Prima udienza del processo contro Alba Dorata: intimidazioni e ostruzionismo

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Prima udienza, Carcere femminile di Korydallos, Atene 20/4/2015

Il 20 aprile 2015 è iniziato nel carcere femminile di Korydallos l’atteso processo al gruppo parlamentare e ai semplici militanti di Alba Dorata accusati di una serie di violazioni del Codice Penale (come esse vengono descritte nel relativo decreto 215/2015 del Consiglio dei Giudici di Appello). Questo processo è senza precedenti nella storia giuridica, politica e sociale greca perché, oltre alla natura delle imputazioni a carico di un intero gruppo parlamentare e al numero di persone coinvolte nel processo, la corretta osservazione delle garanzie procedurali e il risultato finale costituiscono un punto cruciale per il moderno cosmopolitismo (giuridico e non solo) greco ed internazionale.

I. Accesso al tribunale: il principio delle udienze aperte al pubblico è previsto dalla legge affinché venga garantita la trasparenza della procedura e costituisce una garanzia fondamentale per gli interessi delle parti coinvolte (imputati e vittime) e dell’opinione pubblica

L’accesso del pubblico può avvenire solo se l’udienza viene svolta in un luogo adeguato. Il Consiglio Giuridico a cui è stato assegnato questo processo penale di enorme importanza si riunisce in un’aula all’interno del carcere giudiziale di Korydallos. Un’aula inadeguata in partenza, circostanza che mette in dubbio il carattere pubblico del processo.

Nonostante il grande interesse dell’opinione pubblica e dei giornalisti a livello nazionale e internazionale nei confronti di questo processo, la prima udienza è stata svolta in quest’aula. Le autorià competenti però non hanno provveduto alla sua adeguata sistemazione. Questo ha portato all’esclusione de facto del pubblico. L’aula in cui è stata svolta l’udienza di oggi non è assolutamente adatta visto il gran numero di imputati, difensori e vittime; non c’erano sedie sufficienti per gli avvocati della difesa e i giornalisti, e in aula erano presenti solo persone accreditate – il pubblico è stato in sostanza escluso dal tribunale. L’amplificazione dell’aula era insufficiente e non tutti sono riusciti a sentire quanto veniva detto, il che ha portato i giornalisti a interrompere continuamente l’udienza, chiedendo inoltre ai giudici di garantire  la possibilità di seguire l’udienza stessa.

Era inoltre difficile accedere all’edificio del Carcere Femminile di Korydallòs e, a causa delle misure di sicurezza adottate dalle autorità, via Solomoù, su cui si trova l’entrata del carcere femminile, era bloccata da blindati della polizia da entrambe le parti. L’ingresso al carcere era possibile solo con un permesso fornito dagli organi della polizia.

Questi malfunzionamenti molto importanti sono stati riferiti alla corte alla chiusura dell’udienza dal sindaco di Korydallòs ivi presente e da un difensore della parte civile, che hanno chiesto il trasferimento delle udienze in un’altra aula, come l’Aula delle Cerimonie presso la Corte di Appello di Atene. La PM nel suo intervento ha sottolineato:

– l’aula del processo è stata decisa dal Ministro della Giustizia;

– l’aula delle Cerimonie della Corte d’Appello non è disponibile;

– si troverà una soluzione per il trasferimento in una nuova aula che sarà appositamente allestita;

– la richiesta di trasferimento non può essere proceduralmente presentata dalla parte civile fino alla regolarizzazione della sua posizione.

Su quest’ultimo punto ha espresso il suo parere positivo anche la presidente della corte, che ha rimandato la discussione alla prossima seduta del tribunale e non ha permesso a nessun’altro di esprimersi sulla questione, nonostante il fatto che anche la presidente dell’Unione dei Redattori della Stampa Quotidiana presente in aula avesse chiesto la parola per sottolinerare le grandi difficoltà pratiche che i suoi colleghi giornalisti hanno affrontato prima e durante questa prima seduta.

II. Ostruzionismo nei confronti dei testimoni e aggressioni: dopo la lettura dei nomi degli imputati e la regolarizzazione dei loro rappresentanti legali, uno dei difensori della famiglia di Pavlos Fyssas ha riferito al tribunale che due testimoni mentre si recavano al processo erano stati aggrediti e ha chiesto di interrompere l’udienza per alcuni minti. Poi, durante la lettura dei nomi dei testimoni, i difensori della famiglia di Pavlos Fyssas hanno confermato che due testimoni erano assenti, in quanto erano stati aggrediti fuori dal luogo del tribunale e avevano subito delle lesioni fisiche.

III. L’udienza: l’udienza è iniziata alle 09:15 con l’appello degli imputati e le dichiarazioni dei loro difensori. In aula erano presenti 44 imputati. 24 imputati erano assenti ed erano rappresentati dai loro difensori mentre, in base alle dichiarazioni degli altri difensori, l’imputato Antonios Boletis è deceduto.

L’imputato Nikolaos Papavasileiou ha dichiarato di non aver nominato nessun difensore e ha chiesto al tribunale un difensore d’ufficio. La corte ha nominato due difensori dalla lista degli avvocati dell’Ordine degli Avvocati di Atene e in seguito ha letto i nomi dei testimoni.

I cinque testimoni protetti hanno dichiarato di essere presenti mediante una chiamata telefonica. Il tribunale ha interrotto l’udienza rinviandola al 7 maggio 2015 affinché i difensori designati per Papavasileiou possano studiare il materiale per il processo.

Con la decisione della corte sull’interruzione del processo è terminata la prima udienza; nella prossima seduta saranno essere regolarizzati i difensori della parte civile e sarà dettagliatamente esaminata la questione del cambio di aula per le udienze.

(foto: Marios Lolos)

Fonte: goldendawnwatch.org 

Traduzione di AteneCalling.org

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