Paros: i pestaggi di Alba Dorata protetti dalla polizia


Scioccante denuncia sugli scontri nell’isola di Paros
Denuncia di essere stata picchiata da un noto membro di Alba Dorata, davanti ad un plotone dei MAT rimasto stranamente immobile.
È stata salvata dal suo compagno, che è stato anche lui brutalmente picchiato. Maria Trullu, insegnante sull’isola di Paros, racconta l’accaduto al giornale “To Ethnos tis Kyriakis”: “Mi ha spinto con forza la testa contro il muro. Ho ricevuto una seconda botta sulla testa da un piede di porco o da un manganello. Ho sentito il sangue colare”.
Dopo il pestaggio è stata portata all’ospedale insieme a Savvas Mavridis, il suo compagno, dove le sono stati applicati dei punti sulla testa. L’insegnante, nonostante la scelta di rendere pubblico l’attacco subito da un noto membro di Alba Dorata, ha deciso di non sporgere denuncia contro questa persona. Uno dei motivi, come ci dice, è che dopo la recente assoluzione di Kassidiaris [deputato di Alba Dorata, n.d.t.] in un’aula di tribunale piena di seguaci del partito, crede che forse anche il suo caso avrebbe la stessa sorte.
* Foto: S. Mavridis e M. Trullu insaguinanti la notte in cui sono stati attaccati dai MAT e da un membro di Alba Dorata.
Testimoni… disponibili
Il secondo motivo è che ha paura, visto che il furioso pestaggio è avvenuto davanti agli occhi dei poliziotti che non sono intervenuti a proteggerla e non hanno nemmeno arrestato il responsabile; ritiene quindi che quest’ultimo goda dell’immunità. Crede inoltre che ci saranno molti testimoni… disposti a fornire un alibi all’autore per il momento dell’aggressione.
Il suo obiettivo è unire la sua voce a quella di tutte le persone che sono state vittime di attacchi fascisti, affinché possano rivendicare attraverso il ricorso ai Tribunali Europei la condanna di Alba Dorata, come ci rivela: “indipendentemente da cosa sostengono i seguaci del partito di Alba Dorata, le persone che agiscono all’interno del suo spazio ideologico costituiscono un pericolo pubblico. Non sono una minaccia solo per i migranti, ma per chiunque si esprime liberamente e rivendica dei diritti. Le autorità ufficiali e la leadership politica hanno mostrato la loro incapacità nel saper gestire il fenomeno dell’aumento della violenza fascista. Spero che venga presto arginata, altrimenti molte persone innocenti e non-violente la pagheranno. Ovunque abbiano messo piede gli albadorati, qualcuno l’ha pagato con il suo sangue. Questa vergogna deve finire”.
Incidenti senza precedenti
L’aggressione è avvenuta il 28 Febbraio 2013. Quel giorno erano scoppiati degli incidenti senza precedenti che sono stati riportati anche dai media, quando una delegazione di Alba Dorata si era trovata sull’isola per realizzare una manifestazione a Parikià. Per lo stesso giorno era stato fissato da Iniziativa Antifascista un corteo, organizzato soprattutto dai giovani dell’isola. Sull’isola erano state inviate molte forze di polizia, tra cui anche reparti di MAT provenienti da Atene.
Poco prima dalla fine del corteo i MAT hanno “chiuso” i manifestanti, come viene denunciato dall’insegnante, in un vicolo di Parikià, vicino alla taverna dove si svolgeva l’incontro di Alba Dorata. Successivamente hanno lanciato i lacrimogeni contro i manifestanti e caricato la folla. Alle spalle dei MAT c’erano alcuni individui in abiti civili che sono stati identificati dai presenti come sostenitori di Alba Dorata e che, secondo le denunce, lanciavano sassi contro i manifestanti.
 Τα ΜΑΤ «στρίμωξαν» τους διαδηλωτές σε ένα σκοτεινό σοκάκι της Παροικιάς.
                                               I MAT chiudono i manifestanti in uno stretto vicolo di Parikià.

   

La maestra, insieme al compagno Savvas Mavridis, ha trovato rifugio su un balcone, ma non è riuscita a sfuggire alle braccia di una persona robusta. “Tra i MAT che correvano e picchiavano la gente è sbucato un tizio enorme fuori di sé. Veniva direttamente contro di me. Stavo là, sul balcone e lui, molto alto, mi ha preso per il bavero, mi picchiava ed io lottavo, cercavo di resistere. Cercava di tirarci giù dal balcone. Sulla strada ci avrebbe schiacciato. Uno dei motivi per i quali non abbiamo fatto una brutta fine era il fatto che ci trovavamo un po’ più in alto di lui e non tra le sue gambe”, dice M. Troullou sulla notte che ha vissuto.
“Sono stata brutalmente e ferocemente aggredita. In maniera spregevole, senza alcuna giustificazione. Come se mi avesse scelto tra la gente. Cosa c’è di più pericoloso di una donna antifascista? Mi ha preso per i capelli e mi sbatteva violentemente la testa contro il muro. Mi ha aperto una ferita sulla fronte e sono caduta a terra stordita. Ho sentito la mano del mio compagno sul braccio. Cercava di farmi alzare. Ed è allora che ho preso la seconda botta, che proveniva dal punto in cui si trovava l’aggressore, che mi ha preso in pieno sul cranio. Qualcosa di duro, come un piede di porco o un manganello. Mi sono piegata di nuovo. Sono crollata sentendo il sangue che colava” dice all’ “Ethnos tis Kyriakis”. 
Molti colpi
M. Trullu ha evitato il peggio grazie al muro del balcone dove aveva trovato rifugio e al suo compagno S. Mavridis, che l’ha salvata dalla furia del politico di Alba Dorata. “Il mio compagno è riuscito a soccorrermi. La polizia ci colpiva su varie parti del corpo, ma colpiva anche le mani dell’aggressore. L’unica cosa che istintivamente ci veniva di fare era difenderci. Ci picchiavano da tutte le parti. Il mio compagno ha preso molte botte sulla testa, il corpo e sul collo. Ha i segni sugli stinchi per la forza che ha dovuto mettere per tenerci entrambi sul balcone. 
“Se non ci fosse stato il mio compagno a proteggermi rischiando la propria vita, sarebbe accaduto il peggio”, assicura l’insegnante, che non fa parte di nessun partito politico e si è trovata alla manifestazione per protestare contro il razzismo.
I pareri dei medici
Dopo l’aggressione subita Maria Trullu e Savvas Mavridis sono stati portati al Centro Medico di Paros. Nel referto medico viene confermato che durante la notte del 28.2.2013 S.Mavridis si è recato in ospedale con una ferita sulla fronte, nella regione occipitale sinistra, che è stata pulita e su cui sono stati applicati 17 punti di sutura. M. Trulu presentava forti dolori alla testa, al collo e all’occhio e sono stati applicati quattro punti di sutura alla testa.
A causa della gravità dei colpi ricevuti M. Trullu e S. Mavridis sono stati portati dal Centro Medico di Paros all’Ospedale Generale dell’isola di Syros, dove, secondo i referti medici pubblicati dal giornale “To Ethnos tis Kyriakis”, presentavano ferite alla testa e al collo e forti dolori alla testa; sono stati applicati 4 punti di sutura alla maestra di scuola materna e 17 al suo compagno.
Davanti all’ospedale c’era molta gente che aspettava chiedendo l’intervento della Polizia per identificare l’aggressore. Dopo almeno un’ora la polizia si è recata in ospedale per raccogliere le testimonianze dei feriti. 
Nella sua testimonianza ai poliziotti M. Trullu dice che l’autore dell’attacco era un uomo a lei sconosciuto, in abiti civili, di carnagione chiara e con i capelli corti, robusto e alto circa 1.90. Fino a quel momento l’insegnante non conosceva il nome della persona che l’ha picchiata, solo il suo aspetto.
Gravi incidenti
Il giorno dopo, venerdì 1 Marzo 2013, sono scoppiati scontri al porto di Parikià, quando un tedesco che vive sull’isola ha cercato di immortalare con la sua telecamera la partenza dall’isola dei sostenitori di Alba Dorata e dei deputati Ghiannis Lagos, Ilias Panaghiotaros e Nikos Michos. Secondo la polizia, molti dei sostenitori, tra cui anche il deputato di Alba Dorata N. Michos, si sono diretti verso il tedesco ma la polizia è intervenuta subito. La tensione è scemata dopo l’imbarco del gruppo di Alba Dorata sulla nave diretta al Pireo. È proprio quello il giorno in cui Maria Trullu identifica l’autore dell’aggressione.
 Την Παρασκευή, οπαδοί και ο βουλευτής της Χ.Α. Ν. Μίχος κινήθηκαν εναντίον κατοίκου του νησιού.
Venerdì il deputato di Alba Dorata N. Michos e alcuni sostenitori del partito hanno tentato di aggredire un turista.

 

Sugli incidenti di giovedì e venerdì, Alba Dorata aveva rilasciato un comunicato nel quale dichiarava: “Gruppi di anarco-sinistroidi con la copertura della polizia hanno tentato di attaccare un convegno organizzato da Alba Dorata Paros. La polizia li ha del tutto illegalmente accompagnati fino alla sala della manifestazione… ma il loro tentativo di sabotare il convegno di Alba Dorata è miseramente fallito. Dopo la mezzanotte alcuni “sconosciuti” hanno distrutto il locale che ci aveva ospitato. Per queste azioni non c’è stato nemmeno un fermo, nonostante gli autori siano ben noti sull’isola. Al contrario, ci sono stati tentativi di fermi illegali di nostri membri, persino parlamentari, che non hanno commesso alcun reato! I legali di Alba Dorata si stanno già occupando della questione e procederanno contro i responsabili”.
Come… conigli
Inoltre sul sito ufficiale di Alba Dorata è stato caricato un articolo con delle foto su quanto accaduto a Paros intitolato “Sono scappati come conigli nonostante la copertura offerta dalla polizia”, mentre nel testo c’è scritto: “La polizia li ha accompagnati del tutto illegalmente fino alla sala della manifestazione e così i soliti… polli si sono fatti coraggio. Il loro tentativo di interrompere l’incontro di Alba Dorata è fallito. Solo alla vista dei nostri camerati i parastatali sono spariti “volando” e, secondo informazioni confermate, ancora corrono verso il mare. L’incontro è continuato tranquillamente”.
Στην ιστοσελίδα της Χ.Α. ανέβηκε κείμενο με φωτογραφίες από τα όσα διαδραματίστηκαν στην Πάρο, με τίτλο «Εφυγαν σαν λαγοί παρά την αστυνομική κάλυψη».
Sul sito di Alba Dorata è stato caricato un articolo su quanto accaduto a Paros, intitolato “Sono scappati come conigli nonostante la copertura della polizia”.

 

Sul sito ethnikismos.net, vicino ad Alba Dorata, in un articolo in proposito, l’autore conferma apertamente che gli albadorati hanno avuto un contatto fisico con i manifestanti e che li hanno picchiati. “Correvano come campioni olimpici” è il titolo, mentre il testo riporta: “sono andati a schiacciare i “fascisti” e sono andati via pesti (e a gambe levate) “.
Lefteris Bidelas
Fonte: ethnos
Traduzione di Atene Calling 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


5 − = zero