Perché oltre all’incendio della volante sono state spaccate anche alcune teste

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La sera di venerdì 6/2, mentre percorrevamo via Tsamadoù a Exarchia, siamo stati aggrediti da un gruppo di persone che in quel momento stavano distruggendo una volante della stradale.

L’aggressione aveva alcune caratteristiche simili a quelle dei neonazisti e degli hooligans.

Non c’era stata in precedenza alcuna provocazione e la tensione è aumentata in maniera improvvisa e pericolosa. E’ bastata la semplice osservazione di uno di noi che si trovava nei pressi (che ha fatto presente che la volante era intervenuta per un incidente stradale), perché venisse aggredito e picchiato su tutto il corpo.

Mentre ci avvicinavamo, protestando per questa aggressione, se ne sono andati per ritornare un paio di minuti dopo più numerosi e armati di mazze e sedie.

E’ stato impossibile calmarli. Un’altra persona che era con noi all’improvviso è stata colpita sulla testa con una sedia, un altro che aveva provato a chiedere il motivo di questa aggressione è stato colpito alla testa con un bastone. Cercavano insistentemente la prima persona che aveva parlato con loro e l’hanno aggredita di nuovo, mentre non si era ancora ripresa dallo shock iniziale. Per noi la serata si è conclusa in ospedale con lividi, contusioni su tutto il corpo e 7 punti sulla testa.

In questi anni, gli anni delle squadracce di Alba Dorata e della tensione della repressione statale, dal 2008 ci siamo esposti molte volte, come migliaia di altri e altre, al rischio della violenza. Siamo stati attenti e fortunati. Ma una cosa del genere ce la aspettavamo in una delle manifestazioni al centro di Atene, durante una delle azioni antifasciste a Perama, Nikea o Aghios Panteleimonas. Invece è successo a Exarchia e questo ci ferisce, ci fa arrabbiare e ci preoccupa.

Abbiamo seguito la discussione che si è aperta in rete in seguito agli eventi di quel venerdi, sull’atteggiamento del movimento rispetto alle contesto creato dal nuovo governo di Syriza. Non abbiamo alcuna intenzione di intervenire in questa discussione. È un discorso utile, un discorso che deve essere portato avanti.

Questo discorso avrà poco peso finché rimarrà concentato sull’utilità dell’incendio di una volante e non sull’esteso fenomeno dell’esercizio della violenza contro chiunque esprima una qualsiasi obiezione.

Ci meraviglia il fatto che alcuni affrontano con cinismo eventi simili e cercano (per idiozia, narcisismo, interessi personali?) di attribuire il carattere della pratica rivoluzionaria al cannibalismo e all’adorazione della violenza cieca.

Ricordiamo loro che vivalamuerte era lo slogan della falange spagnola, e che la poesia della violenza ha affascinato per primi gli elogiatori del fascismo italiano.

Perché in realtà queste persone hanno perso ogni interesse verso la volante non appena hanno avuto l’occasione di aggredire degli esseri umani.

E il significato di questo comportamento è molto più profondo e inspiegabile nella società in cui viviamo.

Strani tempi…

Firmato

Ν.Κ.– Κ.Τ.s

Fonte: diktio.org

Traduzione: AteneCalling.org

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