Parla la famiglia di Shezad Luqman, ucciso dai nazisti

Parla la famiglia di Shezad Luqman, il giovane ucciso a Petralona (Atene) da due nazisti. Abbiamo tradotto le voci dei parenti, che dal Pakistan chiedono verità e giustizia per il figlio ucciso dai nazisti e ringraziano il movimento antifascista per il sostegno ricevuto.

Madre: “Hanno fatto del male a mio figlio. Andava a guadagnarsi il pane. Hanno assassinato mio figlio che andava a lavorare. Vogliamo giustizia. Vogliamo che gli antifascisti greci ci aiutino. Vogliamo giustizia. Vogliamo essere presenti in tribunale, per vedere se sarà fatta giustizia. Che nessuna madre si trovi al mio posto. Ogni giorno che penso a mio figlio, mi sento morta. Vengo a sapere che là non hanno ucciso solo mio figlio, ma uccidono anche altri figli. Provo dolore anche per queste madri. Chiedo alla società, di fare quel che deve, affinché nessun’altra madre si senta così. Voglio ringraziare molto i greci, gli avvocati e gli antifascisti che ci hanno aiutato ad avere giustizia. Voglio ringraziarli molto e chiedo giustizia. Ci serve aiuto per poter vivere. Chiediamo la punizione esemplare per gli assassini di mio figlio. Da cinque anni mio figlio stava lontano e non l’avevamo più visto. Quando sono venuta a sapere che se n’era andato per sempre… che a nessuna madre succeda una cosa del genere”.

Padre: “Mio figlio andava a lavorare in bicicletta, alle 2:30 del mattino. Degli assassini hanno ucciso mio figlio accoltellandolo, mentre si recava al lavoro per guadagnarsi il pane. Ringrazio tanto la comunità pakistana e i greci che ci hanno aiutato e prego ancora un’altra volta che ci aiutino affinché venga fatta giustizia. Il 18.12.13 è il processo, chiedo che tutta la gente si raduni là e noi, tutta la famiglia, vogliamo essere in tribunale e vogliamo vedere che tipo di giustizia renderà il tribunale. Sono molto povero e voglio giustizia. Ho 8 figlie e solo un figlio, che ha un peso troppo grande che non so se reggerà. Ed è per questo che chiedo giustizia, per poter vivere. Chiedo aiuto dalla comunità pakistana in Grecia e ai greci che vogliono aiutare, chiedo che vengano puniti gli assassini in modo esemplare e che giustizia venga fatta. Che gli assassini di mio figlio vengano puniti”.

Fratello: “Sehzad Luqman era il mio piccolo fratello. Andava a lavoro alle 2:30 del mattino per guadagnarsi da vivere in modo onesto. I neonazisti che hanno ucciso mio fratello hanno commesso un grande peccato. Lo hanno fatto senza alcun motivo. Mio fratello si trovava da 5 anni lontano da noi. Chiediamo al governo di punire in modo esemplare gli assassini. Vogliamo giustizia per l’omicidio di mio fratello”.

Madre: “Ho in mente mio figlio, torcersi mentre muore accoltellato. Non posso reggere come madre. Provo lo stesso dolore che provava mio figlio in quel momento. Voglio giustizia. Mio figlio se ne è andato per sempre, lontano da me. Che vengano puniti gli assassini di mio figlio. Gli esseri umani non fanno così. Che non succeda a nessuna madre. Voglio giustizia. Perché non fanno niente e permettono loro di fare cose del genere? Piango tutto il giorno e non posso smettere. Il mio Sehzad non esce dai miei pensieri. Aspettavo con ansia di rivederlo, di abbracciarlo come madre. E sono venuta a sapere che è stato ucciso. Se lo avessi saputo quando è andato via da casa… voglio che vengano puniti, affinché non accada più”.

Traduzione di AteneCalling.org

Sull’omicidio si Shezad Luqman:

La guerra è qua

Pubblicate le foto e i dati dei membri di Golden Dawn arrestati per l’omicidio di Shehzad Lugman

Alba Dorata ha aggredito un parente di Shehzad Luqman (assassinato dai neonazisti)!

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