma le leggi non bastano da sole. Sicuramente lotteremo quanto potremo a livello parlamentare, ma ciò che determina le nostre vite è il movimento. Il piano di legge in questione è molto indietro rispetto alle necessità del mondo.

Dobbiamo dunque organizzare un grande movimento con la partecipazione dei lavoratori greci e stranieri, dei disoccupati e dei giovani, per lottare contro le politiche razziste e il memorandum e rovesciare questa politica e questo sistema, che produce razzismo e povertà.

Perché noi non abbiamo paura e sappiamo vivere senza odio insieme ai nostri compagni di lotte, i migranti e i profughi.

di Ioanna Gaitani, parlamentare di Syriza

25/02/2014

Fonte: dea.org.gr

Traduzione di AteneCalling.org

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