Qual è il bello di Exarchia?

exarchia

Botta e risposta tra chi vive e ama Exarchia e chi vorrebbe gentrificarla (qui l’articolo originale di Kathimerini: L’atmosfera da ghetto si diffonde ad Atene).

Su Kathimerini, quel foglio igienico il cui valore è grande solo per pulirsi il fondoschiena dopo aver evacuato, un tipo di nome Vatopoulos, che non ho idea di cosa si occupi (wikipedia dice che è il responsabile dei reportage culturali del giornale igienico e membro del concilio esecutivo dell’associazione “Amici della residenza Tatoi”), ha scritto 523 parole per dirci che Exarchia deve essere gentrificata perché i punkabbestia anarcocomunisti del quartiere sporcano il “dna” di Exarchia, nel quale è incorporata l’”Ateneità”.

Ma come, non si vergognano quindi i punkabbestia anarcocomunisti ad attaccare manifesti sui muri? Non si vergognano a sedersi sulle stradine, sui portoni dei palazzi, sulle vie pedonali e sui marciapiedi, non si vergognano ad abolire la differenza tra spazio pubblico e privato e a bere birre? Vergogna e oltraggio! “Queste cose succedono solo a Exarchia” secondo il cronista del foglio igienico. Dimentica però che queste cose succedono anche al Pireo, a Perimetri, a Irakleio, a Galatsi, e in generale dove c’è una grande concentrazione di giovani.

Scuole, aziende, sportelli studenteschi, cinema, attività commerciali e palazzi… un intero mondo vuole vivere a Exarchia, sta bene e gli piace Exarchia così com’è. Forse il signor Vatopoulos fa riferimento agli attacchi di cui sono oggetto i palazzi e i negozi da parte delle forze repressive MAT e DIAS. Sì, sì… vetri dei portoni d’ingresso delle case rotti, vetrine di piccole imprese private rotte dalle mani della legge, dai MAT. Per il resto, gli abitanti di Exarchia stanno benissimo, gli fa piacere la presenza di persone così politicizzate, gli fanno piacere gli interventi di arte visuale con i graffiti e le azioni artistiche di tutti i tipi, gli fanno piacere i “vandalismi” dei muri con la pittura o con i manifesti.

E, per dire la verità, tutte le persone che vivono a Exarchia si cagano abbastanza sotto qualora un Vatopoulos qualsiasi, che vuole la gentrification nel quartiere per riempire le tasche degli impresari, dei grandi padroni e degli investitori, passeggia per le strade del loro quartiere, oppure se lui e a sua comitiva si fermano a mangiare in uno dei tanti locali del quartiere, sempre pieni di giovani che amano Exarchia proprio perché c’è la piazza “vandalizzata”, perché ogni suo muro parla con i manifesti e con i disegni, perché quello che Vatopoulos chiama “importantissimo problema estetico” è, per coloro che vivono o frequentano Exarchia, un’estetica indipendente dall’estetica normalizzata dell’ordine e della “pulizia”.

Ci piacciono i graffiti di Sonde e i manifesti sui muri, il parco di Navarinou e le scalinate dell’Asteras, ci piacciono gli abitanti che aprono i portoni delle loro case e fanno entrare persone che stanno scappando dai poliziotti, ci piace che Exarchia dia ancora sui nervi ad ogni Vatopoulos.

P.S: A Kifisia, Kolonaki, Esali, Glyfada il teppismo è molto più presente, Vatopolos, solo che là indossano colletti bianchi e la fanno franca. Non è così?

di Th. Aggelopoulos [Titolo originale dell’articolo: Lo scribacchino di Kathimerini è disturbato da Exarchia. Ci caghiamo sotto]

Fonte: kollectnews.org

Traduzione di AteneCalling.org

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